L’ultima gara di preseaon è l’ultima chance per molti di
quelli che scendono in campo di guadagnarsi un posto nel roster dei 53. Chi ha
alzato le sue quotazioni nella vittoria per 17-15 in Caroline? Eccone un piccolo
elenco.
Terrell
Watson, Tomlin da molte chance al runningback e lui lo ripaga con una gara da
19 portate e 89 yards, non è detto sia abbastanza per prendersi il posto di
terzo runningbacks ma di certo non avrà alcun rimorso per quanto fatto in
training camp e pre season.
Justin
Hunter, se non avesse una concorrenza spietata e si dovesse prendere spunto
solo da questa gara, lui un posto lo avrebbe di certo. Ottimo il td sul profondo
battendo in velocità l’uomo, dubitiamo però possa bastare.
Demarcus
Ayers se voleva avere un’occasione doveva mostrarsi indispensabile per lo
special team in qualità di punt returner, inizialmente il suo destino sembra
segnato visto che gli vengono preferiti Trey Williams e Cam Sutton,
ma appena gli viene dato spazio piazza due ritorni da 14 e 20 yards. Il fatto
che la sua chance sia arrivata dopo il fumble del già citato Trey Williams significa
che le speranze di quest’ultimo sono ridotte al lumicino.
Pittsburgh in questa preseason ha visto qualche lampo di
quello che potrebbe dare un rookie come Tj Watt, sabato coi Colts è arrivato
qualche segnale positivo da un’altra matricola, Cam Sutton infatti ha
deflettato un passaggio nella sua prima serie in campo.
L’attenzione sulla propria terza scelta, prodotto di
Tennessee, è alta. Sutton infatti potrebbe, se dimostrasse d’avere un impatto,
cambiare la situazione della secondaria di Pittsburgh.
Ecco quindi che quando nella prima serie del secondo
tempo il rookie ha bloccato il passaggio su un 3&5 per JoJo Natson la cosa
è stata sicuramente notata.
«È stato fantastico già poter essere là fuori e poter
dire d’essere in Nfl. Essere in campo e poi riuscire a fare una giocata al
primo tentativo è stato surreale» ha dichiarato il giocatore.
In settimana coach Tomlin lo aveva sfidato, spiegando
come dovesse dimostrare qualcosa ai coaches per poter avere possibilità d’entrare
nel roster dei 53. E alla descrizione dell’azione precedente va anche aggiunto
un successivo tackle for loss.
«Lo sapete- ha dichiarato sulla sua prestazione coach
Tomlin- penso abbia fatto un lavoro solido in alcune situazioni. Ha ancora
tanta strada da fare e settimana prossima sarà importante per lui, come era
importante per lui uscire là fuori e mostrare che il contesto non era troppo
grande per lui».
Sutton probabilmente avrà molto spazio nella gara di
giovedì coi Panthers. Già per il semplice fatto che i titolari come di consueto
marcheranno visita. Ecco la chance per dimostrare a Tomlin e Keith Butler che
può ricalcare l’inserimento di Artie Burns della scorsa stagione. La prima
scelta dl 2016 infatti ebbe qualche problema fisico in avvio di training camp,
e non vide il campo nelle prime tre gare di preseason, ripresosi guadagnò in
poco tempo però un ruolo nella nickel, diventando uno starter dalla week 8
contro i Ravens.
«Penso sia stato un punto di partenza. Devo costruire da
queste situazioni ed imparare dagli errori commessi per essere pronto per la
prossima gara» racconta Sutton.
Il cb non pensa d’aver perso posizioni nel camp a causa
dei suoi guai fisici che lo hano tenuto fermo ai box, del resto come potrebbe
pensarlo u giocatore che al college s’è fratturato una gamba alla terza partita
stagionale ed è tornato in campo nelle ultime due sfide dell’anno per Tennessee. Situazione quindi movimentata nella secondaria di
Pittsburgh con da annotare anche la sfida per il ruolo di starter tra Coty
Sensabaugh e Ross Cockrell.
Gli Steelers hanno firmato ieri il loro primo rookie, si tratta della quinta scelta Brian Allen.
Il cornerback ha firmato un quadriennale. Allen ha giocato on difesa solo due stagioni a Utah dopo aver iniziato la sua avventura universitaria come ricevitore.
Non è l'unico cb approdato a Pittsburgh dal draft, è infatti stato scelto anche Cameron Sutton da Tennessee. Se quest'ultimo è ipotizzabile lotterà per il posto di slot titolare, Allen invece lotterà per entrare nel roster dei 53 e per un posto da outside.
Ha potuto allenarlo un solo anno prima che fosse scelto
dagli Steelers ma il defensive coordinator di Tennessee Bob Shoop ha solo
parole positive per il suo ex cornerback Cameron Sutton.
«Uno dei motivi per cui sono venuto in Tennessee è il
fatto d’aver reclutato Cam dall’high school- ha dichiarato ai microfoni di Espn
970- avevo reclutato duramente un paio di giocatori così quando ho potuto entrare
nel sistema ho preso la palla al balzo perché sapevo quanto erano forti e come
erano progrediti. Sfortunatamente Cam ha giocato solo un paio di gare per noi
lo scorso anno a causa della frattura alla caviglia. Per me è quel giocatore
che nel 2013 nel suo anno da freshman è stato lanciato nella mischia e ha
iniziato subito a lottare. Non era il più spinto ed è stato reclutato per lo stesso
motivo per cui lo hanno draftato. Intelligente, altruistico, duro e versatile. Tutte
cose che lo hanno portato a diventare titolare».
Shoop ha aggiunto che quando era in piena forma nel 2013
e 2014 gli pareva già un giocatore d’un livello superiore.
«Tutti compreso Kevin Colbert me l’hanno detto e basta
vedere le immagini- ha raccontato ai microfoni di David Todd- nel 2015 ha avuto
qualche infortunio ma è stato molto solido ed eccellente anche nei ritorni.
Penso che dei 45 ritornati 3 siano andati in td tanto da diventare All-American
punt returner 2015.
Nel 2016 avevo sentito tutto questo di lui così quando l’ho
avuto in primavera mi sono trovato davanti un giocatore che era come un
veterano di cinque dieci anni. Prendeva appunti impeccabili alle riunioni, stava
in prima fila e faceva domande pertinenti, ha aperto la strada e impostato il
ritmo per i più giovani. Era il primo ad allenarsi, ci avrebbe aiutato a
diventare la squadra che volevamo essere».
Cosa non avvenuta perché il cornerback ha subito l’infortunio
alla caviglia alla terza gara stagionale, non impedendogli di tornare in campo
anche se non al meglio a fine anno.
«Un debole avrebbe detto torno per il Senior Bowl o per
la combine, lui invece è tornato in campo anche se forse al 70% del suo
potenziale- spiega il suo ex dc- ha giocato contro Kentucky, Missouri,
Vanderbilt ed il Bowl, io mi sentivo
male perché sapevo che pur non fosse al meglio stava dando il 100% per essere
una guida ed un esempio per i più giovani, aiutandoli in momenti difficili».
Sul possibile impatto a
Pittsburgh Shoop ha poi dichiarato «ha buona rapidità, una buona stazza. Non è
alto ma ha il giusto corpo con una buona parte alta e ottime capacità sul
pallone- a Tennessee ha messo a segno 7 intercetti- è versatile e non è stato
sfruttato a pieno qui. Nel Senior Bowl è partito slot e di sua spontanea volontà
ha poi giocato nickel e safety. Ha la giusta intelligenza per giocare qualsiasi
delle tre posizioni. È un buon tackler, non un ottimo tackler, ma ti butta giù
e questo nel gioco di oggi è quello che conta. Lui può giocare bump and run. Può
blitzare da corner da nickel, dopo il draft ho guardato un po’ di partite di
Pittsburgh e credo calzi a pennello nelle cose che chiedono ai cb».
Interessante lo spunto
sull'approccio pre draft di Pittsburgh che svelano le parole dell’ex allenatore
di Sutton. «Penso quello che abbia convinto coach Tomlin e Kevin Colbert quando
sono venuti qui sia il fatto che si siano seduti e davanti al giocatore
chiedendogli di scegliere una partita e descrivergli le sue responsabilità. Lui
ha scelto la gara con Appalachian State, la nostra prima gara ed una di quelle che lui
aveva disputato. Lui non solo ha elencato le sue istruzioni per le prime 15
azioni, lo ha fatto per tutta la difesa. Poi Kevin (Colbert) ha cambiato
partita e lui ha continuato. Dopo il draft mi sono congratulato con loro per la
scelta e mi hanno detto che amano il ragazzo e che avrà una grande carriera tra
i pro. È speciale come lo è Josh
(Dobbs il qb scelto al quarto giro dagli Steelers), il loro carattere, la loor
intelligenza gli permetterà d’essere dei giocatori Nfl a lungo».
Il fatto d’aver giocato
quasi sempre sull'esterno sinistro non dovrebbe essere un problema per Sutton
una volta sbarcato tra i professionisti secondo il suo ex coach. «Per alcuni fa differenza la zona del campo ma
Cameron è abbastanza intelligente e versatile per adattarsi».
Una delle need risapute in casa Pittsburgh era quella del
cornerback. Nessuno s’è stupito quindi quando con la prima delle loro terze
scelte è approdato da Tennessee Cameron Sutton.
Questo può voler dire che lo staff ha intenzione di
cambiare la filosofia difensiva rispetto a quella vista la scorsa stagione. «Per
essere una difesa più versatile- ha dichiarato il coach delle secondarie Carnell
Lake- aggiungeremo un po’ più di copertura a uomo. Crediamo che Sutton ci
aiuterà a riguardo».
Il neo arrivato è il quarto defensive back scelto nei primi
tre giri in tre draft. Va ad aggiungersi a Senquez Golson (2° nel 2015) e Artie
Burns e Sean Davis (rispettivamente 1° e al draft 2016).
La seconda scelta del terzo giro è invece andata su un
giocatore cha a Pittsbugh si conosceva già bene. Con la 105° assoluta è infatti
stato chiamato James Conner runningback dall’università di Pitt.
Conner approda dopo una stagione da 1092 yards corse e 16
td. 1,87 cm per 105 Kg sarà con ogni probabilità il back up di Le’Veon Bell.
La terza scelta degli Steelers è reduce dalla diagnosi d’un
cancro che ha combattuto e battuto, rientrando in campo la passata stagione
dopo un lungo stop. Il giocatore ha infatti detto d’aver iniziato la stagione
con qualche problema ma d’essersi sentito sempre più orte man mano che l’annata
proseguiva.
Conner ha poi aggiunto di non aver voluto passare troppo
tempo a parlare con general manager e coaches sul suo stato di forma convinto
che le immagini parlassero per lui. Una su tutte la performance da 132 yards
che ha permesso ai suoi di fare lo sgambetto alla favorita Clemson.
Un aspetto del gioco su cui dovrà migliorare saranno le
ricezioni, 21 nel 2016 e 30 in carriera, ma il sistema di Pittsburgh influirà
favorevolmente sulle statistiche del giocatore.