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lunedì 15 ottobre 2018

Pittsburgh all'ultimo respiro con la vittoria salva stagione a Cincinnati


Joe Mixon esaltava il pubblico di casa del Paul Brown Stadium dopo il td che aveva portato in vantaggio i Bengals a 1:18 dal termine. Ben Roethlisberger invece nell’huddle diceva ai suoi «ci hanno dato troppo tempo», almeno così racconta l’uomo di linea Maurkice Pouncey.
Il resto è diventato una storia a lieto fine grazie a quello che Big Ben e compagni hanno orchestrato con il tempo in loro possesso, avanzandone perfino 10 secondi dopo il td da 31 yards per Antonio Brown.
La stagione di Pittsburgh ora prende tutta un’altra prospettiva, ora la squadra spalle al muro, almeno psicologicamente, sono proprio i Bengals che scivolano 3-18 nei recenti scontri interni con Pittsburgh.
«Era una di quelle gare decisive» racconta negli spogliatoi un James Conner, che ha confermato la gran prestazione vista coi Falcons e messo a segno altri die td, una sconfitta avrebbe infatti lanciato Cincinnati a 2 gare e mezza di vantaggio.
Quando tutti pensavano la gara passasse dal piede di Boswell, Pittsburgh era infatti nel suo range da field goal, Roethlisberger ha letto che la difesa proponeva una zero coverage, un uno contro uno su ogni giocatore eleggibile e tutti gli altri in blitz. Antonio Brown con un solo uomo in marcatura, il qb di Pittsburgh doveva solo dargli la palla e lasciare che tutto scorresse nel verso giusto, ed il suo ricevitore è andato in endzone senza nemmeno essere sfiorato dagli avversari.
Pittsburgh esce quindi da Cincinnati con una vittoria all’ultimo secondo, come lo scorso anno ma questa volta con un Ryan Shazier al fianco dei compagni, in borghese ma con loro.
Tornando alla gara Pittsburgh ha dimostrato d’aver trovato quel ritmo in attacco che precedentemente latitava. Il gioco di corsa è ora un fattore e Roethlisberger non ha più sulle spalle l’intero reparto, se la linea gli concede il tempo necessario tutto diventa più facile. Sembrano in diminuzione costante anche le azioni in cui i ricevitori non paiono “on the same page” col proprio qb, menzione speciale alla ricezione di JuJu Smith-Schuster che scippa d’un intercetto Darqueze Dennard.
In difesa si registra un’altra prova della linea, con un Javon Hargrave che ha già messo a segno 3 sacks in stagione e un Tuitt ora più palpabile. Il reparto continua a soffrire nel pacchetto linebacker e pare evidente come sia proprio in quel settore che si andrà a decidere il futuro dell’intero reparto, ieri per esempio sono mancati totalmente gli outside linebacker e non sarà facile vincere ancora in queste condizioni.
Sulla secondaria infine è invece definitivamente finita la pazienza con Artie Burns, il giocatore ha concesso il secondo td di giornata a Boyd con una copertura semplicemente inspiegabile, lo staff di Pittsburgh ora darà spazio a oty Sensabaugh ma non è detto non sia una semplice soluzione temporanea. 


martedì 9 ottobre 2018

Conferenza pre Bengals di Tomlin


Ecco il riassunto della settimanale conferenza di coach Mike Tomlin in vista della gara esterna coi Bengals.

L’AZIONE DECISIVA COI FALCONS
In apertura di conferenza Mike Tomlin è tornato come era presumibile sulla gara vinta contro Atlanta.
Meno ipotizzabile era l’azione che avrebbe citato come quella che ha spaccato la partita. No, nessun sack di Watt o corsa di Conner, e nemmeno un td di Brown. Il coach di Pittsbugh ha sottolineato il punt block a fine terzo quarto di Roosevelt Nix. «L’azione che ha deciso l’incontro. Quella che ha indirizzato una gara fin lì equilibrata non è successa né in attacco nè in difesa, è stato il punt block, una giocata significativa. È questo che ci aspettiamo da Rosie».
Quel pallone consegnato all’attacco sulle 18 avversarie è stato tramutato in tre azioni nel td di Conner, valso il 27-10. Da lì la gara per i Falcons è stata in salita, costretti ad abbandonare il gioco di corsa si sono consegnati alla pass rush dei padroni di casa.
Tomlin ha poi sottolineato quello che si aspetta dai veterani del suo special team. «È questo che ci aspettiamo. Abbiamo solo giocatori d’esperienza nel nostro special team, gente come Rosie, Chickillo, Tyler Matakevich, Larry Fort e Jordan Dangerfield. Gente che è sa tempo parte di questo gruppo e che ha avuto modo di amalgamarsi e crescere come collettivo»

FIDUCIA IN BOSWELL
Nonostante sia salito a sei il numero di calci falliti in stagione dal kicker, il coach di Pittsbugh ha dato fiducia a Boswell. «Abbiamo tutti fiducia in lui. È qualcosa su cui deve lavorare e lo farà, ma ragazzi non ha certo dimenticato come si calcia».
Del resto quello del kicker è un ruolo in cui il ritmo è importantissimo, il fatto che il giocatore di Pittburgh abbia risposto all’extra point sbagliato all’’inizio della gara di domenica non commettendo altri errori fa capire quanto il giocatore sia focalizzato a tornare quello che tutti conoscono.
«Questo ragazzo è cono noi da tempo e non ho alcuna amnesia riguardo le gare che ci ha fatto vincere. Ci ha fatto uscire con una vittoria più d’una volta anche con i Bengals, guardo avanti e penso a quello che potrà fare per noi a Cincinnati.
Boswell infatti nel 2015 mise a segno 4 fg nel 33-20 con cui gli Steelers batterono i Bengals a domicilio, lo stesso anno fu un fattore anche nella gara di wild card chiusa 18-16, altre 4 fg compreso quello a 35 secondi sul tabellino. Lo scorso anno invece mise a segno il fg della vittoria a tempo scaduto.

BOLLETTINO INFERMERIA
In vista della gara di domenica a Cincinnati Tomlin ha descritto le condizioni degli infortunati. L.J. Fort (caviglia) e Terrell Edmunds (polpaccio) sono usciti malconci dalla gara di domenica e saranno monitorati in settimana. Entrambi per altro sono usciti dall’incontro con una gran prestazione.
Dovrebbero tornare a disposizione, ma avremo maggiori certezze domani, i giocatori rimasti in borghese nell’ultima gara. Il wr Darrius Heyward-Bey (caviglia),l’inside linebacker Vince Williams (stiramento) e la safety Morgan Burnett (pubalgia).   

martedì 5 dicembre 2017

Vittoria a Cincinnati ma paura per Shazier

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Un altro field goal all’ultimo secondo di Chris Boswell permette a Pittsburgh di ribaltare lo svantaggio di 17 punti e sbancare il Paul Brown di Cincinnati. Quello che non può fare il nostro kicker purtroppo è far tornare in campo Ryan Shazier, costretto a lasciare il campo in avvio di match a causa di quello che pare un serissimo problema alla schiena.
In attesa di maggiori informazioni sullo stato di salute del nostro linebacker, le cui condizioni appaiono però meno gravi del previsto, annotiamo la terza vittoria sul filo di lana delle ultime quattro gare giocate.
Tra il 17-0 degli sgoccioli di primo tempo al 20-20, siglato con un fantastico drive da 80 yards chiuso con la solita connection “Ben to Antonio” a 3:51 dal termine, c’è la reazione d’una squadra che sa reagire alle avversità e che ormai sa cosa aspettarsi quando incrocia i Bengals.
«Gara pazza come capita sempre quando li incontriamo» commenta nello spogliatoio David DeCastro.
La certezza contro ogni avversario resta Antonio Brown che nonostante fosse in forse fino al calcio d’inizio chiude con 8 ricezioni 101 yards ed il td del pareggio.
Vittoria resa possibile anche dall’importantissimo sack di Bud Dupree sul drive successivo, Andy Dalton infatti non può chiudere un 3&2 ed i Bengals sono costretti al punt regalando la palla della vittoria al piede di Boswell.
Nota di merito anche per Le’Veon Bell che di fatto suona la sveglia per l’attacco di Pittsburgh due volte. Prima è infatti un suo screen a permettere di calciare il primo field goal agli sgoccioli del primo tempo, quando ormai pareva scontato chiudere il parziale senza punti sul tabellone. Poi siglail il td del 17-10 grazie all’ingenuità dei difensori avversari che danno perscontato la sua uscita dal campo dopo una ricezione da 10 yards a centrocampo,il runningback deve solo rallentare per camminare comodamente nella endzoneavversaria.
Gli Steelers riagguantano quindi i Patriots sul 10-2 e portano a 17-3 il loro personale record nell’attuale stadio di Cincinnati.
Come ormai da tradizione la gara tra Bengals e Steelers non può prescindere dai colpi duri e sporchi. A farne le spese però questa volta è proprio lui, Vontaze Burfict. Il linebacker di cincinnati è costretto infatti a lasciare l’incontro dopo un durissimo colpo del rookie Juju Smith Schuster che, non contento della flag rimediata, ne aggiunge un’altra per taunting.

Se l’attacco s’è preso un tempo prima di trovare il ritmo più negativa nel complesso la gara della difesa. Pittsburgh concede infatti per la prima volta nelle ultime otto gare più di 80 yards ai runningbacks avversari, il gioco di corsa avversario arriverà infatti a 130 yards totali. Due sacks nel quarto finale ad opera di Vince Williams e Bud Dupree mettono una pezza ad un reparto linebacker che ha evidentemente subito il colpo di perdere così Ryan Shazier. Nella secondaria da evidenziare il panchinamento di Coty Sensabaugh, colpevole su due td avversari, in favore del rookie Cam Sutton.  


martedì 28 novembre 2017

Conferenza pre Bengals di Tomlin

Consueto riassunto della conferenza settimanale di Mike Tomlin.

LA GARA CON I PACKERS
Perdere la gara dei turnovers ma strappare lo stesso il risultato è definito dal coach di Pittsburgh «esaltante ma spaventoso al contempo». Aggiungendo poi d’essere soddisfatto di come la squadra abbia reagito alle difficoltà. «Abbiamo perso dei palloni ma abbiamo fatto gli stop difensivi necessari». Aggiungendo che vengono comunque concessi troppi big plays al gioco di passaggi avversario, dovuti alla condizione mentale dei giocatori, cattive letture e comunicazioni dei giocatori.

BOLLETTINO INFERMERIA
Come di consueto Tomlin ha definito con chance di giocare i due giocatori che hanno saltato l’ultima gara, riferimento quindi a Vance McDonald e JuJu Smith-Schuster, definendo semplicemente out e senza ulteriori aggiornamenti invece Joe Haden.

LA GARA COI BENGALS
«Afc North Football» le parole con cui definisce il prossimo incontro l’allenatore di Pittsburgh, definendo un onore ed un piacere giocare in prime time. Aggiungendo poi come i Bengals saranno molto diversi da quelli incontrati in precedenza, avranno un’identità più specifica, hanno infatti eliminato molte rotazioni presenti nel primo incontro. «Hanno molto talento che non si chiama Green nel reparto ricevitori». Tomlin s’è detto contento d’aver un giorno in più per preparare la gara.

ANTONIO BROWN
Sulla ricezione che ha permesso di chiudere la pratica Green Bay ha commentato «la sua bravura sulla linea laterale ha alzato l’asticella per tutti i ricevitori a roster».

MARTAVIS BRYANT

Tomlin s’è detto aperto ad offrire qualche ritorno a Martavis Bryant, spiegano poi come questo scenario è stato creato dall'infortunio del rookie Juju Smith-Schuster. «Valuteremo le nostre opzioni in base a chi sarà disponibile in settimana». 

lunedì 23 ottobre 2017

Bengals superati 29-14. La strada è quelle giusta

Vincere per confermare che la rivalità con i Bengals ha un solo padrone, farlo per allungare le mani sul titolo dell’Afc North. Missione compiuta per Ben Roethlisberger e soci che allungano a cinque la serie di vittorie consecutive contro Cincinnati e consolida il primato in division complice la sconfitta dei Ravens.
Una gara che in attacco come a Kansas City ha in Le’Veon Bell il vero fattore, una produzione da 134 yards in 35 portate cui vanno aggiunte le 58 ricevute. In generale il reparto gestito da Todd Haley ha dato segni di risveglio ma restano evidenti le difficoltà in redzone con n solo td sui 5 viaggi nelle ultime 20 yards avversarie. Ecco che la seconda punta per Pittsburgh non è nessun’altro che Chris Boswell con cinque fg e punti importanti sul tabellone. Punti che risultano vitali a non riaprire un incontro che senza i problemi in redzone e quelli nel chiudere una serie di 3&1 nella ripresa porterebbero ad un punteggio più severo per i Bengals del 29-14 finale.
L’attacco di Dalton infatti nel secondo tempo sparisce dal campo, due gli intercetti da parte di Pittsburgh. Il primo per mano di Joe Haden, il secondo porta la firma di William Gay. Costante ma superiore nella ripresa la pressione sul qb avversario, quattro sacks subiti per lui dopo la pausa, che nel secondo tempo abbandonato il gioco di corse si ritrova in balia dei nostri blitz. Dopo un primo tempo in cui le secondarie gli concedono un 11/18 per 106 yards e 2 td si deve così accontentare di 6712 per 34 misere yards nella ripresa, nessuna di queste sul nemico numero uno Aj Green.
Pittsburgh riesce dunque nell’impresa di dare continuità alla buona prestazione coi Chiefs, vitale sarà però trovare un miglior ritmo in attacco perché non sempre si trova la vittoria con un’efficienza di 175 in redzone ed uno sconfortante 2/11 nei terzi down, dato che si allarga a 6/22 considerando le ultime due gare.
Roethlisberger parte forte con sei completi sui primi sette tentativi e due di questi in td, cala però col passare del tempo e non riesce a gestire il vantaggio come avrebbe voluto. Di certo con un Bell così e senza turnover per ora può bastare, soprattutto se la linea non concede nemmeno un sack annullando un certo Geno Atkins.
Capitolo Burfict saga. Il linebacker dei Bengals prima non stringe la mano a nessuno dei capitani di Pittsburgh al lancio della monetina, poi colpisce con un calcio il casco di Roosvelt Nix a gioco fermo.


martedì 17 ottobre 2017

Conferenza pre Bengals

Altra conferenza insidiosa per Mike Tomlin che non può tornare a parlare solo di quanto visto in campo nemmeno dopo la vittoria coi Chiefs.

LA VICENDA MARTAVIS BRYANT
L’argomento caldo settimanale è la presunta richiesta dicessione di Martavis Bryant, negata dal diretto interessato. «Non ho avuto nessuna reazione- ha dichiarato a riguardo Tomlin- ho una comunicazione solida e continua con Martavis come con altri giocatori. Ha dato un gran contributo domenica ed era entusiasta come tutti».
Sulla vicenda ha anche aggiunto «non so da dove provenga questa notizia. Spesso arrivano da familiari, alcune volte da agenti. Io non giudico il nostro rapporto da cose dette da altri. Pare contento e concentrato, per noi non è un problema».
Toccato anche il fatto che JuJu Smith-Schuster stia avendo più spazio di Bryant. «Credo entrambi abbiano avuto più di quarantacinque snaps. Voi riducete la cosa ad una questione di ruoli ma pesso è qualcosa che riguarda gli schemi, qualcosa che valutiamo in base alla partita. Non c’è molto altro ad essere onesti»

SU MIKE MITCHELL
Si è discusso molto anche sul colpo portato dalla safety di Pittsburgh ad Alex Smith sanzionata prontamente dagli arbitri. «La vedo come voi, ha subito uno sgambetto da Chickillo ed è stato sfortunato, è parte del gioco. Doveva essere penalizzato perché il regolamento è rigoroso. L’indennità dei giocatori è importante am non c’è stata intenzionalità o voglia di far male. È stato sgambettato ed Alex Smith doveva avere gli occhi sulla schiena per vederlo»,

L’ETERNO JAMES HARRISON
«Sono aperto a riguardo» dichiara Tomlin a chi gli domanda se c’è da aspettarsi un maggior numero di snaps per James Harrison, definito successivamente «È un giocatore impressionante e altruista». Sulla voglia del giocatore d’avere più spazio il suo coach è stato inamovibile «James sa che metterò le esigenze di squadra davanti ai suoi desideri». 

lunedì 19 dicembre 2016

Rimonta Pittsburgh- suicidio Bengals

Pittsburgh batte i Bengals 24-20 ponendo fine alla loro stagione e arrivando a giocarsi a Natale la division contro i Ravens. Non potrebbe esserci trama migliore se si trattasse di un thriller e non può trattarsi di dramma migliore se la storia fosse incentrata su Cincinnati. Quest’ultima incassa infatti la sconfitta numero 16 su 19 gare al Paul Brown contro Pittsburgh, riesce dopo la sconfitta agli ultimi play off a gettare un vantaggio di 2 td e regala quattro flag consecutive nel drive decisivo agli Steelers.
9:08 al termine, sotto 20-18, Pittsburgh si gioca un terzo down cruciale dalle 48 avversarie. Maurkice Pouncey snappa il pallone per punire l’offside di Pat Sims, questa la prima delle penalità che porteranno Pittsburgh sulle 18 di Bengals dopo unnecessary roughness dello stesso Sims su Le’Veon Bell.
Nascerà da qui il td di Eli Rogers che ribalta la partita e condanna i padroni di casa.
La gara è stata come ci si attendeva molto tesa, non sono mancati colpi e flag. «Sapevamo avrebbero provato molti colpi sporchi- ha spiegato Marcus gilbert, penalizzato per un unnecessary roughness causa una spinta agli avversari-  abbiamo molti giocatori di valore che non potevamo perdere. Dovevamo proteggerli è per questo che siamo pagati noi giocatori di linea d’attacco. Abbiamo dovuto far capire che non avremmo tollerato un certo comportamento. Il numero 55 (Burfict) stava colpendo con il casco la schiena di Bell. Continuava con molti contatti nonostante il fischio degli arbitri. Mi ero stancato di tutto questo. Stiamo giocando a football, non andremo mai in campo per far male a qualcuno ma cercheremo di imporci. Possono cedere ma non provare a provocare infortuni ai nostri giocatori».
Burfict, con due penalità all’attivo nella gara di play off della passata stagione, è stato sanzionato per il suo primo personal foul della stagione contro gli Steelers. «La cosa non mi sorprende- aggiunge Gilbert- non è nulla di nuovo. Colpi sporchi e contati extra, è una gara di football. Entra nell’huddle, schierati e gioca lo schema selezionato. Loro cercavano sempre di fare qualcosa di più, e non puoi farlo rimanendo concentrato. Abbiamo vinto mentalmente».
E lo hanno fatto dopo un primo tempo i cui mancavano molti di quei «dettagli» di cui parla sempre Mike Tomlin.
Le penalità potevano costare molto anche a Pittsburgh. Il 3-0 iniziale nasce da un facemask di Stephon Tuitt che vanifica il sack e non chiude il drive iniziale dei Bengals.
Il secondo drive vede Cincinati raggiungere l’endzone ad una yard dal td grazie ad una pass interference su Artie Burns, che per altro vanifica un intercetto di Mike Mitchell.
Quello che poteva essere il primo td della gara per Pittsburgh, ci trovavamo sul 20-6- invece viene vanificato da un chop-block di Bell.
Qui va doverosamente aperto il capitolo Chris Boswell che tiene in vita l’attacco di Pittsburgh mettendo a segno tutti e 6 i fg che è chiamato a calciare, 3 dalle 49.
«Ho sfidato questi avversari almeno 25 volte, ho detto ai compagni che ci sarebbero state molte emozioni. Sapevo ci sarebbe stata qualche giocata sporca, era importante rimanere concentrati».
La forza mentale ha permesso di raggiungere la quinta vittoria consecutiva. «E’ importante perché vincere in trasferta è doveroso se vuoi essere una squadra da play off».
Ora però per essere una squadra qualificata serve una vittoria interna contro i Ravens.

mercoledì 14 dicembre 2016

Conferenza pre Bengals di Mike Tomlin


Ecco il riassunto della conferenza settimanale di coach Mike Tomlin

LA GARA DI BUFFALO
Tomlin ha specificato che a suo modo di vedere il gioco di passaggio del primo tempo abbia inciso positivamente sul successo delle corse nella ripresa.
«Penso che la nostra capacità di aprire il campo e costringerli a coprire il campo orizzontalmente e verticalmente all’inizio li abbia sbilanciati nel proseguo. Non volevamo giocare una gara statica, una gara basata sulle posizioni di campo che gli avrebbe permesso di sfruttare le condizioni climatiche. Non mi interessa come muoviamo la palla in questo periodo dell’anno. Penso che abbiamo avuto il possesso della palla abbiamo guadagnato yards. Il possesso e le yards ci hanno permesso di ottenere i punti necessari per uscire dallo stadio da vincenti».

I MIgLIORAMENTI DI ARTIE BURNS
Uno degli artefici della vittoria è stato il rookie Artie Burns. Su di lui il suo allenatore ha aggiunto in conferenza stampa. «Ha lavorato diligentemente ogni giorno. Non solo in allenamento. Ci si dovrebbe chiedere come un ragazzo lavora ad affrontare il tackle, l’approccio è importante quanto il tackle stesso. Io ho visto un miglioramento nel suo approccio e nel posizionamento. É uno dei ragazzi che si ferma a lavorare anche dopo gli allenamenti a guardare quello che fanno i veterani con le loro routine per cercare di crearsene una. Un giovane che umilmente fa di tutto per ascoltare migliorerà. Penso che questo si possa dire anche di Sean Davis e Javon Hargrave».

BOLLETTINO INFORTUNATI
«Legittime chance» di rientrate per DeAngelo Williams che ha già lavorato la scorsa settimana mostrando miglioramenti. Mano ottimistico Tomlin sulle possibilità di Darrius Heyward-Bey, le sue condizioni e quelle di Ramon Foster e Shamarko Thomas saranno monitorate in settimana.
Per gli ultimi due, assenti a Buffalo, possibilità concrete di tornare disponibili. Infine Javon Hargrave e B.J. Finney sono ancora nel protocollo post commozione cerebrale.


SAMMIE COATES
Sul motivo per il quale il ricevitore non stia trovando molto il campo di gioco l’head coach ha specificato. «Deve solo dimostrare consistentemente di poter superare i problemi dati dall’infortunio alla mano». Coates ha visto un solo snap a Buffalo e da ottobre ha messo a segno solo una ricezione.

LA PROMOZIONE DI AYERS
Il rientro di Chris Boswell ha portato al conseguente taglio di Randy Bullock. Il posto a roster liberato è stato preso dal rookie Demarcus Ayers, ricevitore promosso dalla practice squad. «Ha fatto un buon lavoro per noi. Avevamo un posto, avevamo perso qualcosa a posizione di ricevitore con Darrius Heyward-Bey out da un po’ e Coates che convive da tempo con un infortunio. Lui è un giocatore che fa parte del nostro programma, lo abbiamo scelto ha imparato molto e lavorato duro ogni giorno».
Non si è poi sbilanciato sul suo possibile utilizzo come kick returner.

lunedì 19 settembre 2016

Pittsburgh brutti ma Bengals battuti

Con qualche brivido di troppo nel finale ma Bengals battuti e la stagione inizia con due vittorie di fila.
Sotto la pioggia dell'Heinz Field non si ripetono episodi extra football tra le due squadre e per buona parte dell'incontro non si vedono neppure gli attacchi.
Ben Roethlisberger infatti ha più di un problema nel rilascio della palla. le difficoltà dell'attacco sono testimoniate dalle sole quattro ricezioni con cui chiuderà antonio Brown. Dall'altra parte un Dalton che non trova il modo di muoversi dalle posizioni in cui lo piazza il nostro punter Jordan Berry che con continuità calcia all'interno delle 20 avversarie.
Dopo la prova sontuosa di Washington Tomlin si fida del suo attacco e nel primo parziale sfida già la sorte giocando un quarto down ed uscendone con un intercetto di Ben.
La sensazione è che Pittsburgh giochi male ma i Bengals non sappiano far male per primi, lo schema che si riproporrà durante la gara sarà infatti lo stesso. Equilibrio che si infrange con un big play su Sammie Coates dell'attacco di Pittsburgh e conseguente td di un tight end, Xavier Grimble per il 7-0 prima Jesse James per il 17-6 poi.
In mezzo un'altro intercetto di Ben e le difficoltà di Antonio Brown che si rende anche protagonista di un drop clamoroso.
Nel secondo tempo, dopo due punt e il già citato td di James, batte un colpo anche l'attacco ospite. Aj Green porta in redzone i compagni costringendo ad una pass interference sul profondo Ross Cockrell, ma anche questa volta ne escono con 3 punti.
Gli attacchi però invece di prendere ritmo tornano a mostrare i problemi fin qui riscontrati e solo sei minuti dal termine si tornerà a segnare punti a tabellone.
Un drive finalmente convincente di Pittsburgh con DeAngelo Williams che sigilla un'altra gara da incorniciare con il td del 24-9. Per il rb ex Panthers 132 yards totali in 36 tocchi.Sul td c'è poi la complicità degli avversari che sulla play action degli steelers si dimenticano completamente di coprire Williams.
Con le Spalle al muro Dalton trova il td della speranza a 3:25 dal termine, la difesa che poteva chiudere l'incontro vede fallire nell'intento anche l'attacco. Al two minute warning palla Bengals e una gara che pareva chiusa è ora definitivamente in bilico, il tempo di rientrare dalla pubblicità però e la gara finisce. James Harrison (foto) piazza il fumble, le immagini però lasciano molti dubbi Boyd pare avere il ginocchio a terra, e Golden fugge con pallone e partita.
Pittsburgh vola così 2-0, vince il primo incontro divisionale e vince giocando male in attacco cosa che nessuno poteva immaginare alla vigilia.

Steelers vs Bengals week 2 season 2016 highlights

mercoledì 14 settembre 2016

Conferenza pre Bengals di Tomlin

Martedì è giorno di conferenza stampa per coach Mike Tomlin. L’avversario di domenica non è uno qualunque, all’Heiz Field infatti in arrivo I Cincinnati Bengals.
«Siamo carichi. Siamo sempre carichi per prima cosa perché giochiamo davanti ai nostri tifosi, poi perché affronteremo dei rivali e avrà importanza per la Afc».
Rivalità che ha toccato un picco dopo l’ultima sfida tra le due squadre e gli strascichi dovuti al colpo di Vontaze Burfict ad Antonio Brown, costata al wr la sfida con Denver, e le polemiche per la penalità da 15 yards data ad Adam Jones per un diverbio con coach Joey Porter.
Da quest’ultimo episodio è nata una delle ultime regole della Nfl, da agosto è infatti vietato per gli assistenti coach entrare in campo.
Riguardo questi precedenti Tomlin ha aggiunto «penso che i ragazzi si siano comportati bene non lasciandosi consumare dalle emozioni che facevano parte della gara. Non prevedo cambiamenti a riguardo. Vogliamo vincere e non possiamo danneggiarci. Questo è alla base della nostra quotidianità, di come ci approcciamo al nostro obbiettivo».
Riguardo una divisione che si preannuncia molta combattuta l’head coach di Pittsburgh ha dichiarato che «sappiamo cos'è richiesto nel nostro business. É meglio fare del proprio meglio per vincere e noi abbiamo una division molto competitiva. Già solo il fatto che i rispettivi staff siano all'opera da così tanto tempo fa capire quanto abbiano fatto bene, quanto sia dura competere».

SITUAZIONE INFORTUNATI
Tomlin ha aggiornato come di consueto lo status degli infortunati.
Ci sono buone possibilità di recupero del fullback Roosevelt Nix, dell’offensive lineman Cody Wallace e del receiver Markus Wheaton.

Su Ryan Shazier, che ha lasciato il campo a Washington prima del termine del quarto finale per un guaio al ginocchio, invece ha spiegato che il giocatore si sente bene ma sarà lo staff medico a valutare le sue condizioni.

lunedì 11 gennaio 2016

Suicidio Bengals, carattere Pittsburgh. Sbancata Cincinnati si vola a Denver

Ma quale partita. La wild card di Cincinnati tra Bengals e Steelers è stato un vero e proprio romanzo.
Pittsburgh si presenta con il piano di correre nonostante l’assenza di DeAngelo Williams chiedendo a Ben Roethlisberger di non forzare nello sfidare la secondaria avversaria. Parola d’ordine non perdere il pallone concedendo turnovers, non dare nessun vantaggio ad una squadra che si presentava senza il qb titolare e che sapeva di dover vincere la gara in difesa.
Ne esce una partita, di suo era già abbastanza tesa e sentita per l’importanza e la rivalità crescente tra le due franchigie, brutta ed eterna.
Il piano degli Steelers fa il suo, gli avversari infatti stoppati nel gioco di corsa pagano più del dovuto la presenza di Aj McCarron e collezionano solo punt, a Pittsburgh così mancano solo i punti a tabellone.
Il gioco di corsa è inaspettatamente affidabile ma Ben pare poco lucido e penalizzato dalla pioggia serve così la scossa data dall’intercetto di Antwon Blake a metà primo quarto per rompere l’iniziale equilibrio.
Boswell così decide il primo tempo con i suoi due field goal, il primo nato da un turnover dei Bengals il secondo frutto del primo infruttuoso viaggio in redzone dell’incontro ed avviene non a caso nell’ultimo dei primi trenta minuti. Tra l’altro i tre punti sono frutto di una grazia di Rey che si mangia un facile intercetto su un lancio errato di Roethlisberger.
Primo tempo che si chiude dunque con Pittsburgh avanti 6-0 e in vantaggio a livello tattico viste le difficoltà dimostrate in attacco dai padroni di casa.
La partita riprende con i Bengals convinti di poter essere incisivi in attacco, il loro primo drive sembra confermarlo ma un fumble forzato da Jarvis Jones e ricoperto da Cam Thomas danno il là, incide molto anche la reverse da 44 yards di Martavis Bryant, al terzo field goal di serata di Boswell che vale il 9-0. La partita dei Bengals si fa anche più dura quando finalmente un lampo del vero Ben Roethlisberger tramuta il punteggio in 15-0. Il qb prima trova Antonio Brown per 60 yards poi pesca in endzone il già citato Bryant. L’ex Clemson piazza una ricezione da highlights e risponde al meglioalle parole del suo qb in settimana.
Cincinnati si trova con le spalle al muro, incapace di segnare paiono insuperabili i due possessi di svantaggio, sul finire del terzo parziale poi il loro primo viaggio in redzone si tramuta in un fumble ricoperto da Ryan Shazier, durissimo il colpo portato dal linebacker a Bernard che è costretto ad abbandonare il campo. Ben Roethlisberger va in campo per chiudere la partita e suo malgrado la riapre, sul terzo down infatti subisce il sack di Burfict, ricade male sulla spalla destra e lascia il campo.
I Bengals si rianimano grazie a questa giocata e trovano il td in avvio di ultimo quarto, prima beneficiano di una flag di Will Allen su una traccia profonda di Aj Green, poi Hill segna il 15-7 da una yard.
Con Roethlisberger negli spogliatoi ora è l’attacco di Pittsburgh ad essere completamente in balia della difesa.
I Bengals accorciano sul 15-10 e grazie ai problemi di Landry Jones si trovano con quasi quattro minuti da giocare con il drive dell’insperato sorpasso.
1.56 sul cronometro Aj McCarron per Aj Green, Mike Mitchell sbaglia la copertura è 16-15 Bengals. Pittsburgh è semplicemente spettatrice degli eventi come del resto il suo qb che rientrato dagli spogliatoi si limita ad osservare dalla sideline.
Roethlibserger infatti non rientra nemmeno dopo il sorpasso e Landry Jones si fa perfino intercettare appena rientrato in campo. I Bengals ormai pensano solo a festeggiare, Burfict autore dell’intercetto saluta tuti e se ne va in spogliatoio a festeggiare. Cincinnati è a 1:36 da vincere una gara di play off dopo oltre vent’anni d’attesa.
Jaremy Hill però dà un’ultimissima occasione a Pittsburgh, il runningback perde palla sul contatto con Shazier e Ross Cockrell la ricopre sulle 9.
Ora o mai più, Ben Roetlhisberger torna in campo per la rimonta più improbabile della sua carriera. La spalla pare decisamente dolorante visto che nonostante il tempo sul cronometro sia pochissimo non cerca mai la palla in verticale ma prova l’avanzata disperata con giochi più sicuri, si arriva perfino a giocare un 3° e 7 con una draw di Jordan Todman. Ne scaturisce un cruciale 4° e 3 che viene convertito grazie ad una ricezione di Antonio Brown.
Qui i Bengals perdono la testa, sull’azione successiva infatti Burfict viene sanzionato con 15 yards di penalità per un intervento killer su Antonio Brown, mentre il ricevitore sta lentamente lasciando il campo Adam Jones costringe gli arbitri a lanciare una seconda flag per una sua spinta ai danni di Joey Porter che era entrato in campo durante l’injury time out.
Pittsburgh così guadagna trenta yards ed entra in un raggio da field goal confortevole per Chris Boswell. Field goal preciso, 18-15 Pittsburgh. Sipario.
Si torna a vincere una gara di play off dopo quattro anni, si va a Denver “incerottati”  come non mai per continuare a sognare.

lunedì 14 dicembre 2015

Sbancata Cincinnati. Continua la corsa per i play off

Non svegliare can che dorme. La saggezza dei proverbi sarebbe servita e non poco ai Bengals ieri.
Gara tesissima vista la crescente rivalità e gli ultimi episodi poco piacevoli, tra i tanti la presunta esultanza di Vontaze Burfict dopo l’infortunio di Bell nella gara “d’andata”. Poteva bastare no? Invece il già citato linebacker di Cincinnati pensa ben di accendere di più gli animi invadendo il campo di Pittsburgh nel pre partita accendendo ulteriormente gli animi delle due squadre.
Inizia finalmente la partita con Pittsburgh che va td al termine di un lungo drive iniziale, Ben Roethlibsrger e il gioco aereo aprono la strada a DeAngelo Williams che di corsa dalle de yards apre le danze.
Che l’attacco sia in palla e possa mettere punti a tabellone dubbi non ne abbiamo mai avuti ma la nostra difesa può reggere una gara decisiva in trasferta?
Di certo si quando Andy Dalton le corre in soccorso. Dapprima infatti il qb avversario si fa intercettare in redzone su uno screen pass da Stephon Tuitt e poi si frattura un dito nel placcare il defensive lineman.
Steelers che ovviamente ringraziano e sono capaci di partire all’interno delle proprie 5 yards e di ampliare il vantaggio grazie al field goal di Chris Boswell dalle 42, drive che sarebbe andato forse in maniera diversa se Antonio Brown non si fosse fatto sanzionare per un crack back block.
Bengals che rientrano in attacco con Aj McCarron in cabina di regia, anche il loro secondo drive offensivo è infruttuoso visto l’errore dalle 54 yards di Mike Nugent.
Ben e Soci provano così la fuga e Boswell fa 13-0 con un calcio dalle 47 ma i Bengals riescono ad entrare in partita con un big play targato Aj, McCarron per Green che si fa beffe della secondaria avversaria e sigla un td da 66 yards.
Sussegue il primo giro a vuoto di Roethlisberger e soci, il punter Jordan Berry è però bravissimo a far partire i padroni di casa dalle due yards.
La difesa legge bene la situazione e non concede il primo down dando una buona posizione di campo e poco più di un minuto all'attacco che riallunga 16-7 col terzo fg di giornata di Boswell.
Gara che prima era da vincere ora solo da amministrare. I Bengals arrivano a ricucire fin sul -13, grazie ad un altro calcio di Nugent, ma sprecano l’unica vera possibilità di rientrare in partita con il secondo intercetto lanciato dal qb di riserva.
Roethlisberger si era infatti appena fatto intercettare da Reggie Nelson nel cercare la giocata da highlights e di chiudere di conseguenza ogni discorso.
A togliere le castagne dal fuoco è questa volta Robert Golden che dà all’attacco il possesso necessario per andare a punti e sigillare la vittoria. E’ ancora Williams a segnare su corsa.
Il 33-20 finale nasce poi da un td in garbage time concesso dalla nostra difesa a McCarron.

Corsa play off che si conferma durissima viste le contemporanee vittorie di Chiefs e Jets e ultima gara interna contro Denver che diventa un assaggio di post season solo in caso di nostra vittoria.

lunedì 2 novembre 2015

Ben regala la vittoria ai Bengals. Bell stagione finita?

Il ritorno di Ben Roethlisberger coincide con una sconfitta casalinga contro i rivali divisionali dei Bengals e con una gara che vede Le'Veon Bell lasciare il campo nel primo tempo per un serio infortunio al ginocchio.
La gara era iniziata col piede giusto, il rientro del qb titolare aveva dato i suoi frutti. Primo drive ed è subito td con Antonio Brown che riceve da una yard.
Pittsburgh sembra in controllo con un attacco che può finalmente muovere la palla sfruttando a pieno tutte le "armi" a disposizione del reparto di Todd Haley.
Pittsburgh riesce a portare in porto il primo tempo con il risultato di 7-6 ma il secondo tempo offensivo è semplicemente da incubo.
L'assenza del runningback titolare chiama al proscenio DeAngelo Williams e l'ex Panthers non si fa trovare impreparato chiudendo la gara con 9 corse e 71 yards.
La difesa intanto fa il suo costringendo i Bengals ad una gara dal basso punteggio e regalando alla squadra due turnovers, due intercetti, con Antwon Blake e Mike Mitchell.
E' solo grazie alla prova del reparto diretto da  Keith Butler che gli ospiti mettono la testa avanti solo a meno di tre minuti dal termine grazie ad un td di Aj Green.
Serviva solo una gara sufficiente di Roethlisberger ma stato sì lui a deciderla, ma in negativo.
Tre intercetti e sconfitta che brucia, e molto.
«Ovviamente- ha spiegato al termine della garail qb di Pittsburgh- non sono contento di come ho giocato. Ho deluso la squadra e i tifosi. La sconfitta è colpa mia e tutti sanno che devo giocare meglio».
Tenere i Bengals a 16 punti non era facilmente prevedibile nemmeno dal più ottimista dei tifosi, aggiungere a questo i due intercetti i tre sacks e il field goal bloccato, merito di Cameron Heyward, e lasciare il campo da sconfitti fa male.
Ora la division è semplicemente in mano ai Bengals (7-0), Pittsburgh si ritrova con un record di 4-4 che non preoccupa per nulla se paragonato al futuro di un attacco che molto probabilmente non rivedrà più Bell e che deve ritrovare al più presto gli equilibri necessari per non gettare altre gare come questa.