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domenica 1 settembre 2019

Ecco il roster. Eli Rogers tra i tagli


È certamente Eli Rogers il taglio più prestigioso tra quelli che hanno portato alla definizione del roster dei 53 di Pittsburgh. Il ricevitore paga il non aver mai confermato quanto fatto vedere nel suo primo anno, la stagione 2016, in cui pareva poter essere un target affidabile per Ben Roethlisberger. Pittsburgh si era tutelata lo scorso anno con l’arrivo di Ryan Switzer per la posizione di slot receiver e l’ex Cowboys ha spinto al taglio dell’ex compagno.
Sono arrivati anche i tagli del linebacker Sutton Smith e dell’offensive lineman Derwin Gray. Entrambe scelte dell’ultimo draft. Il primo, sesto giro, paga i 17 giorni persi di training camp per infortunio; Gray è invece un settimo giro che non ha avuto modo di trovare spazio tra le opzioni di linea s’attacco già a disposizione. Cosa invece fatta da Fred Johnson undrafted free agent da Florida entrato nei 9 attualmente a reparto. Non farà più parte del reparto Jerald Hawkins, quarto giro del 2016, inviato via trade ai Bucs.

Quarterback: Ben Roethlisberger, Mason Rudolph, Josh Dobbs

Running Back: James Conner, Jaylen Samuels, Benny Snell

Fullback: Roosevelt Nix

Wide Receiver: JuJu Smith-Schuster, Donte Moncrief, James Washington, Ryan Switzer, Diontae Johnson

Tight End: Vance McDonald, Xavier Grimble, Zach Gentry

Offensive Line: Alejandro Villanueva, Matt Feiler, Chukwuma Okorafor, Zach Banner, Ramon Foster, David DeCastro, Maurkice Pouncey, BJ Finney, Fred Johnson

Defensive Line: Cam Heyward, Stephon Tuitt, Tyson Alualu, Isaiah Buggs, Javon Hargrave, Daniel McCullers

Outside Linebacker: TJ Watt, Bud Dupree, Anthony Chickillo, Ola Adeniyi, Tuzar Skipper

Inside Linebacker: Vince Williams, Devin Bush, Mark Barron, Tyler Matakevich, Ulysees Gilbert III

Cornerback: Joe Haden, Steven Nelson, Mike Hilton, Cam Sutton, Artie Burns, Justin Layne

Safety: Sean Davis, Terrell Edmunds, Kameron Kelly, Jordan Dangerfield

Kicker: Chris Boswell

Punter: Jordan Berry

Long Snapper: Kameron Canaday

sabato 12 agosto 2017

Considerazioni post prima di preseason

Pillole post esordio di preseason. La gara di New York infatti pur valendo il giusto ha dato qualche prima indicazione, già il fatto d’aver vinto è una notizia visto il record di 3-14 degli ultimi quattro anni.
Su tutti emerge la prestazione di T.J. Watt, normale dato che la prima scelta dello scorso draft ha messo a segno due sacks ma ha anche dimostrato notevoli doti d’atletismo aiutando a chiudere un terzo e corto giocato con una corsa dagli avversari. Con lui a livello statistico si fa notare anche Arthur Moats, ma per un veterano del suo calibro non servivano certo questi tre sacks e l’intercetto.
In attacco invece molto buono quanto mostrato da Cobi Hamilton, l’ennesimo ricevitore che alza il livello d’un reparto decisamente talentuoso. Per il prodotto d’Arkansas sarà dura entrare nei 53 ma quanto mostrato nella passata regular season ed un pre stagione positivo potrebbe rimescolare le carte.
Rimanendo in attacco invece da rivedere sia Jerald Hawkins, l’uomo di linea avrà certamente altre chance ma è parso molto lontano dallo standard necessario, e JuJu Smith-Schuster. Quest’ultimo deve prendersla con la sfortuna perché rimedia una possibile commozione cerebrale in avvio di match e deve lasciare il campo. Da sottolineare come la sua assenza possa aver inciso anche sulla prestazione di Joshua Dobbs, il qb rookie infatti ha proprio in Smith-Schuster uno dei target preferiti nei suoi esercizi con la seconda squadra.

venerdì 23 giugno 2017

La stagione persa di Jerald Hawkins è stata un bene

Jerald Hawkins non smette mai di sorridere. Nemmeno dopo un allenamento al minicamp in cui ha dovuto lottare con la prima scelta del draft di quest’anno. Il sorriso non sparisce nemmeno quando discute sulle difficoltà che potrebbe incontrare per rientrare nel roster dei 53.
Non ha neppure problemi a ricordare d’aver passato la sua prima stagione nella lega in lista infortunati, la sua espressione non cambia. «Ho sempre un sorriso sul volto- dichiara infatti- preferisco essere sempre sorridente». Questo rende affabile l’offensive takle, anzi l’unico momento in cui non pare un grosso orsacchiotto è sul campo quando ingaggia un match con T.J. Watt al termine d’un allenamento undici contro undici.
«Basta qualche spinta di troppo ma è un momento- commenta Hawkins- qualche volta nel football capita. Ma sappiamo d’essere compagni quindi ci stringiamo la mano e c’abbracciamo» e sul suo volto torna il sorriso.
Il prodotto di Lsu aveva molti motivi per sorridere dopo le prime due settimane del training camp a St.Vincent dello scorso anno. Era stato scelto da Pittsburgh al quarto giro, arrivava da tre anni da titolare, i primi responsi della sua nuova squadra erano positivi. Poi però è arrivato l’infortunio alla spalla nella prima gara di preseason e la sua stagione è finita.
Hawkins così ha passato una sostanziale stagione da redshirt, non ha visto il campo ma non è stato lanciato nella mischia prima del dovuto. «Credo sia stato un vantaggio- sentenzia- inizialmente mi sentivo inutile. Poi però ho capito che potevo imparare diversi aspetti del gioco, dalla difesa agli schemi. Soprattutto con i ragazzi più vecchi della linea offensiva. Potevo imparare e immagazzinare i loro consigli».
Il giocatore ha passato la sua estate sotto il controllo di sue ex uomini di linea, anche loro prodotti di Lsu, Kevin Mawae e Todd McClure. Ha anche modellato il fisico, si presenta infatti leggermente più leggero e più definito dello scorso anno. «Mi sento più snello e più in condizione».
Pittsburgh ha attualmente due starters inamovibili come Marcus Gilbert ed Alejandro Villanueva. Il taglio del veterano Ryan Harris apre però gli scenari per i possibili backup.
Il più quotato è Chris Hubbard, ufficialmente riportato come centro/guardia. Matt Feiler è  Pittsburgh da quasi due ma è stato nel roster dei 53 solo dieci giorni, senza per altro vedere il campo. Brian Mihalik ha invece fatto parte dei 53 gli ultimi tre mesi della scorsa stagione, anche lui però da spettatore.

Hawkins ha così la possibilità di scalare in fretta la graduatoria del coaching staff e, se il rinnovo di contratto di Villanueva saltasse, potrebbe avere chissà una chance nel 2018.

mercoledì 3 maggio 2017

Offensive line una certezza anche al draft

Il fatto storico dell’ultimo draft di Pittsburgh? No non è l’aver scelto un qb al quarto giro e neppure il long snapper al sesto. L’unicità sta nel non aver scelto un uomo di linea offensiva per la terza volta negli ultimi cinque anni.
Dal primo draft datato 1936 al 2012 infatti l’unico draft senza un offensive lineman fu quello del 2003. Dal 2013 invece questa è la terza volta, dei 45 giocatori selezionati negli ultimi cinque draft solo due erano per la linea d’attacco, e nessuno prima del quarto giro. L’unico rookie aggiunto per il reparto è stato la guardia free agent Ethan Cooper.
Cosa c’è dietro l’aver ignorato per così tanto tempo un settore cruciale del gioco? Forse nella sicurezza che l’attuale reparto dato da buone scelte prese in precedenza.
Quattro degli attuali starter sono infatti cresciuti a Pittsburgh. A partire dal centro Maurkice Pouncey primo giro del draft 2010, c’è poi David DeCastro prima scelta 2012, tra di loro sul lato destro gioca il tackle Marcus Gilbert secondo giro 2011. Ed a sinistra? Ramon Foster approdato agli Steelers come rookie undrafted nel 2009 e divenuto starter la stagione seguente.
È come nota diversa la vicenda dell’ultimo titolare Alejandro Villanueva approdato a Pittsburgh dopo cinque anni di servizio militare in Afghanistan ed essere stato firmato come defensive end da Philadelphia nel 2014. Dopo essere stato tagliato è approdato agli Steelers, questi dopo averlo provato come end e come uomo di linea d’attacco hanno preferito la seconda opzione. Così dopo la stagione 2014 passata nella practice squad ecco la grande opportunità l’anno seguente dopo l’infortunio allo starter previsto Kelvin Beachum.
Tutta la linea attuale ha almeno altri due anni di contratto ad eccezione di Villanueva che sarà exclusive rights free agent al termine della prossima stagione.
Solitamente nonostante la solidità d’una linea come quella sopraelencata le squadre non tralasciano gli offensive lineman come fatto dagli Steelers, gli infortuni, i contratti e la free agency non sono sempre programmabili. L’infortunio e la partenza per i Jaguars di Beachum che hanno spianato la strada a Villanueva ne sono l’esempio lampante. C’è poi l’altro esempio di Mike Adams draftato al secondo giro del 2012 e rilasciato dopo problemi alla schiena.
La convinzione è ovviamente quella di avere già un nucleo affidabile anche a livello di back up. Jerald Hawkins quarto giro del draft d’un anno fa è reduce da una stagione in lista infortunati. L’unica altra scelta dei passati 5 draft è invece Wesley Johnson, quarto giro 2014, attualmente centro titolare dei Jets.

Resta B.J. Finney che la scorsa stagione ha già sostituito Pouncey e Foster, Chris Hubbard che ha sostituito invece Gilbert a tackle in una gara e che spesso viene utilizzato come finto tight end per avere un bloccatore aggiunto nelle azioni di corsa.

lunedì 6 marzo 2017

Ryan Harris si ritira

Venerdì notte con un tweet Ryan Harris ha annunciato il suo ritiro. Il giocatore, tra poco trentaduenne, ha passato quasi l’intera stagione nella lista infortunati di Pittsburgh.
Harris era stato firmato la passata stagione per competere con Alejandro Villanueva riguardo la posizione di tackle titolare. Una volta visto preferitosi il compagno Harris ha visto la sua stagione finire già ad ottobre per un infortunio al collo.
Harris prima dell’ultima stagione a Pittsburgh aveva vestito le maglie di Denver, Houston e Kansas City, vincendo l’ultimo titolo dei Broncos, Lascia il campo dopo 115 gare in Nfl, 70 da titolare.
Attualmente gli Steelers hanno solo due tackle sotto contratto. Jerald Hawkins, rookie da LSU cghe ha passato l’anno in injured reserve, e Chris Hubbard sceso I campo una volta da titolare proprio grazie all’infortunio di Harris, di cui aveva preso il posto come prima riserva.

domenica 28 agosto 2016

Roster portato a 79. Jerald Hawkins in lista infortunati

Il roster degli Steelers è passato a 79, la squadra ha tempo fino alle 16:00 americane di mertedì per portare la rosa a 75.
Sono infatti stati tagliati otto giocatori: i linebacker Jordan Zumwalt e Mike Reilly, i receivitori Levi Norwood e Isaac Blakeney, tight end Michael Cooper, defensive end Giorgio Newberry, defensive tackle K.K. Mosley-Smith ed il cornerback  Julian Whigham.
Il nome più noto è quello di Zumwalt che dopo essere stato scelto al sesto giro del draft 2014 era rientrato da un infortunio all'anca che lo aveva costretto ad un intervento chirurgico negli scorsi mesi.
Le altre mosse sono state l'inserimento in lista infortunati di Jerald Hawkins (foto) , quarto giro di quest'anno, e degli infortunati tagliati il qb

giovedì 11 agosto 2016

Niente stelle in attacco nell'esordio di preseason

Domani gli Steelers esordiranno in preseason, non lo faranno però i titolari dell'attacco. Non saranno utilizzati Ben Roethlisberger, Antonio Brown, Maurkice Pouncey e i runningbacks Le'Veon Bell e DeAngelo Williams. A sancirlo è stato coach Tomlin che non ha però sciolto il riserbo sul reparto difensivo.
Dovrebbero rimanere a guardare anche coloro che finora hanno convissuto con infortuni, quindi out Markus Wheaton, Artie Burns, Travis Feeney e Roy Philon.
Con Ladarius Green ancora in lista PUP (physically unable to perform list) ecco che Jesse James avrà gli snaps per dimostrare i miglioramenti che ci si aspetta da lui al secondo anno. «Ha bisogno di queste occasioni per crescere, è un giovane che sta lavorando per migliorare e ha bisogni di snaps» ha spiegato l'head coach di Pittsburgh in conferenza.
Tomlin non ha voluto parlare dell'infortunio di Green e del rookie Jerald Hawkins, costretto a lasciare l'allenamento congiunto coi Lions per un problema alla spalla. Bocca cucita anche per quanto riguarda la squalifica di Bell «tornate tra una settimana potrei avere qualcosa per voi» le uniche parole del coach a riguardo.

venerdì 6 maggio 2016

Tagliato Mike Adams

Il roster dell'off season può essere composto da "soli" 90 giocatori, gli Steelers dovevano così tagliare i tre giocatori in eccedenza nella giornata di ieri.
Due non sono nomi noti se non agli addetti ai lavori come il kicker Ty Long ed il runningback  Abou Toure. Discorso decisamente diverso per un ex secondo giro come l'offensive tackle Mike Adams, la situazione per l'ex Ohio state sembrava abbastanza segnata con l'arrivo al draft di un pari ruolo come Jerald Hawkins e infatti è arrivato anche per lui il taglio.
Adams aveva saltato tutta la scorsa stagione per un infortunio alla schiena e Pittsburgh attualemente ha già alle spalle dei titolari della passata stagione due giocatori come il già citato Hawkins e l'ex Broncos Ryan Harris approdato come free agent in Pennsylvania

lunedì 2 maggio 2016

Le scelte dal quarto al settimo giro

Il draft 2016 degli Steelers si completa con l'arrivo di un uomo di linea d'attacco, un ricevitore e due linebacker.
Ma andiamo con ordine, al quarto giro è stato selezionato l'offensive tackle da Lsu Jerald Hawkins (foto). Con i Tigers ha giocato 37 gare, 25 di queste sul lato destro 12 su quello sinistro. Avrà un'estate per scavalcare Ryan Harris per la terza posizione nella depth chart degli ot.
 Mike Munchak ha spiegato «Può giocare entrambe le posizioni, verrà qui e ci aiuterà competendo con i compagni spingendo i ragazzi a fare meglio. Lo metteremo nella posizione di maggior comfort per lui  e credo sia il lato sinistro».
Al sesto giro è invece arrivato il lb da Washington Travis Feeney, materiale per il breve periodo da special team e possibile rimpiazzo a roster dopo le partenze di giocatori come Sean Spence e Terrence Garvin che erano delle certezze per lo special team.
Improntata al migliorare le prestazioni della "squadra speciale" anche la prima delle due scelte del settimo giro di Pittsburgh. Il ricevitore Demarcus Ayers da Houston nei programmi degli Steelers è la risposta alla need kick returner.
L'ultima scelta è invece stata spesa per Tyler Matakevich lb da Temple altro materiale a breve termine per infoltire lo special team.