mercoledì 25 gennaio 2017

Quale futuro per Ladarius Green?

Ladarius Green ha dichiarato lunedì che non è intenzionato a ritirarsi e non è preoccupato delle conseguenze a breve e a lungo termine che potranno avere le commozioni cerebrali fin qui subite in carriera. Aggiungendo di guardare avanti e di cercare d’arrivare pronto alla prossima stagione.
A riguardo nella sua conferenza di fine anno l’head coach di Pittsburgh Mike Tomlin ha dichiarato «non ho una valutazione di che punto abbia raggiunto. A riguardo risponderà lo staff medico che dovrà occuparsi di riconsegnarci dei giocatori in salute per la prossima annata».
Ladarius Green doveva essere un’aggiunta ad un attacco già pericolosissimo di suo, e lo è stato ma con un utilizzo limitatissimo. Il tight end è infatti sceso in campo in sole 6 gare con un totale di 140 snaps.
Ora dopo una carriera di cinque anni e diverse commozioni cerebrali gli Steelers si trovano a dover valutare il rischio di riproporre il giocatore nella prossima stagione.
Grazie al quadriennale da 20 milioni di dollari Green peserà per 5 milioni nella prossima stagione, il sesto stipendio di quelli già sotto contratto per il 2017. Pittsburgh valuterà così se tagliarlo entro il primo giugno e risparmiare metà ingaggio.

martedì 24 gennaio 2017

Conferenza di fine anno di Mike Tomlin


Ecco un riassunto della conferenza di fine stagione di Mike Tomlin

LE PAROLE SULLA SUA SQUADRA 
Dopo i ringraziamenti per lo staff e i giornalisti Tomlin ha dichiarato «noi abbiamo la stoffa di una squadra che può vincere il titolo. Non accontentarsi mai a prescindere dal risultato. Questo fa parte del processo di cercare di essere grande».

 POSSIBILE RITIRO DI ROETHLISBERGER 
Il qb di Pittsburgh ha rilasciato dichiarazioni riguardo un suo possibile stop. Il suo head coach ha replicato «lo ha dichiarato lui ed è quindi una situazione da considerare. Non è un’emergenza, questo è il football spero ovviamente che torni. Non è la prima volta che sento di un Ben Roethlisberger che potrebbe ritirarsi ma non ho parlato con lui. Ben ha solo cercato di essere sincero e dire la verità».

 L’INFORTUNIO DI BELL 
«Bell ha saltato l’allenamento di giovedì per motivi personali, nulla di riferimento all’infortunio. Ero consapevole del suo infortunio ma non gli impediva di allenarsi se dovessi inserire nella lista tutti i giocatori con piccoli acciacchi ne metterei 47».

“MAL DI PANCIA” DI ANTONIO BROWN?
 Quando gli è stato domandato d’un atteggiamento imbronciato del duo ricevitore Tomlin ha dichiarato di non aver visto un giocatore imbronciato o insoddisfatto durante la gara, in particolare dopo il td di DeAngelo Williams.

QB SNEAK MANCANTE 
Tornando sull’azione che poteva aprire un’altra gara in quel di Boston la replica all’ovvia domanda è stata «Erano settati per bloccare la nostra qb sneak».

CAMBI NEL COACHING STAFF?
 Riguardo i movimenti di off season l’head coach di Pittsburgh ha detto che è ancora presto per diramare la lista dei giocatori che avranno bisogno d’un intervento chirurgico e non ha rilasciato commenti nemmeno riguardo al possibile ritorno del coaching staff in toto, pare però lasciar la porta aperta a qualche novità.

VARIE 
«Non so cosa aspettarmi da Martavis- riferito ovviamente a Bryant-, spero possa essere reintegrato. C’è solo da aspettare e vedere, sono speranzoso». Su due protagonisti in negativo della gara di Boston come Sammie Coates and Cobi Hamilton ha specificato che «hanno avuto momenti positivi durante la stagione. La loro sfida sarà crescere diventando più consistenti. E di aver preferito il primo ad Ayers per motivi legati al suo utilizzo in special team». Sugli altri giocatori invece ha dichiarato che sarà «Interessante vedere cosa potrà dare Karlos Williams, discorso simile su Senquez Golson, e di aver passato due anni piacevoli con DeAngelo Williams».

lunedì 23 gennaio 2017

Ben Roethlisberger «sconfitta che sia di lezione ai più giovani»

Quando incontri i Patriots sai di dover mettere punti a tabellone, l’attacco di Pittsburgh ieri ha semplicemente fallito. Dopo lo 0-6 in redzone di Kasas City al Divisional abbiamo assistito all’ 1-3 di Boston. Le occasioni erano lì, è mancata la capacità di concretizzare. Emblematico il 1&Goal ad una misera yard dal td che scaturisce in 3 punti dopo due corse senza esito di DeAngelo Williams, la prima con perdita di yards, e un passaggio incompleto. Terminare il primo tempo sul 17-13 e non sul 17-9 avrebbe potuto incidere sull’andamento della ripresa. «Dobbiamo giocare in maniera perfetta per batterli- ha spiegato David DeCastro- e non ci siamo minimamente avvicinati alla perfezione. Devi chiudere quando ti manca solo una yard». Quel drive è anche macchiato da un sanguinoso drop di Cobi Hamilton in endzone pochi snaps prima. Nel post gara Ben Roethlisberger pur non riferendosi ha nessuno nello specifico ha lanciato un messaggio chiaro ai più giovani. «Non so se è la causa principale- ha dichiarato ai cronisti- abbiamo lasciato sul campo molte opportunità non sfruttare per errori di esecuzione, alcuni miei alcuni dei compagni. A tratti sembrava che i più giovani sentissero il peso della gara». Nel primo drive Ben ha cercato di colpire sul profondo i Patriots su un 3&1, Sammie Coates ha sfiorato la palla senza completare la ricezione. Quando poi la gara era già compromessa è stato ancora Cobi Hamilton a vanificare un td ricevendo la palla dopo essere uscito dal campo, gli Steelers saranno così costretti a giocarsi un 4&Goal senza esito. «È frustrante- dice a riguardo Roethlisberger- spesso si parla di come una giocata decida la gara. Oggi sono mancate quelle giocate. Non so se fosse per l’importanza della gara ma quando sei in campo in partite come questa devi chiudere ogni singola azione. Fortunatamente è anche una lezione per ragazzi che capiranno che nulla è regalato. Fare i play off non è abbastanza. Tanti giocatori sono stati anni nella lega senza mai arrivarci, spero così che capiscano l’importanza d’esserci e abbiano la fortuna di poterci tornere». Al qb è stato poi chiesto se a suo parere i compagni più giovani avessero capito l’importanza della gara. «Non lo so. È una bella domanda da parre ai ragazzi, di certo io lo sapevo». Roethlisberger non ha una risposta nemmeno sul perché ad una yard dal td Todd Haley non abbia optato per una qb sneak, azione mai chiamata in tutta la stagione.

Harrison tornerà la prossima stagione?

La partita di Boston per molti sarebbe dovuta essere l’ultima in carriera per James Harrison. Il linebacker di Pittsburgh però la pensa diversamente, ecco infatti cos’ha dichiarato nello spogliatoio ai cronisti nel post gara.
«Non sono ancora finito, non sono finito e mi sento bene fisicamente».
Sono chiaramente le parole di chi nonostante i 38 anni suonati sa di poter dare ancora un contributo, e le statistiche lo confortano. Harrison infatti è un titolare inamovibile dalla week 11 in avanti.
Vedremo cosa deciderà la franchigia visto che il veterano diventerà unrestricted free agent a marzo.

Debacle ad un passo da Super Bowl

I Patriots sono giustamente i campioni della Afc. Lo dice chiaramente nel post partita Mike Tomlin, lo aveva detto più chiaramente il campo, 36-17 per i padroni di casa e Steelers eliminati.
«Loro hanno fatto la partita che ci si aspettava e noi invece no» l’analisi estrema dell’head coach di Pittsburgh su quanto visto. Una gara a senso unico già nel primo quarto con i Patriots che scappano subito 10-0 e da lì in poi è solo il tentativo vano di trovare una risposta al loro attacco, Brady è chirurgico e chiude con 32/42 per 384 yards e 3 td. La difesa di Keith Butler paga dazio costantemente sia quando opta per scelte conservative che quando prova invano a mettere pressione.
Così un giocatore come Chris Hogan si trova a fine gara con le statistiche della gara della vita, 9 ricezioni 180 yards e 2 td. Pittsburgh invece è costretta a chiedere a Cobi Hamilton di fare le giocate decisive per rimettersi in partita uscendo con un drop e una ricezione vanificata da una flag.
Con Antonio Brown contenuto dai continui raddoppi dei Patriots serviva un uomo capace di fare il salto di qualità e ci troviamo invece con il drop sul profondo in avvio di match di Sammie Coates ed il fumble di Eli Rogers.
«Abbiamo avuto le possibilità di chiudere quelle ricezioni, devi vincere le palle contese quando sei una squadra che punta al titolo» dirà a riguardo Tomlin.
A mettere poi ulteriormente nei guai l’attacco di Todd Haley c’è l’infortunio all’inguine che mette fuori causa Le’Veon Bell già nel primo quarto. E l’allenatore non può che ammettere l’ovvio, l’infortunio ha cambiano il piano gara e non sono stati in grado di trovare una soluzione.
A ringraziare è ovviamente la difesa dei padroni di casa che può permettersi di concentrarsi sul levare il profondo al gioco di passaggi di Ben Roethlisberger.
L’attacco degli Steelers, come a Kansas City, s’è dimostrato inconcludente in red zone. Pittsburgh si ritrova poi a convivere con il rimpianto di non aver convertito una goal line situation che partiva da una yard con la gara ancora in bilico. Dopo la ricezione di Jesse James, erroneamente giudicata td inizialmente, sono infatti senza esito le due corse di DeAngelo Williams e un passaggio per Eli Rogers. In avvio del quarto finale con la partita già compromessa arriva poi un altro drive che non trova l’endzone nonostante raggiunga le 2 avversarie.
Tornando alla difesa invece è stato un fallimento da parte di Keith Butler il tentativo di riproporre quanto visto fare dagli Houston Texans la settimana precedente. I blitz che dovevano mettere pressione dal mezzo sono stati tutti costantemente respinti.
Patriots al Super Bowl, Steelers in cerca di risposte su una gara che doveva essere gestita in altra maniera.


giovedì 19 gennaio 2017

Antonio Brown si scusa per il video degli spogliatoi

E alla fine non poteva mancare che lui, l'uomo sul banco degli imputati, Antonio Brown che ieri per la prima volta è apparso davanti ai cronisti dopo il caos del video dello spogliatoio dopo la gara coi Chiefs.
«Non posso che essermi pentito. È stata una distrazione totale per l’organizzazione, per i miei compagni ed ovviamente i miei coach. Ho il massimo rispetto dei miei coach per questo sono veramente rammaricato. Mi sono lasciato trasportare dal momento. Pensavo all’anno scorso quando non ero stato in grado di giocare il divisional, di poter stare con la squadra, ero veramente esaltato. Nessuno di noi è perfetto. sono umano e farò altri errori ma come uomo devo crescere dopo errori come questo. Volevo far vivere ai tifosi l’eccitazione che c’era nello spogliatoio e penso la gente lo abbia capito».
 Sulla possibile distrazione che la vicenda potrebbe avere Brown è abbastanza chiaro. «Stiamo parlando di championship quale altra motivazione servirebbe? Abbiamo lavorato tutto l’anno per essere qui in questo momento. Ci siamo e siamo esaltati da questa possibilità».
Il ricevitore s’è poi rifiutato di chiarire se abbia un contratto con Facebook e non ha chiarito se farà altri video live e di non essere stato a conoscenza in precedenza della regola che vieta ai giocatori di usare i social 90 minuti prima e dopo le gare.

martedì 17 gennaio 2017

Ben Roethlisberger dice la sua su Antonio Brown e il suo video nello spogliatoio

Nel suo settimanale programma radio Ben Roethlisberger non poteva evitare di trattare il caso di Antonio Brown e del suo video.
Ecco le dichiarazioni del qb degli Steelers. «Non sapevo cosa fosse Facebook live. Sfortunatamente ci troviamo ora ad affrontare questa situazione, lo spogliatoio è un posto sacro, specialmente dopo la gara. È per questo che non facciamo entrare i giornalisti e perché non ci sono tifosi o familiari. È un posto sacro dove vengono dette cose, ci sono abbracci e lacrime. È un posto speciale. Per questo sono un po’ arrabbiato con Antonio. So che era esaltato, lo eravamo tutti. Volevano condividere quei momenti con il mondo e i nostri tifosi ma va preservata la sacralità dello spogliatoio. Parlano i coach e poi parlo io e nessuno vuol far sapere in giro quello che succede nella nostra famiglia. In più spero che Antonio sia lì ad ascoltare quello che dicono il coach ed il sottoscritto invece di stare dall’altra parte della stanza».
In particolare sul compagno di squadra ha aggiunto. «Antonio è un giocatore che si esalta ed esalta, è uno di quelli che usa i social come gli altri coetanei. Io e gli altri veterani non li usiamo ma è come si usa in questo momento. Parlerò con Antonio ma non sarò io ad affrontare la situazione. La cosa è di competenza dell’allenatore, è lui il capo. Come detto sono un po’ deluso ma non arrabbiato. È deludente vedere che un momento sacro venga violato e che invece di stare attento a quanto dicevano i coach ed io dopo la partita. Detto questo per me è acqua passata».