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venerdì 6 aprile 2018

Boswell firma il tender


Chris Boswell ha firmato il suo tender, il kicker sarà quindi a roster per Pittsburgh anche la prossima stagione per con un salario che sfiora i tre milioni di dollari.
Il giocatore è approdato agli Steelers durante la stagione 2015, dopo il fallimento dell’esperimento Josh Scobee. 
Da quel giorno per lui 85/95 nei field goals tentati, uno dei migliori rendimenti nell’intera lega. È poi reduce da una stagione da record di franchigia con un 35/38 (4/4 in quello da oltre 50 yards) e diversi game winner.
L'annuncio l'ha dato lo stesso giocatore dal suo profilo Instagram.
Non è da scartare per "The Boz" l’ipotesi d’un prolungamento contrattuale pluriennale con il draft alle spalle.

martedì 20 marzo 2018

Biennale per il lb Jon Bostic

La need innegabile per gli Steelers in questa off season era in posizione di linebacker. L’infortunio di Ryan Shazier ha infatti lasciato un vuoto nella posizione di “mack”, ecco le motivazioni del biennale con cui la franchigia ha convinto il free agent Jon Bostic.
In Nfl dal 2013 il giocatore ha sempre dimostrato un buon atletismo, trovando continuità solo nell’ultima stagione ai Colts in cui è sceso in campo quattordici volte, tutte da titolare.
È impredicibile il futuro del nuovo linebacker degli Steelers, molto dipenderà dal draft e dalle garanzie che il prodotto di florida saprà dare al coaching staff.

giovedì 8 marzo 2018

Brown ristruttura il contratto per Bell. Quest'ultimo pronto a saltare il training camp


Con un post sul proprio profilo Instagram Antonio Brown ha annunciato ieri d’aver ristrutturato il proprio contratto. Azione che va nell’ottica di abbassare il salary cap dopo il tag di Le’Veon Bell e l’attuale eccedenza di nove milioni.
Per quanto riguarda Bell il giocatore ha dichiarato di non essere intenzionato a portare avanti alcun hold out. «Onestamente non me ne starà fuori a guardare. Sarò al campo d’allenamento nella prima settimana di stagione regolare». Ci sarà quindi la riproposizione di quanto visto quest’anno, con il giocatore a saltare il training camp e di ritorno in vista dell’esordio stagionale.

martedì 6 marzo 2018

Altro tag per Bell?


Secondo quanto riportato ieri da Le’Veon Bell a Espn manca l’accordo tra il giocatore e la franchigia per il rinnovo contrattuale. «La loro offerta è troppo bassa – ha dichiarato il runningback a Jeremy Fowler – o forse loro pensano siano troppo alte le mie richieste. Chiedo venga riconosciuto il mio valore per la squadra. Non credo debba accettare meno di quello che valgo». Cifra che il giocatore dichiara essere di 14,5 milioni l’anno.
La scorsa estate il giocatore aveva rifiutato un accordo precedentemente accettato dal suo agente. La cifra era di 12 milioni l’anno, numeri che lo avrebbero reso il runningback più pagato della lega, ben oltre gli 8,25 di Devonta Freeman.  Pittsburgh può mettere il tag sul giocatore per il secondo anno consecutivo, anche per poi cederlo ma pare improbabile, o lasciarlo testare il mercato dei free agents e lasciare che il giocatore scopra se qualche squadra vuole veramente offrirgli la cifra richiesta.   

martedì 13 febbraio 2018

Ristrutturati i contratti di Tuitt e DeCastro

Per rinnovare il contratto di Le’Veon Bell serve spazio salariale e Pittsburgh ha iniziato le manovre.
Ieri sono stati oltre tredici i milioni di dollari creati. Sono stati infatti ristrutturati i contratti di David DeCastro (nella foto) e Stephon Tuitt. Entrambi i giocatori hanno accettato di convertire il salario del 2018 al minimo per i veterani, ovvero 790mila dollari, convertendo il salario precedente in signing bonus. Con questa mossa Pittsburgh avrebbe ora 7,6 milioni di spazio salariale. Si attende ora operazioni simili per i contratti di Antonio Brown ($7,8 milioni), Cam Heyward ($9 milioni), Joe Haden ($9 milioni), Ryan Shazier ($8,7 milioni) e Maurkice Pouncey ($7 milioni).

venerdì 9 febbraio 2018

Due movimenti nel coaching staff

Pittsburgh ha ufficializzato chi prenderà l’eredità di Carnell Lake come coach dei defensive backs. La scelta è ricaduta sul defensive coordinator di Penn State, Tom Bradley (foto).
L’altro cambiamento nel coaching staff difensivo annunciato ieri è arrivato con l’assunzione di Karl Dunbar come coach della defensive line, in precedenza lavorava per l’università d’Alabama. Chi aveva quello ruolo in precedenza, John Mitchell, rimarrà comunque all’interno dello staff di Mike Tomlin.
I destini di Mitchell e Dumbar si erano già incrociati. Il primo era infatti il coach dei linebacker a Lsu quando il secondo giocava in linea difesniva. Dunbar venne poi scelto da Pittsburgh all’ottavo giro del draft 1990 senza però entrare a roster. Cowher invece assunse nel suo staff Mitchell nel 1994.

Dumbar prima di lavorare per Alabama aveva già avuto esperienza in Nfl, nello specifico ai Bills, Jets, Vikings e Bears. 

giovedì 8 febbraio 2018

Conferenza di fine anno di Rooney

Come di consueto il finale di stagione prevede una conferenza da parte del presidente Art Rooney II.
Ecco un breve riassunto delle sue dichiarazioni.

PERSO LA BUSSOLA?
Ad Art Rooney è stata posta la domanda riguardo un’eventuale perdita d’attenzione sull’obbiettivo finale da parte della squadra.
Scenario rifiutato però dal front office. «Non si vincono tredici gare senza essere un gruppo focalizzato sull’obbiettivo- le sue parole- anche se qua e là ci sono stati commenti che avrei preferito non vedere».
Con evidente riferimento alle parole di coach Tomlin sulla doppia sfida, mai avvenuta, con Boston.
«Anche se peno abbiano inciso di più i due turnovers del primo tempo piuttosto che i commenti del pregara. Abbiamo incontrato delle grandi squadre quest’anno ed è difficile batterle quando perdi molti palloni, penso sia stato questo il caso in entrambe le sfide con Jacksonville. Analizzeremo dove migliorare ma quella passata è stata una stagione solida da parte nostra».

SU LE’VEON BELL
La speranza del front office di Pittsburgh, come di tutti i suoi tifosi è quella di un contratto a lungo termine. «È quello che speriamo succeda in questa off season. Non mi piace negoziare tramite i giornali e non mi fa alcun effetto. Faremo del nostro meglio per trovare una soluzione».
Nessun accenno alle cifre, anche se è noto che Bell vuole un contratto ben superiore agli 8,5 milioni dell’attuale runningback più pagato. «Non posso dire in che posizione si trova nei runningback della lega. Voi potete andare a vedere a che livello è il mercato del ruolo».
Rooney apre però ad una soluzione abbastanza celrre della vicenda, del resto anche il giocatore aveva indicato il 20 marzo come data massima. «Non penso andremo per le lunghe, penso che faremo qualcosa e sarà esaltante per entrambe le parti e per i fans».

SU MIKE TOMLIN
Alcuni report indicavano come una componente minoritaria della proprietà degli Steelers avesse indicato ad Art Rooney la volontà di cambiare head coach. «Devo aver perso l’email o devono aver fatto confusione le poste, perché non ho mai ricevuto nulla di simile. Tutti possono guardare il record di Mike dal suo arrivo in panchina e penso che parli da solo. Sono molto a mio agio con il fatto che Mike sia il nostro head coach, penso sia tra i migliori in Nfl». Nelle undici stagioni allenate Tomlin ha raggiunto un record di 116-60 con otto titoli divisionali, due titoli Afc e un Super Bowl vinto. «E poi chi dovrei assumere? Questa è la domanda a cui nessuno di quelli chiede il suo licenziamento risponde».

SU RYAN SHAZIER
«In un modo o nell’altro mi aspetto di averlo anche qui nel 2018 in qualsiasi ruolo».

SUL PROSSIMO OFFENSIVE COORDINATOR

Prima le parole sull’addio di Todd Haley «penso ci siano momenti in cui decisioni come questa vadano fatte ed è stato questo il caso. Penso che Todd ci abbia portato tanto e abbiamo avuto un certo successo mentre era qui, speriamo di poter continuare ad averlo. Il nostro nuovo coordinatore è molto familiare a tutti, quindi non è che stiamo apportando grandi cambiamenti, e penso che, date le circostanze, sia qualcosa di appropriato».

martedì 16 gennaio 2018

Ben Roethlisberger pronto per il 2018

Ben Roethlisberger ha dichiarato che tornerà anche la prossima stagione a vestire la maglia di Pittsburgh. Lo ha fatto nell'immediato post gara con i Jaguars. Alcuni compagni hanno dichiarato ad Ed Bouchette che il qb s’è detto pronto a giocare per latri tre anni. Resta da vedere quale sarò il coordinator che ritroverà Big Ben, Todd Haley infatti non ha un contratto per la prossima stagione, solitamente la franchigia è solita offrire un’estensione contrattuale prima del termine dell’accordo con lo staff.

Jacksonville Sciocca Pittsburgh

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Ma quale rematch contro i Patriots, quale Super Bowl anticipato in quel di Boston. Pittsburgh non trova il modo di superare i Jacksonville Jaguars. Gli Steelers lottano dopo una partenza shock ma non fanno che alimentare speranze vane per tutto il secondo tempo. I Jaguars si impongono con un inatteso 45-42 all’Heinz Field. A nulla sono valsi 42 punti in una gara in cui si temeva “solo” la difesa avversaria, ed il gioco di corsa basato su Fournette. Pittsburgh si fa del male con le proprie mani, nel complesso pesantissimi infatti i due turnovers a carico di Roethlisberger, e cede nel momento della verità, i due quarti down e corto non convertiti, costati quantomeno tre punti risultati determinanti, senza contare l’on side kick nel finale.
A nulla sono quindi valse le 469 yards lanciate da Big Ben, 5 td, a nulla è servita la prova tenace di Bell o il solito apporto dell’immenso Antonio Brown. Pittsburgh trova un modo di cadere, nonostante il potenziale, contro una squadra parsa semplicemente più convinta e preparata.
Per gran lunga del primo tempo la netta sensazione era quella d’una squadra impotente ed alle prese con una gara che non attendeva così combattuta. Vanno in questa direzioni i dati sui terzi down avversari 8/14 e le 115 yards concesse al gioco di corsa avversario nel primo tempo. Ingiustificabile la prestazione del reparto difensivo, preso di mira specialmente nella figura di Sean Spence, evidentemente inadeguato al palcoscenico. Pittsburgh perde la battaglia anche a livello di turnovers, impensabile quindi un risultato diverso con questo quadro generale contro qualsiasi avversario.
Pittsburgh getta così un'altra chance di tornare al gran ballo. Lo fa in un modo inatteso, con il rammarico di non aver saputo sfruttare un potenziale offensivo finalmente al completo. Lo fa dopo una serie di messaggi ai media sulla futura ed ora immaginaria sfida con i Patriots (da Mike Tomlin, a giocatori come Mike Mitchell o Le’Veon Bell) che ora si ritorcono contro agli autori.
Un altro anno buttato, quante occasioni avrà ancora questo gruppo per raggiungere il tanto agognato anello? 


venerdì 12 gennaio 2018

Bell pronto al ritiro se arrivasse un altro tag

Gli Steelers hanno ancora due mesi per decidere cosa fare con Le’Veon Bell, il runningback ha però deciso di far sapere il suo punto di vista con molto anticipo.
Ieri infatti parlando al microfono di Espn ha dichiarato «starà a me decidere se giocare sotto tag o no. Se arriverà ancora il tag sarò io a dire “voglio giocare sotto tag o meno” questo è quello che succederà. Se invece mi lasceranno diventare un free agent valuterò il mercato».
Bell quindi medita perfino di ritirarsi se Pittsburgh riproponesse il tag al giocatore. «Spero non avvenga ma è qualcosa che prenderò in considerazione».
Al runningback era stato proposto questo accordo dopo una trattativa per l’estensione pluriennale fallita. Il giocatore come noto firmò l’accordo, da oltre 12 milioni di $, solo a pre season terminata. Bell come noto ha rigettato un’offerta di Pittsburgh che gli sarebbe valsa 30 milioni nei primi due anni, 42 in tre anni.
Dato che il tag annuale significherebbe 14,5 milioni all’anno è da considerare che il runningback non accetterà meno di 15 milioni l’anno. «Prendo i numeri per quello che sono- ha aggiunto Bell- non mi accontenterò di nulla, so quello che metto sul tavolo. Non starò là fuori a correre quattrocento volte senza ricevere quello che ritengo valere».
I dati riportati sono esatti, in 15 gare giuocate le sue portate sono state il massimale in carriera, 406, è stato il primo giocatore della lega per utilizzo, secondo per yards corse.
«Voglio finire la mia carriera qui, Ma se non lo farò, mi regolerò, devo regolarmi».

Pittsburgh non ama essere forzata a livello di contratti dai giocatori e non è prevedibile un accordo alle cifre volute di Bell. Come andrà a finire questa vicenda? Le prime news potrebbero arrivare dal 20 febbraio, al termine ultimo per i tag, il 6 febbraio. 

mercoledì 10 gennaio 2018

Conferenza pre Divisional di Tomlin

Come di consueto, ecco il riassunto della conferenza di coach Mike Tomlin.

RIVINCITA ATTESA
I Jaguars hanno già giocato all’Heinz Field quest’ano uscendo vittoriosi nel match di week 5.
Tomlin non si aspetta nessun contraccolpo per Ben Roethlisberger che in quella gara lanciò cinque intercetti. «Gioca da tempo non è un novellino. La sua attenzione è sul vincere la gara non certo sul rispondere ad una cattiva prestazione di ottobre».
Non pensare troppo al quel match è fondamentale. «Con tutto il rispetto per Jacksonville l’importante per noi non è con chi giochiamo. Dobbiamo giocare un buon football ed essere preparati a farlo».

ANTONIO BROWN
No si può trascurare il ritorno in allenamento lunedì del ricevitore. «Siamo soddisfatti del punto in cui si trova, continueremo a monitorare i suoi progressi e calcoleremo il suo utilizzo in base a questi».
Chance di recupero anche per B.J. Finney.

CONDIZIONE CLIMATICHE
Le previsioni raccontano di una gara in cui i giocatori troveranno un campo dalla temperatura bassissima e probabilmente innevato. A Tomlin è stato chiesto se le condizioni climatiche possano risultare un problema? «Certo, lo sono sempre. In particolare in questo momento dell’anno. Non passiamo molto tempo a discutere e parlare di queste cose. È solo una parte della vita a Pittsburgh, in Pennsylvania. È una parte della vita che accettiamo».

MARCUS GILBERT
Parole d’elogio dopo il rientro dell’uomo di linea offensiva, di cui l’allenatore plaude la capacità di rientrare subito in ritmo. «È tornato alla massima velocità in fretta- ha dichiarato l’head coach di Pittsburgh- Marcus ha perso molto tempo questa stagione, per vari motivi, siamo rimasti soddisfatti di quanto ha dato Hub (Hubbard). Quindi non ci aspettiamo alcuna differenza significativa nel modo in cui il gioco potrebbe svolgersi con la presenza dell’uno o dell’altro. Ma sono ovviamente contento di riavere Marcus e sono felice che il suo gioco stia andando nella direzione giusta».

Uomini di linea che affronteranno una difesa temutissima a livello di pressione, 55 sacks stagionali, dietro solo a Pittsburgh. Entrambi i tackle, e tutta la linea offensiva, devono essere preparati a bloccare quei ragazzi. Fanno un ottimo lavoro con la loro linea, i loro rusher, e la costanza di rush. Il modo in cui stringono e stringono la tasca, è fantastico».

mercoledì 3 gennaio 2018

Conferenza pre play off di Tomlin

Ecco il riassunto della conferenza settimanale dell'head coach di Pittsburgh. 

SUL BYE PRE PLAY OFF
Il Seed 2 significa per Pittsburgh una settimana di riposo in vista della gara interna di play off. Mike Tomplin però ha un piano preciso «ora ci concentreremo su come utilizzare al meglio questa settimana. In aspetti precisi delle tre fasi del gioco, dobbiamo trovare una soluzione ad i nostri problemi. Dobbiamo definire questi aspetti ed elaborare un piano per limitare i nostri errori».
L’head coach di Pittsburgh non esclude movimenti in depth chart «troveremo maggiore chiarezza in termini di divisione del lavoro in tutte e tre le aree. Penso che sia sempre una grande chance per esaminare cosa chiedere ed a chi. Se il prescelto è appropriato o se dovremmo guardare altri candidati»

SU JOE HADEN
Chi grazie a Pittsburgh farà il suo esordio nei play off è Joe Haden. Al suo coach è stato chiesto di parlare dell’acquisizione dell’ex Browns e dell’influenza che ha avuto la sua firma per la difesa di Pittsburgh. «Joe è veramente un grande, potremmo passare molto tempo a parlare di quanto sia forte ma la cosa che emerge di più per me è il suo essere un gran compagno. Sapevamo fosse un gran giocatore e lo sapevamo già prima del suo arrivo». Ora Haden deve dimostrare di poter far fare quel salto di qualità alla secondaria di Pittsburgh nella fase più importante della stagione.

BOLLETTINO D’INFERMERIA
L’head coach di Pittsburgh ah aggiornato i reporter anche sullo status dei due giocatori infortunati, Antonio Brown e B.J. Finney. «Contro Clevelnd- ha detto su quest’ultimo- ha subito inizialmente un problema alla caviglia, poi rientrato in campo ha avuto un infortunio al quadricipite. Per entrambi se avessimo giocato questa settimana avrei utilizzato il termine questionable».

lunedì 1 gennaio 2018

Pratica Browns sbrigata, ora si inizia a fare sul serio

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Tutto da programma. Steeelrs-Browns ha visto gli starter a riposo in attesa della post season, ed una vittoria vana visto il risultato contemporaneo di New England. Browns che raggiugono lo storico 0-16 e Steelers che portano a casa il seed 2. La gara è stata molto simile a quella vinta in condizioni analoghe proprio in week 17 contro Cleveland. Padroni di casa convincenti solo a sprazzi e Browns incapaci di risultare concreti nel finale quando la vittoria sembra esser vicina. Sul 28-24 finale infatti pesano molto gli errori delle due squadre. Ultimo, e pesantissimo, il drop del ricevitore ospite Corey Coleman su un 4&2 a meno di due minuti dalla fine. La ricezione avrebbe portato i suoi sulle 11 degli Steelers. Con Ben Roethlisberger, Le’Veon Bell, Maurkice Pouncey, David DeCastro e Cam Heyward in borghese la ecna la prendono JuJu Smith-Schuster e Tyson Alualu. Il primo mette a referto 9 ricezioni per 143 yards e sigla un ritorno in td da kickoff che è merce rarissima da anni in Nfl. Il secondo mette a segno due sacks, l’ultimo dei quali sigla il nuovo record di franchigia, 56 sacks in una stagione. In generale convincente la prova del reparto wr, senza Brown Martavis Bryant raggiunge il massimo stagionale di 6 ricezioni e Darrius Heyward-Bey sigla il td del 7-0 con una fantastica reverse. Da rivedere invece la prova della linea che incide sì nelle corse, ben anche Stevan Ridley in attesa di Bell nei play off, ma soffre in maniera evidente in posizione di centro quando, con B.J. Finney infortunato, gli snap deve giocarli Chris Hubbard. Ora non rimane che assistere alle wild card e attendere l’avversario per la gara di domenica 14 gennaio alle 19.


giovedì 28 dicembre 2017

Dupree, bordata ad Harrison: "mai stato un leader"

In attesa di poter tornare a parlare solo di football giocato ecco un nuovo capitolo della saga “Harrison ai Patriots”. Ieri infattinon ha parlato solo il diretto interessato ma anche un suo ex compagno di reparto, Bud Dupree, e non c’è andato piano.
«Si è tagliato da solo- ha detto il lb confermando quanto detto anche da Maurkice Pouncey- è questo che è successo. Alla fine ha fatto un sacco di cose che non sono da Steeler. Non è colpa di nessuno nella squadra se è stato tagliato. Si è fatto tagliare, veniva qui e non faceva nulla per migliorarci».
Dupree se la prende poi con quei tifosi che non accettano la partenza di un loro idolo. «Guardo i miei profili Instagram e Twitter e la gente mi insulta come se io avessi fatto qualcosa. Gente che se la prende con coach Tomlin per averlo fatto partire, dicendo che ora dirà tutto il playbook, bè non l’ho visto ai nostri meetings quindi non so se sappia gli schemi».
Se possibile Dupree ci va ancora più duro dicendo di non accettare che l’ex compagno passi per vittima. «Pare sia andato ai Patriots per sputare in faccia a coach Tomlin e Mr Rooney. Di base ha sputato in faccia ai suoi compagni, perché per tutta la stagione si è stato mostrato come qualcuno diverso da quello che doveva essere, ovvero un leader».
Per l’ex compagno infatti Harrison era stato firmato per essere un mentore per lui e Tj Watt, ma la cosa non ha funzionato.
«Ha fatto capire dall’inizio di non volerlo essere. Noi provavamo a guardare a Deebo come un mentore. Gli abbiam dato la chance d’essere quello che veniva descritto prima del nostro arrivo qui. Appena arrivi vedi James Harrison e provi a imitarlo perché è un grande giocatore. Ma quando qualcuno non vuole condividere la propria esperienza con te o condividere conoscenze perché ha la sensazione che tu possa prendere il loro splendore o prendere le sue luci della ribalta, è così che ci si sente. Ci siamo trattenuti perché non volevamo metterlo in cattiva luce, lo stimiamo ancora come persona, come persona adoriamo ancora Deebo. E sentiamo che avrebbe potuto essere il leader che volevano che fosse, e sento che avrebbe potuto essere la persona che volevamo che fosse».
Dupree parla anche dei video degli allenamenti postati sui social da Harrison. «Non è che non ci volevamo allenare quanto lui, son gli stessi allenatori che non ce lo permettevano. Lui faceva questi video prima degli allenamenti sfidandoci, spostando l’attenzione su di noi. Noi abbiamo fatto scorrere tutto».
L’accusa più pesante arriva alla fine. «Potrebbe essere a quel punto in cui è così arrabbiato che probabilmente ha detto: va bene, non conosco davvero il playbook di quest'anno, ma sono pronto a portarlo per intero a Bill e lasciargli fare quello che vuole».

Prime parole da Patriots di James Harrison

E alla fine parlò James Harrison. L’uomo sulla bocca di tutti dopo il suo passaggio, post taglio, ai Patriots.
Lo fa con Gerry Dulac, firma della Post Gazzette di Pittsburgh, ed ammette d’aver chiesto per tre volte d’essere tagliato. La prima ad inizio stagione, l’ultima dieci giorni fa proprio dopo la sconfitta con New England.
Nessun rancore con la sua ex franchigia che ha fatto una «decisione per business» la stessa fatta da lui nel firmare con i Patriots. Ammette a riguardo d’aver avuto una piccola esitazione.
«Mi era stato detto che avrei avuto un quarto degli snaps, ma così non è stato- ha dichiarato Harrison al cronista- già dopo la prima settimana avevo detto che era chiara l’intenzione di far giocaree i più giovani e chiesto il rilascio. Ognuno sarebbe andato per la sua strada ma loro dicevano di avere un ruolo per me».
Ruolo che il linebacker ha trovato solo in week 6 contro Kansas City, lì accumula 15 snaps dei 40 totali giocati. «Dopo quella gara non ho più giocato ed ho smesso di chiedere il taglio».
La bocca che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta coi Patriots, gara in cui a detta del giocatore gli era stato preannunciato un grande utilizzo. «Non ho avuto un solo snaps, se non gioco nella gara più importante dell’anno tutte le parole precedenti erano senza valore».
Il giorno seguente il giocatore s’è recato dal coach Tomlin chiedendo per l’ultima volta il taglio. «Sarei pazzo a tagliarti visto la possibilità d’infortuni nel reparto» la risposta che riporta Harrison. Quest’ultimo come noto viene tagliato pochi giorni dopo, alla vigilia della gara con Houston.
«Mi è stato detto dal coach di tenermi in forma qualora fossero tornati tra un mese- conclude il giocatore- ma io non posso aspettare i se e non giocare. Non sono arrabbiato è solo business ed alla fine anche io devo fare decisioni a riguardo. Mi ha chiamato Boston e ci sono andato, non ho avuto notizie da Pittsburgh.
Il linebacker ha dichiarato d’aver chiamato il suo ex compagno e coach di reparto Joey Porter prima di firmare e di non aver ricevuto domande da parte di Bill Belichick  riguardo la sue ex squadra.

mercoledì 27 dicembre 2017

Conferenza pre Browns di Tomlin

Ecco il riassunto della conferenza settimanale dell'head coach di Pittsburgh. 

TURNO DI RIPOSO COI BROWNS?
La gara interna contro Cleveland non avrà senso a livello di risultato se, come previsto, New England si sbarazzerà dei Jets. Tomlin però ha parlato in questi termini del prossimo impegno. «Si può parlare a lungo del come gestire questa settimana ma la realtà è che c’è una partita di football. Il nostro obbiettivo è quello di giocare e vincere la gara. Siamo in fase di valutazione riguardo chi scegliere, utilizzare ed attivare. Ma non abbiate dubbi queste son le nostre aspettative. Quelli che metteremo in campo avranno il compito di vincere l’incontro. Abbiamo come obbiettivo il dominare l’Afc Nort e abbiamo un incontro divisionale casalingo». Nessuna indicazione riguardo eventuali starter da far riposare, l’unico che sarà certamente out è Antonio Brown.

BLITZBURGH IS BACK
Nella gara contro Houston la difesa ha raggiunto i 50 sacks stagionali. A Tomlin è stato chiesto cos’ha portato la difesa ad avere questa capacità di mettere sotto pressione il qb avversario. «Penso che il nostro impegno sia visibile. Qualche volta dall’interno della linea, delle volte dall’esterno. O con i linebacker e la secondaria come fatto da Hilton». L’head coach di Pittsburgh vuole poi sottolineare il valore di colui che attualmente è il miglior rusher della squadra, Cameron Heyward. «Non si può dire abbastanza per spiegare il suo contributo non in una singola gara, ma nell’intero anno. Spesso viene confusa a causa dei nostri schemi, lui è un end da 3-4 ma a livello di pressione interna vale un Aaron Donald o Geno Atkins. Sta avendo una stagione fantastica ed è comparabile a quella di quest’ultimi».

RUN DEFENSE SOTTO ESAME?
La nota negativa della gara con Houston è stata sicuramente la difesa contro le corse. Troppe le 176 yards concesse ad un attacco in netta difficoltà.
«Alcune sono dovute alla nostra volontà di limitare Hopkin. Non era una scommessa. Ero contento se in una gara con largo vantaggio loro sceglievano di correre. Non potevamo permettergli (ad Hopkins) di fare quello che gli abbiamo visto fare in passato». La scommessa ha pagato eccome, il miglior ricevitore della gara ha battuto un solo colpo a gara terminata e le corse avversarie non hanno scalfito la difesa.

SU RIDLEY
L’infortunio di James Conner ha costretto Pittsburgh a cercare un runningback per dare profondità al proprio pacchetto. Tomlin ha spiegato ieri perché la sua scelta sia caduta su Stevan Ridley, in grado di superare il teorico back up Fitzgerald Toussaint nel blow out di Houston e di collezionare 9 portate per 28 yards. «È stato bello averlo con noi e vedere il suo comportamento in partita. Continueremo a lavorare per trovare nuovi dettagli e ritagliargli un ruolo, riportandolo alla forma fisica necessaria. Questo è quello che ci aspetta ma non siamo dispiaciuti di quanto ha già fatto una volta chiamato in causa».
Tomlin aveva già parlato del fatto che era rimasto colpito dal runningback al suo Pro Day, di averlo seguito negli anni e di aver sempre voluto la possibilità di lavorarci insieme.

Il record di The Bozz

Il field goal con il quale Chris Boswell ha aperto la sfida natalizia contro i Texans lo ha portato ad eguagliare il precedente record di Gary Anderson.

Il successivo tentativo lo ha fatto entrare nella storia, mai nessun kicker di Pittsburgh aveva superato quota 33, record che resisteva dal 1985. Boswell attualmente ha un ruolino stagionale da 35/38. Il suo 92,1% lo fa risultare sesto tre kicker con almeno dieci tentativi. Il dato scende all’89,5% a livello di carriera. Il record attuale nella storia Nfl è detenuto dal rivale divisionale Justin Tucker con 90.09%.

martedì 26 dicembre 2017

Steelers Houston non è un problema

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Netta e mai in discussione. E’ questa la miglior descrizione della vittoria di Pittsburgh in quel di Houston. Una “non gara” quella contro i Texans che si chiude 34-6. Pittsburgh ha assicurato il bye nei play off ed ora il coaching staff valuterà se far riposare dei titolari, e nel caso quali, contro i Browns nell’ultima partita di regular season.
La gara di ieri è stata veramente difficile da commentare, in vantaggio 20-0 al riposo Pittsburgh doveva solo valutare quando far entrare le riserve. La sola segnatura dei padroni di casa in avvio di ultimo quarto ha vanificato le speranze di effettuare un shoutout che manca da sei anni in casa Steelers.
Come previsto la faraginosa linea avversaria è stata un fattore di vantaggio per Keith Butler, la sua difesa ha messo a segno sette sacks, cui vanno aggiunti due turnovers.
In attacco da notare la risposta del pacchetto ricevitori alla prima gara senza Antonio Brown. Juju Smith Schuster si conferma un rookie dal brillante futuro, Martavis Bryant è ufficialmente un fattore e perfino Justin Hunter trova il tempo di segnare il primo td stagionale. La difesa conferma le incertezze sulle corse, Alfred Blue chiude con 108 yards su 16 portate ed è il secondo runningback in tre gare a superare quota 100. Nelle secondarie la notizia della serata è il ritorno di Joe Haden, poco giudicabile però un reparto che non può essere impensierito da un qb come Yates. 


lunedì 25 dicembre 2017

Tagliato James Harrison

Ieri Pittsburgh doveva liberare un posto a roster per il rientrante Marcus Gilbert, il prescelto è stato James Harrison.
Colui che è il recordman di franchigia per sack si era regolarmente allenato sabato. 39 anni da compiere il linebacker aveva avuto pochissimo spazio questa stagione, limitato anche da qualche infortunio di troppo.
Quest’anno aveva giocato solo 14 snaps, una miseria per un giocatore con la sua storia. L’ultima gara con la maglia di Pittsburgh rimarrà quella vissuta da spettatore “in divisa” contro New England. La sua ultima apparizione in campo sarà l’unico snap, il finale, giocato contro Baltimora. Il giocatore ha ringraziato tutti i tifosi e la franchigia sul proprio profilo instagram, il suo giocatore ha dichiarato che deciderà nei prossimi giorni riguardo al suo futuro.
Harrison non aveva fatto mistero di non gradire il suo ruolo marginale. L’ultimo highlight della sua carriera con gli Steelers rimarrà il sack, l’unico stagionale, messo a segno contro i chiefs.
Il linebacker era approdato a Pittsburgh da undrafted free agent nel 2002, con Pittsburgh ha giocato 177 gare, 107 da starter.

giovedì 21 dicembre 2017

Stagione finita di Conner, firmato Ridley

Martedì è stata una giornata movimentata per il roster degli Steeles. Pittsburgh ha infatti inserito in lista infortunati un runningback e firmato il suo sostituto. Come noto il primo è il rookie James Conner (foto), già operato per l’infortunio al ginocchio subito domenica contro i Pats. Quest’ultimo costatogli la parte finale della sua stagione da matricola.
Per sostituire il giocatore la franchigia ha messo sotto contratto Stevan Ridley, un terzo giro dei Pats al draft 2011. Proprio a Boston il giocatore ha passato le sue prime quattro stagioni nella lega, prima di iniziare un lungo via vai che lo ha portato nell'ordine a New York, sponda JetsAtlantaDenver e Minnesota. I Vikings lo hanno tagliato lo scorso ottobre, il giocatore deve ancora mettere a segno la prima corsa stagionale.

Oltre alle statistiche in carriera sulle portate (688 in totale con una media di 4,2) interessante l’opzione che offre per i ritorni di calcio, tallone d’Achille dello special team di Pittsburgh.