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mercoledì 19 dicembre 2018

Conferenza pre Saints di Tomlin


Come di consueto ecco alcuni stralci della conferenza di Mike Tomlin in vista dell'impegno contro i Saints.

DIFESA CHIAVE PER LA VITTORIA
La chiave della vittoria per Mike Tomlin è stata la capacità della sua difesa di non concedere agli avversari punti dopo i due turnover di Roethlisberger. «Abbiamo reagito molto bene a questi due episodi improvvisi. Siamo stati capaci di rimanere compatti ed effettuare le giocate necessarie in un paio di posizioni poco favorevoli. Siamo stati in grado di assorbire qualche episodio negativo e trovare il nostro ritmo».
Il riferimento è ovviamente all’errore sulla copertura che ha concesso il td di Hogan.

ATTACCARE PER PRIMI
È stata chiesta anche la motivazione che ha visto Pittsburgh optare per attaccare per prima. «Non volevamo dare la palla a Brady». Mike Tomlin spiega così la scelta di partire ricevendo l’ovale.
Una scelta che ha pagato con il td di Vance McDonald. Prima della conferenza del suo coach, Ben Roethlisberger ha rivelato come la scelta sia stata presa in un colloquio tra i due negli spogliatoi.
Strategia che Pittsburgh riproporrà coi Saints? «vedremo».

FIDUCIA IN BOSWELL?
Ormai un tema costante nella stagione di Pittsburgh sono i problemi del kicker Boswell. «Non posso definirmi soddisfatto – ha detto Tomlin a riguardo in conferenza – siamo pronti per andare avanti».
Questo lasca presagire un'altra settimana di fiducia per il kicker.
Già durante la gara di domenica il coach era andato dal proprio giocatore dicendogli di rimanere con la testa alta, e che lo avrebbe chiamato in causa più tardi. Cosa puntualmente accaduta con il field gola del definitivo 17-10.

IL RUOLO CENTRALE DI WILLIAMS
«Non posso esprimere quanto importante sia stato il nostro modo di riuscire a comunicare in campo. Quanto importante sia stato per noi Vince Williams, elemento centrale in mezzo al campo da gioco, ci ha permesso di posizionarci al meglio su alcune delle giocate che effettuano al meglio».
Sul suo lb Tomlin ha poi aggiunto. «Il suo sviluppo è stato normale, di un ragazzo scelto nei giri bassi e che non aveva avuto inviti per la combine. Ha avuto l’occasione di giocare in alcune circostanze per poi farsi trovare pronto». Nel suo anno da rookie infatti Williams scese in campo molto, complice l’infortunio di Larry Foote. Il draft successivo poi arrivò Ryan Shazier che prese il suo posto per poi ritrovarselo al fianco una volta partito Lawrence Timmons.

CRESCITA DEI GIOVANI
A soddisfare il coach di Pittsburgh durante la gara coi Pats c’era la dimostrazione di crescita da parte di alcuni giovani. Chiesto della prestazione dei ricevitori Eli Roger e James Washington, il loro allenatore ha replicato così «sono felice dei miglioramenti mostrati dai ragazzi. Alcune volte basta del tempo per vedere crescere il loro apporto, alcune volte semplicemente mancano le possibilità per dimostrare il livello raggiunto».
Washington ha finalmente ripagato sul campo la scelta de coaching staff di puntare sul rookie. «James ha avuto un’opportunità, probabilmente anche a causa dell’infortunio di Justin Hunter. Eli invece ha perso molto football a causa dell’infortunio, ha passato molto tempo concentrato sulla riabilitazione».
Tornato in campo dopo undici mesi il ricevitore è subito diventato un fattore nell’attacco guidato da Big Ben.  

BOLLETTINO INFERMERIA
Sembra concerta la possibilità di rivedere in campo James Conner in quel di New Orleans.
«L’ho visto poco fa alle prese con il suo recupero. Fortunatamente sembra pronto per un mercoledì d’allenamento e da lì valuteremo. Li concederemo tutto il lavoro che potrà effettuare e questo sarà la base su cui studiare un suo possibile impiego».

lunedì 1 novembre 2010

Troppo Brees, Pittsburgh battuta

Sono i Saints a spuntarla nella sfida tra le squadre uscite vincitrici dalle ultime due edizioni del superbowl.
In casa Steelers  c’è da recriminare per la gestione poco oculata d’un incontro delicatissimo, sbancare il dome di New Orleans era proibitivo ma alcuni errori hanno reso l’impresa ancora più ardua.

TOMLIN IN CONFUSIONE?
Si parte con un challenge decisamente inspiegabile voluto da Coach Tomlin, l’errore  comporta la perdita del timeout e forse fa perdere anche  lucidità al coach degli Steelers che  poco più tardi non lancia il fazzoletto rosso su un dubbio 2&goal. Risultato l’attacco si fa bloccare nello snap successivo e dopo il fg di Reed ci ritroviamo con soli tre punti e non 7.
Forse però l’errore ancora più sanguinoso è la gestione del drive successivo all’intercetto di Ike Taylor a 1:51 dalla fine del primo tempo. La decisione in casa Steelers,con l’attacco che deve fare solo 36 yards, è quella d’andare subito in endzone  senza provare nemmeno una corsa. Risultato ,complice anche una pass interference di Ward ,è un field goal sbagliato di Reed dalle 51 yards (con questo errore il numero 3 ha ora un  record di 7/16 da oltre le 50) e Brees che si ritrova 1:11 per confezionare il drive che manda No negli spogliatoi sul 3-3.
La sensazione è che Tomlin sentisse molto l’importanza di questa partita e ha provato a forzare un po’ troppo la mano non trovando però più il bandolo della matassa.

RIMONTA SFIORATA
Nel secondo tempo gli Steelers subiscono i padroni di casa con Brees (34/44 305 yards 2 Td Int)che sale in cattedra e regala a Colston il pallone del 13-3.
Pittsburgh sembra non riuscire a trovare la luce in attacco ,improvvisamente però un td da 38 yards  di Mendenhall  fa trovare nuova linfa ai sei volte campioni del mondo.
McFadden infatti costringe al fumble il qb dei Saints e Roethlisberger si trova ha la possibilità d’orchestrare il td del sorpasso. Miller però non difende bene un pallone importantissimo e così gli Steelers che si erano  rapidamente portati in raggio da field goal vedono sfumare l’opportunità di impattare la gara. Il successivo td di Brees per Moore mette la parola fine all’incontro.
Dopo la seconda sconfitta stagionale Pitt dovrà affrontare la terza trasferta consecutiva, ad attendere Big Ben e soci i rivali divisionali dei Bengals.