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giovedì 28 dicembre 2017

Dupree, bordata ad Harrison: "mai stato un leader"

In attesa di poter tornare a parlare solo di football giocato ecco un nuovo capitolo della saga “Harrison ai Patriots”. Ieri infattinon ha parlato solo il diretto interessato ma anche un suo ex compagno di reparto, Bud Dupree, e non c’è andato piano.
«Si è tagliato da solo- ha detto il lb confermando quanto detto anche da Maurkice Pouncey- è questo che è successo. Alla fine ha fatto un sacco di cose che non sono da Steeler. Non è colpa di nessuno nella squadra se è stato tagliato. Si è fatto tagliare, veniva qui e non faceva nulla per migliorarci».
Dupree se la prende poi con quei tifosi che non accettano la partenza di un loro idolo. «Guardo i miei profili Instagram e Twitter e la gente mi insulta come se io avessi fatto qualcosa. Gente che se la prende con coach Tomlin per averlo fatto partire, dicendo che ora dirà tutto il playbook, bè non l’ho visto ai nostri meetings quindi non so se sappia gli schemi».
Se possibile Dupree ci va ancora più duro dicendo di non accettare che l’ex compagno passi per vittima. «Pare sia andato ai Patriots per sputare in faccia a coach Tomlin e Mr Rooney. Di base ha sputato in faccia ai suoi compagni, perché per tutta la stagione si è stato mostrato come qualcuno diverso da quello che doveva essere, ovvero un leader».
Per l’ex compagno infatti Harrison era stato firmato per essere un mentore per lui e Tj Watt, ma la cosa non ha funzionato.
«Ha fatto capire dall’inizio di non volerlo essere. Noi provavamo a guardare a Deebo come un mentore. Gli abbiam dato la chance d’essere quello che veniva descritto prima del nostro arrivo qui. Appena arrivi vedi James Harrison e provi a imitarlo perché è un grande giocatore. Ma quando qualcuno non vuole condividere la propria esperienza con te o condividere conoscenze perché ha la sensazione che tu possa prendere il loro splendore o prendere le sue luci della ribalta, è così che ci si sente. Ci siamo trattenuti perché non volevamo metterlo in cattiva luce, lo stimiamo ancora come persona, come persona adoriamo ancora Deebo. E sentiamo che avrebbe potuto essere il leader che volevano che fosse, e sento che avrebbe potuto essere la persona che volevamo che fosse».
Dupree parla anche dei video degli allenamenti postati sui social da Harrison. «Non è che non ci volevamo allenare quanto lui, son gli stessi allenatori che non ce lo permettevano. Lui faceva questi video prima degli allenamenti sfidandoci, spostando l’attenzione su di noi. Noi abbiamo fatto scorrere tutto».
L’accusa più pesante arriva alla fine. «Potrebbe essere a quel punto in cui è così arrabbiato che probabilmente ha detto: va bene, non conosco davvero il playbook di quest'anno, ma sono pronto a portarlo per intero a Bill e lasciargli fare quello che vuole».

Prime parole da Patriots di James Harrison

E alla fine parlò James Harrison. L’uomo sulla bocca di tutti dopo il suo passaggio, post taglio, ai Patriots.
Lo fa con Gerry Dulac, firma della Post Gazzette di Pittsburgh, ed ammette d’aver chiesto per tre volte d’essere tagliato. La prima ad inizio stagione, l’ultima dieci giorni fa proprio dopo la sconfitta con New England.
Nessun rancore con la sua ex franchigia che ha fatto una «decisione per business» la stessa fatta da lui nel firmare con i Patriots. Ammette a riguardo d’aver avuto una piccola esitazione.
«Mi era stato detto che avrei avuto un quarto degli snaps, ma così non è stato- ha dichiarato Harrison al cronista- già dopo la prima settimana avevo detto che era chiara l’intenzione di far giocaree i più giovani e chiesto il rilascio. Ognuno sarebbe andato per la sua strada ma loro dicevano di avere un ruolo per me».
Ruolo che il linebacker ha trovato solo in week 6 contro Kansas City, lì accumula 15 snaps dei 40 totali giocati. «Dopo quella gara non ho più giocato ed ho smesso di chiedere il taglio».
La bocca che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta coi Patriots, gara in cui a detta del giocatore gli era stato preannunciato un grande utilizzo. «Non ho avuto un solo snaps, se non gioco nella gara più importante dell’anno tutte le parole precedenti erano senza valore».
Il giorno seguente il giocatore s’è recato dal coach Tomlin chiedendo per l’ultima volta il taglio. «Sarei pazzo a tagliarti visto la possibilità d’infortuni nel reparto» la risposta che riporta Harrison. Quest’ultimo come noto viene tagliato pochi giorni dopo, alla vigilia della gara con Houston.
«Mi è stato detto dal coach di tenermi in forma qualora fossero tornati tra un mese- conclude il giocatore- ma io non posso aspettare i se e non giocare. Non sono arrabbiato è solo business ed alla fine anche io devo fare decisioni a riguardo. Mi ha chiamato Boston e ci sono andato, non ho avuto notizie da Pittsburgh.
Il linebacker ha dichiarato d’aver chiamato il suo ex compagno e coach di reparto Joey Porter prima di firmare e di non aver ricevuto domande da parte di Bill Belichick  riguardo la sue ex squadra.

lunedì 25 dicembre 2017

Tagliato James Harrison

Ieri Pittsburgh doveva liberare un posto a roster per il rientrante Marcus Gilbert, il prescelto è stato James Harrison.
Colui che è il recordman di franchigia per sack si era regolarmente allenato sabato. 39 anni da compiere il linebacker aveva avuto pochissimo spazio questa stagione, limitato anche da qualche infortunio di troppo.
Quest’anno aveva giocato solo 14 snaps, una miseria per un giocatore con la sua storia. L’ultima gara con la maglia di Pittsburgh rimarrà quella vissuta da spettatore “in divisa” contro New England. La sua ultima apparizione in campo sarà l’unico snap, il finale, giocato contro Baltimora. Il giocatore ha ringraziato tutti i tifosi e la franchigia sul proprio profilo instagram, il suo giocatore ha dichiarato che deciderà nei prossimi giorni riguardo al suo futuro.
Harrison non aveva fatto mistero di non gradire il suo ruolo marginale. L’ultimo highlight della sua carriera con gli Steelers rimarrà il sack, l’unico stagionale, messo a segno contro i chiefs.
Il linebacker era approdato a Pittsburgh da undrafted free agent nel 2002, con Pittsburgh ha giocato 177 gare, 107 da starter.

venerdì 13 ottobre 2017

Inizia la vera stagione di Harrison?

Dopo aver insolitamente passato le ultime due week nella lista inattivi è pronto al rientro James Harrison.
Ieri infatti il defensive coordinatori Keith Butler ha annunciato che Deebo sarà in campo a Kansas City, incrementando i miseri sette snaps finora giocati in questa regular season. Non ci sono indicazioni riguardo il ruolo e l’impiego che otterrà, presumibile che sarà in rotazione con il rookie Tj Watt sulla destra.
Harrison, 39enne, è il leader di ogni epoca in casa Steelers per sacks con 81,5.

lunedì 24 aprile 2017

L'anno giusto per scegliere un rusher?

Dopo aver scelto quattro anni fa Jarvis Jones come erede di James Harrison gli Steelers si trovano a doverne trovare un alto al prossimo draft. Sei miseri sacks in quattro stagioni sono stati ovviamente insufficienti a convincere Pittsburgh sul proseguire il prorpio rapporto con il linebacker accasatosi ora ai Cardinals.
 Ovviamente la squadra della Pennsylvania non è l’unica ad aver visto disattese le speranze della propria prima scelta 2013, un draft che s’è rivelato particolarmente povero di talento in particolare a livello di edge rusher.
Erano stati infatti ben sei i team a scegliere un giocatore con queste caratteristiche al primo giro, l’unico ad aver ricevuto un secondo contratto dalla squadra è stato Ezekiel Ansah dei Lions.
Dion Jordan, terza assoluta, ha passato le ultime due stagioni fermo a causa di squalifiche legate all’uso di sostanze proibite. Dopo i tre sacks messi a segno nelle ventisei gare disputate con i Dolphins è ora sotto contratto con i Seahawks.
Barkevious Mingo, sesta assoluta dei Browns, dopo essere stato ceduto lo scorso anno a New England. Nemmeno Boston ha creduto in lui e così è volato ai Colts. Per lui i sacks tra i pro sono sette in sessantadue gare.
Bjoern Werner, ventiquattresima scelta, sei sacks e mezzo in tre stagioni prima di venir tagliato dai Colts. Ha annunciato il suo ritiro durante la scorsa stagione.
Datone Jones, scelto due giri dopo da Green Bay, è ora un giocatore dei Vikings dopo i nove sacks e mezzo in cinquantanove gare con i rivali divisionali.
 Il già citato Ezekiel Ansah fu' la quinta scelta assoluta di quel draft.
«È difficile con gli edge rusher- ha spiegato l’ex scout dei Ravens, ed attuale analista di Nfl Network, Daniel Jeremiah- perché non è semplice valutarli all’interno dei sistemi dei college. Un edge rushe della Pac12 si trova davanti bubble screen a destra e sinistra, non hai mai la possibilità di vederli bene. Ecco il difficile».
Capire chi può incidere contro i sistemi dei professionisti può essere difficile. Gli steelers erano convinti d’aver davanti una semplice scelta con Jarvis Jones, tanto che Mike Tomlin s’era detto sicuro dell’impatto che il giocatore avrebbe avuto sulla sua squadra.
«Era una valutazione facile- aveva detto il giorno della scelta- abbiamo guardato gli outside linebacker delle 3-4 e di solito si fa un po’ di proiezioni. Qui la proiezione è stata facile perché eccelleva in cose che gli chiederemo di fare in maniera simile».
Evidentemente la proiezione non era così semplice. Jones giocava in Sec, la miglior conference a livello di college, e giocava con Georgia, una squadra paragonabile a Pittsburgh. Non è servito a nulla anche Jones come gli altri edge rusher di quel draft ha fallito.
Un importante fase pre draft sono le combine, qui gli esperti delle squadre hanno la possibilità di analizzare i giocatori nelle loro caratteristiche fisiche per cercare di comprendere l’evoluzione che un giocatore potrebbe avere tra i professionisti. Uno dei report ancora consultabilisul sito Nfl.com pare ora profetico. Nelle debolezze riportate possiamo leggere: i dubbi sul suo gioco di braccia per evitare i blocchi, i dubbi su un fisicoche non sarebbe diventato quello necessario per il ruolo e veniva definitalontano dal livello “elite”.
La fortuna di Pittsburgh è che quest’anno il draft viene definito migliore a livello di giocatori difensivi rispetto a quello del 2013. Pittsburgh per esempio ha avuto colloqui con gli edge rusher Carl Lawson di Auburn e Charles Harris di Missouri. Lawson, pare materiale da secondo giro per via di alcuni dubbi sulla insufficiente lunghezza delle braccia.
Bucky Brooks, altro ex scout ora impegnato come analista di Nfl Network, infatti ha dichiarato come «in questo draft credo semplicemente ci sia un numero di pass rusher pienamente equipaggiati per andare in doppia cifra nei sacks al livello successivo». Pittsburgh non può che sperare che gli analisti abbiano ragione e di scegliere l’uomo giusto. Un giocatore in doppia cifra negli Steelers manca dalla coppia James Harrison- LaMarr Woodley che la raggiunsero nel 2010.

giovedì 2 marzo 2017

James Harrison firma e punta a giocare a 40 anni

Un post condiviso da James Harrison (@jhharrison92) in data:


Altro rinnovo in casa Steelers. Dopo la firma di Antonio Brown è arrivata quella di James Harrison che sigla un biennale con Pittsburgh. Il trentottenne ha firmato un accordo da 3.5 milioni di $ e, come da consuetudine ormai, l’annuncio è arrivato tramite una foto postata sui social. Harrison, che era già il linebacker più vecchio della lega, ora punta a giocare fino a 40 anni. La passata stagione ha chiuso come leader della squadra nei sacks, con 5, e diventando il numero uno della franchigia nella speciale classifica. Se il fisico gli permettesse di portare a termine questo contratto diventerebbe il terzo linebacker della storia a giocare fino a quarant’anni, precedentemente lo hanno fatto solo Junior Seau e Clay Matthews. Harrison, che aveva fatto intendere di non considerare il ritiro dopo la sconfitta coi Patriots, torna dopo aver giocato l’ultima stagione come right outside linebacker titolare e con Bud Dupree sembra l’unico in grado di generare la pressione sul qb avversario richiesta, ecco perché aldilà delle scelte che verranno fatte al draft la sua firma era fortemente voluta da Pittsburgh.

lunedì 23 gennaio 2017

Harrison tornerà la prossima stagione?

La partita di Boston per molti sarebbe dovuta essere l’ultima in carriera per James Harrison. Il linebacker di Pittsburgh però la pensa diversamente, ecco infatti cos’ha dichiarato nello spogliatoio ai cronisti nel post gara.
«Non sono ancora finito, non sono finito e mi sento bene fisicamente».
Sono chiaramente le parole di chi nonostante i 38 anni suonati sa di poter dare ancora un contributo, e le statistiche lo confortano. Harrison infatti è un titolare inamovibile dalla week 11 in avanti.
Vedremo cosa deciderà la franchigia visto che il veterano diventerà unrestricted free agent a marzo.

martedì 22 novembre 2016

James Harrison è ancora una volta nella storia di Pittsburgh


Uno degli otto sacks messi a segno a Cleveland rimarrà negli annali. James Harrison infatti grazie a quello messo a segno è diventato il leader della franchigia nella specifica statistica.
Qualcosa di ancora più importante se sei nato nei pressi di Akron, Ohio e prima di avere una chance con Pittsburgh sei stato tagliato tre volte da quest’ultimi.
Harrison al termine della vittoria coi Browns era visibilmente emozionato, al limite delle lacrime e con la voce strozzata. «Pensavo a mio padre che non può essere qui». James Harrison senior si è infatti spento lo scorso 7 maggio a 76 anni.
A lui ha pensato il figlio quando ad inizio secondo tempo ha battuto la guardia rookie Spencer Drango e atterrato Cody Kessler su un “Second and Goal”, mettendo a segno il sack numero 77,5 e superando Jason Gildon.
«Ti fa stare bene- ha detto riferito a questo obbiettivo raggiunto- come ti fa stare bene tornare a vincere dopo una serie negativa».
Pittsburgh entrava nella gara con soli 13 sacks, minimo della lega e senza il loro pass rusher più incisivo, Cameron Heyward out per l’intera stagione. Hanno chiuso con 8 sacks, massimo storico dalla gara di Cleveland della stagione 2005.
«Hai bisogno di un miglioramento quando ti trovi in certe situazioni- ha raccontato il numero 92- tutti devono prendersi le proprie responsabilità e fare quello che io chiamo “giocare egoisti”, ovvero fare quanto richiesto e lasciarlo fare anche ai compagni. Se tutti fanno quanto chiesto, tutto funziona e questi sono i risultati».
Per Moats, secondo per sacks in stagione con 3, «erano le giocate che volevamo. Erano le azioni che la squadra voleva per caricarsi. I sack sono simili alle corse che chidono un down o i big play su passaggio e i touchdown. Tutta la squadra si carica d’energia».
Nessun sack poteva mettere più energia di quello storico targato James Harrison. Colui che uscito da Kenn State era andato undrafted, era stato tagliato 3 volte da Pittsburgh ed una da Baltimora. Colui che ha lavorato tanto da divenire difensore dell’anno del 2008 e ha deciso un Super Bowl con un intercetto da 100 yards.


mercoledì 9 novembre 2016

Harrison ad un sack dalla storia

James Harrison domenica ha la chance di entrare ulteriormente nella storia della franchigia di Pittsburgh. Con i due sacks messi a segno nella sconfitta di Baltimora infatti il linebacker è ad uno solo dal superare Jason Gildon e divenire il numero uno della speciale classifica.
Per Harrison, che ha già un sack n cariera contro i Cowboys, non sarà una missione facile. Si troverà infatti davanti Tyron Smith che con i compagni di linea offensiva di Dallas è ultimo per sack concessi con 11 in 9 gare. Solo la linea dei Raiders ha numeri migliori di quella dei Cowboys in questa porzione di stagione.
Il record di Gildon, siglato il 23 novembre 2003, è di 79 sacks in 158 gare di regular season con gli Steelers, franchigia con cui giocò dal 1994 al 2003. 

 

lunedì 18 gennaio 2016

James Harrison indeciso sul suo ritorno

Non si sa quanto fosse l'amarezza dovuta alla sconfitta e quanto un reale dubbio, o semplice bisogno di pensare, ma al termine della gara James Harrison non si è detto scuro di tornare nella prossima stagione.
A 37 anni, e dopo un ritiro poi posticipato, il linebacker ha spiegato come i fattori che lo faranno scegliere saranno due «prima di tutto i miei figli, poi un'altra parte importante sarà la mi condizione. Posso far sembrare tutto facile ma a fine giornata è molto dura. Ho trentasette anni sono sempre più vecchio e ho fatto questo per tredici, quattordici anni non è così facile per me dire ora sì o no».
Se fosse davvero l'ultima battaglia ne uscirebbe a testa alta, l'idolo della Steelers Nation ha infatti chiuso la gara di Denver con 7 tackles, di cui 3 for loss, e l'unico sack messo a segno port proprio la sua firma.
Harrison ha ancora un anno di contratto e arriva da una stagione in cui ha ricoperto alla grande il ruolo di "riserva di lusso"saltando una solo gara di regular season e venendo spesso preferito ai giocatori più giovani del roster.

martedì 5 gennaio 2016

Conferenza pre Wild card di Tomlin

Grazie ai Bills quella di martedì scorso non è stata l’ultima conferenza dell’anno per Mike Tomlin. Ecco il riassunto di quanto detto dal coach di Pittburgh in vista della gara di Wild Card a Cincinnati.

GARA COI BROWNS: Parlando della gara di domenica invece attenzione in primis alla prova difensiva «hanno superato i nostri problemi» e ha definito «enorme» la giocata con cui James Harrison ha chiuso con un intercetto in redzone un pericolosissimo drive avversario.

SITUAZIONE RB: Pittsburgh si trova, come lo scorso anno, nel serio rischio di dover affrontare i play off senza il runningback designato. L’infortunio di DeAngelo Williams spalanca quindi la porta a Fitzgerald Toussaint e Jordan Todman. Sul primo ha poi aggiunto «è un giocatore solido e diligente».
Su Williams nessuna novità, l giocatore viene descritto “day to day” e non è commentato il suo status in vista di sabato.
L’allenamento settimanale darà maggiori indicazioni ma il coach ha spiegato che la strategia sarà costruita su Toussaint e Todman non ci sarà nessuna firma quindi.

I BENGALS: Descritti come un gruppo formidabile. Tomlin ha fatto notare quella che sarà di certo una delle chiavi della partita di sabato «sono più 11 nel tabellino stagionale delle palle perse».
In attacco viene poi sottolineata la varietà a disposizione mentre per la difesa menzione particolare per la secondaria con Reggie Nelson e Pacman Jones su tutti.
Se poi come pare il qb sarà ancora A.J. McCarron Tomlin ha dichiarato di non vedere grosse differenze nel loro modo di giocare rispetta a quando è Andy Dalton in cabina di regia.
Nessun riferimento a quanto successo in stagione regolare tra le due squadre «siamo focalizzati sui play off non sono qui per costruire una rivalità».

INFORTUNATI: Bryant ha riportato un infortunio domenica. Non viene però alcun dettaglio, l’head coach degli Steelers aggiunge però che non è stato lasciato in panchina punitivamente per aver sbagliato la traccia in occasione del primo intercetto di Ben Roethlisberger.
Jarvis Jones, solo 13 snaps per lui domenica, dovrebbe allenarsi regolarmente e scendere in campo sabato.

TROPPI INTERCETTI: Sull’alto numero di palle perse nelle ultime partite da parte del proprio qb il messaggio è stato semplice «dobbiamo fare meglio. Deve fare un miglior lavoro nel proteggere il possesso».
In generale sull'attacco ha poi aggiunto che al gruppo non importa chi effettua le giocate.

ROTAZIONE CORNERBACK: «Abbiamo effettuato una rotazione. Non vi spiegherò la nostra strategia ma ce n’è una».

lunedì 4 gennaio 2016

Browns battuti e regalo Bills. Siamo ai play off!!!

Serviva vincere a Cleveland e ricevere una grossa mano da Buffalo per acciuffare i play off dopo la debacle di Baltimora.
Noi abbiamo fatto il nostro, anche se con più difficoltà del previsto, i Bills hanno fatto lo sgambetto ai Jets e ci troviamo ai play off!
Tutti si aspettavano di sbrigare presto la pratica Browns e di poter così seguire la gara di Buffalo senza altri pensieri.
Onestamente si sarebbe dovuto fare meglio nella nostra gara, il primo drive infatti si chiude presto su un fumble di Antonio Brown, che non macchia però una prestazione da 13 ricezioni 187 yards e td. Dopo un ottimo stop della difesa che blocca i Browns sull’azzardo del quarto down è un’ottima play action in redzone per Heath Miller a dare il 7-0 Pittsburgh.
L’avvio promettente di Ben Roethlibserger però non si conferma purtroppo, è infatti lui a tenere in partita i Browns con il primo dei sue due intercetti di giornata dopo un altro stop della difesa di Butler.
Fortunatamente Cleveland è poca roba e senza motivazioni altrimenti il primo quarto non si chiuderebbe con i nostri avanti 7-3.
Intanto da Buffalo arrivano solo belle notizie con i padroni di casa avanti e i Jets in difficoltà. Brutto invece l’infortunio alla caviglia destra ch costringe DeAngelo Williams a lasciare il campo e non farvi ritorno.
Boswell sbaglia un field goal ma è fortunatamente emulato in quel di Buffalo dal kicker dei Jets. I minuti passano, la speranza cresce con i Bills avanti 14-0.
Ma come detto la pratica Browns va per le lunghe, infatti arrivano ad accorciare sul 7-6.
La notizia del td dei Jets con Marshall arriva poco prima del secondo field goal dei Browns e serve il td del 14-6 di Antonio Brown a rianimare i tifosi Steelers, che gioiscono ancora poco dopo per il 16-7 di Buffalo.
Il secondo tempo si apre con il secondo intercetto di Ben, i Browns si trovano in redzone con la palla del possibile sorpasso e solo un provvidenziale intercetto di James Harrison fa sì che possa rientrare in campo l’attacco e mettere finalmente la parola fine all’incontro.
Dopo un terzo quarto brutto e poco incoraggiante arriva infatti il td di Markus Wheaton in avvio di ultima frazione.
Da qui in poi sarà solo attesa di notizie da Buffalo. Non c’è spazio per la conversione da due messa a segno da Fitzgerald Touissant o per il fumble forzato sul kick return successivo. Nemmeno per l'intercetto di William Gay. Si attende solo la gara dei Jets.
New York intanto aveva accorciato con il td di Decker e pareva in procinto di guadagnarsi i meritati
play off quando Fitzpartick si fa però intercettare in redzone da Leodis McKelvin. Mancano più di dieci minuti ma I Jets vivono un vero e proprio incubo non riusciranno più a mettere punti sul tabellone e di fatto McKelvin gli cancella la unica vera opportunità di post season. Arrivano infatti altri due intercetti negli ultimi due minuti ma sono frutto di frustrazione e incapacità di sfondare la difesa dei Bills. Pittsburgh ringrazia, la Steelers nation si esalta e sa che deve solo ringraziare Rex Ryan.
Avrebbe fatto di tutto per far pagare i Jets e c’è riuscito, onore ai Bills ma ora dimostriamo di valere questa post season perché le ultime due gare giocate direbbero il contrario.
Si andrà a Cincinnati e lì sconti o regali non ne troveremo.





martedì 29 dicembre 2015

Conferenza pre Browns di Tomlin

Come ogni martedì torna il riassunto della settimanale conferenza stampa di coach Mike Tomlin.

SCONFITTA CON I RAVENS: Il primo aspetto preso in considerazione dal coach sono i turnover. «Siamo 0-5 quando non perdiamo questa sfida, 9-1 quando la vinciamo o pareggiamo. Non è solo una questione di turnover domenica non abbiamo difeso su abbastanza terzi down, il gioco di corse ha permesso a Baltimora di avere terzi down gestibili. La squadra deve analizzare e pensare a quanto fatto e non ha molto tempo per farlo».
Tomlin ha poi spiegato come la squadra debba lavorare sul non concedere turnover in attacco e che il non aver convertito quel 4&1 nel primo drive ha dato ai Ravens “vita”.
Sul perché l’attacco sia apparso decisamente meno in palla del solito la versione di Tomlin è discutibile «l’heavy run game iniziale potrebbe aver inciso sulla prestazione di Ben e ricevitori». Meno attaccabile la tesi secondo cui quando gli avversari lavorano per limitare Antonio Brown qualcun altro deve emergere e domenica non è stato così. Sul piano partita infine è stato chiarito che l’intento era entrare e impostare una gara sulle corse.
Sul fatto di poter fare più biltz per mettere pressione su Ryan Mallet «non si ha il senno di poi nella Nfl».

GARA COI BROWNS: Messaggio molto chiaro «stiamo andando in un ambiente simile questa settimana contro una squadra con intenzioni simili».
Lapidaria anche la risposta sulla possibilità di essere influenzati su quanto accade nella gara coi Jets. «Andremo in campo e saremo concentrati su quello che è in nostro controllo. Rimaniamo fiduciosi, ma ci rendiamo conto quando le cose sono fuori dal vostro controllo».
Infine Tomlin ha specificato che non gli importa se i giocatori guarderanno il punteggio dei Jets durante la gara. 

INFORTUNI: Roosevelt Nix sarà operato al piede. Antwon Blake per problemi alla schiena e Mike Mitchell per i consueti guai alla spalla destra saranno monitorati in settimana.

NESSUNA RISPOSTA AD HARRISON: «la difesa è uscita in campo piatta» Tomlin non ha voluto commentare le parole di James Harrison dicendo semplicemente che è un’opinione del linebacker.

CHIAMATA A REX: Un reporter ha chiesto a Tomlin se sentirà Ryan in vista di Bills Jets, gara che in caso di vittoria degli Steelers deciderà il loro possibile accesso ai play off «Rex- ha replicato l’allenatore di Pittsburgh- è un amico ma non lo chiamerò questa settimana».

TD BROWN: Sulla chiamata che di fatto ha annullato l’unico lampo di Ben Roethlisberger l’head coach degli Steelers come di consueto non ha voluto sbilanciarsi. «Non ho visto nulla per rovesciare la chiamata su Brown ma non è compito mio».

SHAZIER: L’unico singolo su cui è intervenuto Tomlin in conferenza è Ryan Shazier «un ragazzo giovane affilato, ma ancora in via di sviluppo e di essere un "hub di comunicazione"»



giovedì 10 dicembre 2015

Harrison punta il primato dei sacks nella storia di Pittsburgh

I tre sacks messi a segno da James Harrison nella gara di domenica lo hanno portato ad essere il primo giocatore nella storia della franchigia per quanto riguarda le gare con almeno due atterramenti del qb avversario con 18.
Ora l’obbiettivo per lui diventa l'essere il primo Steelers nella storia per sacks totali, ne servono altri tre per superare i 77 della leggenda Jason Gildon.
Il vincitore del premio "difensore dell’anno" del 2008 è probabilmente all'ultimo anno della sua gloriosa carriera, partecipa alla rotazione degli outside linebackers del nuovo defensive coordinator Keith Butler e avrà quattro gare per iscrivere di nuovo il suo nome nel libro dei record di franchigia.
Da qui alla fine della stagione Pittsburgh affronterà Bengals, Broncos, Ravens e Browns. Se la gara di domenica e quella conclusiva saranno proibitive per Harrison, che dovrà affrontare due takle ostici come Andrew Whitwhort e Joe Thomas, molto più abbordabili sono i rimanenti due avversari,  Ryan Harris di Denver e James Hurst di Baltimora sono infatti due uomini di linea perforabili.
Su questo argomento interessante la spiegazione di coach Mike Tomlin sull'approccio che attua lo staff «(Harrison ndr) ha fatto una gran partita. Ma tutti sappiamo che ne è capace James. Conosciamo il fatto che qualche volta entriamo in campo e c’è qualcuno che può essere caldissimo. O trovarci con un abbinamento favorevole».
Ecco spiegato l’alto numero di snaps giocati dal veterano contro i Colts e di contro il non aver visto in una singola azione l’ex prima scelta Jarvis Jones negli ultimi 20 minuti di partita.
Non resta che vedere se Harrison si metterà nella condizione di poter battere il record.

lunedì 7 dicembre 2015

Colts annientati 45-10 play off più vicini

Vittoria estremamente convincente ieri notte per Pittsburgh, gara dominata e in bilico solo fino ad inizio secondo quarto causa partenza ad handicap per i padroni di casa che si impongono poi con un netto 45-10.
«C'era qualche problema, abbiamo perso palloni all'inizio, una volta andati avanti però abbiamo svoltato tutto positivo. Abbiamo superato i problemi. Siamo stati in grado di ottenere la vittoria. Comprendiamo dove siamo diretti la settimana prossima e cosa c'è in gioco lì». 
La perfetta sintesi a fine incontro di coach Tomlin.
I Colts infatti non sfruttano a dovere due regali iniziali degli Steelers con il fumble sul kick off d’avvio, di un inguardabile Jacoby Jones, annullato dall’intercetto in endzone di Jarvis Jones e il fumble di DeAngelo Williams nel secondo drive convertito in un innocuo field goal.
Steelers che ovviamente ringraziano e mettono la testa avanti sfruttando il secondo intercetto di giornata di Matt Hasselbeck protagonista l’atteso Brandon Boykin che vede i campo dopo una stagione ai margini.
Anche l’attacco di Pittsburgh ha inizialmente le polveri bagnate e va a segno due volte con Boswell nel quarto d’avvio. E’ così degli ospiti il primo td della gara, che coincide per loro con l’ultimo sussulto, prima del monologo Steelers.
Hasselbeck con 8:26 da giocare del primo tempo trova infatti Frank Gore e porta avanti 10-6 i Colts. Qui però Ben Roethlisberger si ricorda di come abbia già abusato in passato della difesa dei Colts e piazza tre drive in td consecutivi tra secondo e terzo quarto.
Ricevitori di Pittsburgh in versione “big three” con le segnature ad opera di Antonio Brown, Markus Wheaton e Martavis Bryant nell’ordine.
Per Roethlisberger gara da 364 yards e 4 td grazie ad Antonio Brown che non contento del secondo td della serata segnato in avvio di quarto finale si rende un fattore anche negli special team con un ritorno di punt in td da 71 yards.
Gira tutto bene in attacco insomma se si considera che va citata anche la terza gara stagionale da almeno 100 yards corse di Williams. E in difesa? niente di negativo. Colts lasciati a 54 yards corse su 18 tentativi, forzati tre turnovers grazie ai due intercetti già citati e il fumble ad opera di James Harrison ricoperto da Vince Williams.
L’unica nota negativa è lo special team e Jacoby Jones è l’unico che esce con le ossa rotte da una vittoria che ci avvicina di molto ad un posto alle wild card.
Prossima fermata la gara esterna di Cincinnati che sa già play off.



mercoledì 25 novembre 2015

Chickillo «gli Steelers mi hanno ridato la gioia di giocare»

Essere scelto al sesto giro del draft, far parte degli ultimi tagli del roster, venire inserito ventiquattrore dopo nella practice squad ed infine essere il backup di una ex prima scelta nell’ultima gara interna con Cleveland. Il tutto in tre mesi.
Chi è il protagonista di questo percorso? Anthony Chickillo che nell’ultimo incontro era la riserva di Jarvis Jones.
Certo il rookie non ha certo lasciato un segno nel tabellino ma ha certo guadagnato esperienza e fiducia.
«Imparo un sacco ogni settimana e voglio continuare a migliorare» spiega il linebacker che ha perso quasi venti chili dal suo approdo nella lega «non ho giocato negli special team al college e non devo sprecare quest’opportunità».
La priorità aggiunge poi Chickillo è quella di imparare il più possibile dal suo coach di reparto Joey Porter e dai veterani. «In questo momento- spiega il giocatore- non sono minimamente vicino al livello cui voglio arrivare ed arriverò».
Per ora è già andato oltre le aspettative realizzando il sogno di entrare in campo contro Cleveland.
«Tutto era velocissimo perché la velocità è diversa, non giocavo in difesa dall’ultima gara di preseason così cercavo di mettermi sui quei livelli. Era qualcosa che sognavo fin da piccolo, tutti dicevano che era troppo sognare la Nfl e che le probabilità erano pochissime».
Probabilità che di certo parevano diminuite a settembre quando entrò negli ultimi tagli fallendo l’ingresso iniziale nel roster dei 53.
Poi la firma per la practice squad, «lì ho imparato molto sulla difesa ma mi veniva richiesto di giocare una posizione diversa da quella del college».
Chickillo infatti è stato per 47 volte uno starter a defensive end per l’università di Miami e con l’aiuto ed i consigli di James Harrison è tornato a giocare un ruolo che non giocava dall’high school.
«Guardavo James Harrison giocare fin da ragazzo. Lo conoscono tutti prima di entrare in questo spogliatoio. Mi ricordo che lo guardavo giocare alle elementari. Sto sempre ad ascoltarlo quando dispensa consigli, voglio solo imparare da lui».
Ed Harrison, che conta di tornare in campo dopo lo stop di una settimana per problemi ad un ginocchio, cosa dice del suo compagno?
«Sta facendo un buon lavoro e meritava di entrare in campo- spiega il veterano- vedremo cosa farà quando avrà più spazio e più esperienza».

Intanto il rookie si dice contento di aver ritrovato il piacere di giocare a football «a Miami- conclude infatti- l’unica cosa di cui si preoccupavano era che mettessi su peso mi avevano portato via la rapidità. E’ come se gli Steelers mi avessero ridato qualcosa che avevo perso».

lunedì 19 ottobre 2015

Landry Jones e Martavis Bryant show. Arizona piegata 25-13

L'eroe che non ti aspetti. Ancora senza il loro qb titolare gli Steelers trovano in Landry Jones (foto) un giocatore che alla prima gara Nfl riesce a condurre alla vittoria una squadra che vede come manna dal cielo i suoi 2 td che permettono di vincere la seconda gara consecutiva e portare a 4-2 il bilancio stagionale.
La gara era partita subito in salita con gli ospiti subito avanti grazie al td di Carson Palmer per Micheal Floyd nel secondo drive offensivo dell'incontro.
Da li in poi il mantra per la difesa era sempre il solito, tenere in gara un attacco disfunzionale sperando di cambiare con un big play l'inerzia della gara.
L'aiuto che serviva questa sera era decisamente maggiore del solito dato che l'attacco guidato da Michael Vick colleziona 5 misere yards in tutto il primo quarto.
Serve una scossa e  a nulla porta l'intercetto di  Lawrence Timmons sul finire di primo parziale. A metà di secondo quarto è uno scramble del qb ex Falcons a mettere in raggio da field goal l'attacco di Todd Haley. E' così un calcio di Chris Boswell a mettere finalmente a tabelloni i padroni di casa, 7-3 Arizona.
Il primo tempo si chiude però sul 10-3 grazie ad un field goal a 51 secondi dalla fine di Catanzaro, un punteggio che sa di miracoloso vista la differenza vista in campo.
Il terzo parziale vede l'attacco di Pittsburgh affidarsi ancora agli scramble di Vick, questo permette a Boswell di accorciare con un altro field goal ma il qb si procura uno stiramento che lo costringerà ad abbandonare  l'incontro.
La squadra continua ad aggrapparsi alla sua difesa e quest'ultima non tradisce. Fumble forzato da James Harrison e ricoperto da Mike Mitchell. Pittsburgh si porta velocemente in red zone e Jones pensa bene di presentarsi in Nfl con un td per il rientrante Bryant. Non riesce però la conversione da due ed il punteggio viene ribaltato sul 12-10 Steelers.
Ancora Boswell dalla 51 e Pittsburgh "scappa" sul 15-10. Arizona ora fatica e prima un field goal di Catanzaro poi il quarto calcio dell'appena citato Boswell fissano il punteggio sul 18-13 con sette minuti da giocare.
Palmer torna a muovere il suo attacco, con un drive da 59 yards si porta nei pressi della redzone di Pittburgh ma a due minuti e venti dal termine arriva un altro big play della difesa di casa.
Intercetto di Mitchell e Arizona si trova a dover recuperare in fretta il pallone e perdere meno tempo possibile.
25-13 Pittsburgh, siamo 2-1 da quando Ben è costretto in sideline. Abbiamo una difesa, possiamo credere nei play off.

Steelers vs Arizona week 6 season 2015 highlights

mercoledì 30 settembre 2015

Shazier rischia di saltare la gara con i Ravens di domani

In vista della gara di domani contro i Ravens ecco il bollettino dell'infermeria.
Non si sono allenati ieri e sono seriamente candidati alla sideline Ryan Shazier per il problema alla spalla rimediato con i 49ers , Daniel McCullers che soffre ancora per il ginocchio dolorante e  Matt Spaeth che si è fratturato una mano nella vittoria di St Louis.
La difesa dovrebbe vedere la conferma di quanto visto domenica, quindi Sean Spence tra i linebackers titolari e Cam Thomas in defensive line.
In attacco invece l'assenza di Spaeth potrebbe far esordire il rookie Jesse James.
Cortez Allen continua il suo programma di recupero e nonostante il ginocchio non gli permetta di allenarsi a pieno ritmo è reduce da due giorni di differenziato.
James Harrison (foto) invece ha invece recuperato a pieno dopo aver lasciato il campo dei Rams non in perfette condizioni per un guaio ad un pollice. Il veterano di casa Steelers si è allenato regolarmente ieri e sarà in campo con i rivali di Baltimora. 

lunedì 28 settembre 2015

Conferenza pre Ravens di Mike Tomlin

Riassunto della conferenza stampa di oggi di Mike Tomlin.

INFORTUNI: Sull’infortunio di Ben Roetlhibserger Tomlin non è entrato nei dettagli come atteso. «Starà fuori per un certo numero di settimane» il suo lapidario commento.
Sugli altri infortunati invece è stato meno generico. Ryan Shazier non ha recuperato totalmente dal guaio alla spalla destra che lo ha costretto sulla sideline a St Louis, il lb rientrerà una volta che avrà recuperato la forza nell’arto.
Daniel McCullers e Cortez Allen saranno invece valutati negli allenamenti da qui al Thursday night.
L’unico che pare lontano dal pieno recupero resta il cb.
Dalla gara di ieri sono poi usciti malconci Matt Spaeth che si è fratturato una mano e James Harrison che ha problemi ad un pollice.

MICHEAL VICK: Sul nuovo qb al comando dell’attacco si è dovuto ovviamente esprimere «siamo tranquilli riguardo la sua conoscenza del playbook. Ciò non significa ovviamente che il gameplan sarà lo stesso. Non è il suo primo “rodeo”».
Non verrà modificata la filosofia sulla conversione da 2.
L’head coach si dice fiducioso anche in Landry Jones e il ruolo di backup.
L’assenza di Roethlisberger costringe ovviamente a cercare nuovi equilibri in attacco. Uno di questi potrebbe essere il vedere insieme in campo DeAngelo Williams e Le'Veon Bell, 

PUNTI DEBOLI: Parlando dei due lati del gioco coach Tomlin ha voluto porre l’attenzione sulle troppe penalità dell’attacco che ha reso difficile macinare yards contro una difesa come quella dei Rams. In difesa invece la preoccupazione principale sono i takle non chiusi.

I RAVENS: Sugli avversari di giovedì Tomlin ha spiegato come rimangano una squadra talentuosa aldilà dell’attuale 0-3 e di essere un grande fan di Steve Smith Sr.
Ha poi sottolineato la forza del loro giovane reparto tight end con Maxx Williams e Gillmore.
Sulla gara ha sottolineato come la settimana cota aiuti gli ospiti contenti date le circostanze.


lunedì 24 agosto 2015

Vittoria con Green Bay ma Pouncey si rompe una caviglia

La prestazione di una gara di pre season va in secondo piano quando durante l'incontro ci scappa l'infortunio di uno starter. E' infatti a rischio la stagione di Maurkice Pouncey, il centro si è infatti fratturato la caviglia destra e dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico.
Rimane la speranza di poterlo vedere nella seconda metà della stagione, si parla di otto settimane di stop, ma non si può essere troppo ottimisti sul recupero di giocatore che proprio a causa di un guaio alla caviglia dovette saltare il Super Bowl perso con Green Bay nella stagione da rookie mentre un crociato lo costrinse a saltare tutta la stagione 2013 dopo essersi infortunato in week 1.
Spazio ora a Cody Wallace protagonista di sei gare da starter nei suoi due anni a Pittburgh.
Pouncey no è il solo starter ad aver lasciato anzitempo il campo dell'Heinz Field anche Stephon Tuitt si è infortunato e dovrà saltare un paio di settimane e rischiando quindi di satare l'esordio stagionale a Boston.
Sulla partita c'è da dire che l'attacco titolare ha dimostrato il solito buon ritmo, la difesa ha subito solo il primo drive di Aron Rodgers e compagni per poi far vedere miglioramenti incoraggianti in primis sulla pressione portata al qb aversario. Sei sacks a fine gara e il primo fatto con ancora in campo i titolari porta la firma di James Harrison. Ne collezione uno, il primo da professionista, anche Bud Dupree nella speranza che il suo ambientamento alla Nfl sia così più rapido del previsto.
Ora gli Steelers giocheranno a Buffalo sabato notte.