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mercoledì 3 maggio 2017

Offensive line una certezza anche al draft

Il fatto storico dell’ultimo draft di Pittsburgh? No non è l’aver scelto un qb al quarto giro e neppure il long snapper al sesto. L’unicità sta nel non aver scelto un uomo di linea offensiva per la terza volta negli ultimi cinque anni.
Dal primo draft datato 1936 al 2012 infatti l’unico draft senza un offensive lineman fu quello del 2003. Dal 2013 invece questa è la terza volta, dei 45 giocatori selezionati negli ultimi cinque draft solo due erano per la linea d’attacco, e nessuno prima del quarto giro. L’unico rookie aggiunto per il reparto è stato la guardia free agent Ethan Cooper.
Cosa c’è dietro l’aver ignorato per così tanto tempo un settore cruciale del gioco? Forse nella sicurezza che l’attuale reparto dato da buone scelte prese in precedenza.
Quattro degli attuali starter sono infatti cresciuti a Pittsburgh. A partire dal centro Maurkice Pouncey primo giro del draft 2010, c’è poi David DeCastro prima scelta 2012, tra di loro sul lato destro gioca il tackle Marcus Gilbert secondo giro 2011. Ed a sinistra? Ramon Foster approdato agli Steelers come rookie undrafted nel 2009 e divenuto starter la stagione seguente.
È come nota diversa la vicenda dell’ultimo titolare Alejandro Villanueva approdato a Pittsburgh dopo cinque anni di servizio militare in Afghanistan ed essere stato firmato come defensive end da Philadelphia nel 2014. Dopo essere stato tagliato è approdato agli Steelers, questi dopo averlo provato come end e come uomo di linea d’attacco hanno preferito la seconda opzione. Così dopo la stagione 2014 passata nella practice squad ecco la grande opportunità l’anno seguente dopo l’infortunio allo starter previsto Kelvin Beachum.
Tutta la linea attuale ha almeno altri due anni di contratto ad eccezione di Villanueva che sarà exclusive rights free agent al termine della prossima stagione.
Solitamente nonostante la solidità d’una linea come quella sopraelencata le squadre non tralasciano gli offensive lineman come fatto dagli Steelers, gli infortuni, i contratti e la free agency non sono sempre programmabili. L’infortunio e la partenza per i Jaguars di Beachum che hanno spianato la strada a Villanueva ne sono l’esempio lampante. C’è poi l’altro esempio di Mike Adams draftato al secondo giro del 2012 e rilasciato dopo problemi alla schiena.
La convinzione è ovviamente quella di avere già un nucleo affidabile anche a livello di back up. Jerald Hawkins quarto giro del draft d’un anno fa è reduce da una stagione in lista infortunati. L’unica altra scelta dei passati 5 draft è invece Wesley Johnson, quarto giro 2014, attualmente centro titolare dei Jets.

Resta B.J. Finney che la scorsa stagione ha già sostituito Pouncey e Foster, Chris Hubbard che ha sostituito invece Gilbert a tackle in una gara e che spesso viene utilizzato come finto tight end per avere un bloccatore aggiunto nelle azioni di corsa.

Cameron Sutton raccontato dal suo ex defensive coordinator

Ha potuto allenarlo un solo anno prima che fosse scelto dagli Steelers ma il defensive coordinator di Tennessee Bob Shoop ha solo parole positive per il suo ex cornerback Cameron Sutton.
«Uno dei motivi per cui sono venuto in Tennessee è il fatto d’aver reclutato Cam dall’high school- ha dichiarato ai microfoni di Espn 970- avevo reclutato duramente un paio di giocatori così quando ho potuto entrare nel sistema ho preso la palla al balzo perché sapevo quanto erano forti e come erano progrediti. Sfortunatamente Cam ha giocato solo un paio di gare per noi lo scorso anno a causa della frattura alla caviglia. Per me è quel giocatore che nel 2013 nel suo anno da freshman è stato lanciato nella mischia e ha iniziato subito a lottare. Non era il più spinto ed è stato reclutato per lo stesso motivo per cui lo hanno draftato. Intelligente, altruistico, duro e versatile. Tutte cose che lo hanno portato a diventare titolare».
Shoop ha aggiunto che quando era in piena forma nel 2013 e 2014 gli pareva già un giocatore d’un livello superiore.
«Tutti compreso Kevin Colbert me l’hanno detto e basta vedere le immagini- ha raccontato ai microfoni di David Todd- nel 2015 ha avuto qualche infortunio ma è stato molto solido ed eccellente anche nei ritorni. Penso che dei 45 ritornati 3 siano andati in td tanto da diventare All-American punt returner 2015.
Nel 2016 avevo sentito tutto questo di lui così quando l’ho avuto in primavera mi sono trovato davanti un giocatore che era come un veterano di cinque dieci anni. Prendeva appunti impeccabili alle riunioni, stava in prima fila e faceva domande pertinenti, ha aperto la strada e impostato il ritmo per i più giovani. Era il primo ad allenarsi, ci avrebbe aiutato a diventare la squadra che volevamo essere».
Cosa non avvenuta perché il cornerback ha subito l’infortunio alla caviglia alla terza gara stagionale, non impedendogli di tornare in campo anche se non al meglio a fine anno.
«Un debole avrebbe detto torno per il Senior Bowl o per la combine, lui invece è tornato in campo anche se forse al 70% del suo potenziale- spiega il suo ex dc- ha giocato contro Kentucky, Missouri, Vanderbilt ed il Bowl, io mi sentivo male perché sapevo che pur non fosse al meglio stava dando il 100% per essere una guida ed un esempio per i più giovani, aiutandoli in momenti difficili».
Sul possibile impatto a Pittsburgh Shoop ha poi dichiarato «ha buona rapidità, una buona stazza. Non è alto ma ha il giusto corpo con una buona parte alta e ottime capacità sul pallone- a Tennessee ha messo a segno 7 intercetti- è versatile e non è stato sfruttato a pieno qui. Nel Senior Bowl è partito slot e di sua spontanea volontà ha poi giocato nickel e safety. Ha la giusta intelligenza per giocare qualsiasi delle tre posizioni. È un buon tackler, non un ottimo tackler, ma ti butta giù e questo nel gioco di oggi è quello che conta. Lui può giocare bump and run. Può blitzare da corner da nickel, dopo il draft ho guardato un po’ di partite di Pittsburgh e credo calzi a pennello nelle cose che chiedono ai cb».
Interessante lo spunto sull'approccio pre draft di Pittsburgh che svelano le parole dell’ex allenatore di Sutton. «Penso quello che abbia convinto coach Tomlin e Kevin Colbert quando sono venuti qui sia il fatto che si siano seduti e davanti al giocatore chiedendogli di scegliere una partita e descrivergli le sue responsabilità. Lui ha scelto la gara con Appalachian State, la nostra prima gara ed una di quelle che lui aveva disputato. Lui non solo ha elencato le sue istruzioni per le prime 15 azioni, lo ha fatto per tutta la difesa. Poi Kevin (Colbert) ha cambiato partita e lui ha continuato. Dopo il draft mi sono congratulato con loro per la scelta e mi hanno detto che amano il ragazzo e che avrà una grande carriera tra i pro. È speciale come lo è Josh (Dobbs il qb scelto al quarto giro dagli Steelers), il loro carattere, la loor intelligenza gli permetterà d’essere dei giocatori Nfl a lungo».
Il fatto d’aver giocato quasi sempre sull'esterno sinistro non dovrebbe essere un problema per Sutton una volta sbarcato tra i professionisti secondo il suo ex coach. «Per alcuni fa differenza la zona del campo ma Cameron è abbastanza intelligente e versatile per adattarsi».


domenica 30 aprile 2017

Ecco le ultime scelte degli Steelers

Giornata di sorprese quella che ha concluso il draft degli Steelers.
S’è aperta con la prima pick spesa per un qb negli ultimi quattro anni. Il prescelto? Joshua Dobbs (foto) da Tennessee. La più misteriosa è la sesta, andata addirittura su un long snapper, Colin Holba da Louisville.
Nel mezzo con la quinta s’è aggiunto un altro cornerback Brian Allen da Utah, e per finire un linebacker Keion Adams da Western Michigan selezionato al settimo giro.
«Abbiamo aggiunto buoni giocatori che ci aiuteranno in diverse aree- ha commentato il general manager Kevin colbert- è andato come pensavamo senza troppe sorprese».
Dobbs arriva dallo stesso giro di colui che fu il suo predecessore, quel Landry Jones fresco di rinnovo biennale. Il rookie ovviamente se diverrà colui chiamato a sostituire Ben Roethlisberger. «Non cercherò di sostituire nessuno, cercherò di essere il miglior Josh Dobbs che posso essere» le prime parole a riguardo del neo arrivato.
«Indipendentemente da ciò che farà Ben, che giochi altri cinque anni, altri sei anni, gli auguro otto, è irrilevante. Penso che il reparto diventi molto competitivo adesso. Non lo era da un po 'di tempo». Ha dichiarato il coach dei qb Randy Fichtner.
Trovare un qb a cui affidare la franchigia è abbastanza raro ma quest’anno abbiamo assistito all’esplosione di Dak Prescott un rookie capace di guadagnarsi il posto di titolare e mantenerlo, arrivando a giocarsi un Nfc Championship.
Una cosa di certo non manca al prodotto di Tennessee, l’intelligenza. Dobbs è infatti ingegnere aereospaziale.
«È un ragazzo giovane, intelligente e che ami il football una cosa rara» ha aggiunto Randy Fichtner.
Sul suo modo di giocare invece ha dichiarato «è un ragazzo atletico e gli veniva chiesto di correre. In definitiva è un qb atletico che può estendere la giocata, è portato a farlo»


sabato 29 aprile 2017

Il terzo giro regala un cb ed un rb

Una delle need risapute in casa Pittsburgh era quella del cornerback. Nessuno s’è stupito quindi quando con la prima delle loro terze scelte è approdato da Tennessee Cameron Sutton.
Questo può voler dire che lo staff ha intenzione di cambiare la filosofia difensiva rispetto a quella vista la scorsa stagione. «Per essere una difesa più versatile- ha dichiarato il coach delle secondarie Carnell Lake- aggiungeremo un po’ più di copertura a uomo. Crediamo che Sutton ci aiuterà a riguardo».
Il neo arrivato è il quarto defensive back scelto nei primi tre giri in tre draft. Va ad aggiungersi a Senquez Golson (2° nel 2015) e Artie Burns e Sean Davis (rispettivamente 1° e al draft 2016).
La seconda scelta del terzo giro è invece andata su un giocatore cha a Pittsbugh si conosceva già bene. Con la 105° assoluta è infatti stato chiamato James Conner runningback dall’università di Pitt.
Conner approda dopo una stagione da 1092 yards corse e 16 td. 1,87 cm per 105 Kg sarà con ogni probabilità il back up di Le’Veon Bell.
La terza scelta degli Steelers è reduce dalla diagnosi d’un cancro che ha combattuto e battuto, rientrando in campo la passata stagione dopo un lungo stop. Il giocatore ha infatti detto d’aver iniziato la stagione con qualche problema ma d’essersi sentito sempre più orte man mano che l’annata proseguiva.
Conner ha poi aggiunto di non aver voluto passare troppo tempo a parlare con general manager e coaches sul suo stato di forma convinto che le immagini parlassero per lui. Una su tutte la performance da 132 yards che ha permesso ai suoi di fare lo sgambetto alla favorita Clemson.

Un aspetto del gioco su cui dovrà migliorare saranno le ricezioni, 21 nel 2016 e 30 in carriera, ma il sistema di Pittsburgh influirà favorevolmente sulle statistiche del giocatore.

Altro talento a Wr con il secondo giro

Con la loro scelta al secondo giro gli Steelers hanno aggiunto talento al reparto ricevitori. E non tutti i veterani hanno preso bene la nuova concorrenza come dimostra qualche tweet.
Il neo arrivato è JuJu Smith-Schuster da Southern California.1,85 cm per 97 Kg va ad aggiungersi ad un reparto che già vantava la stella Antonio Brown, il rientrante Martavis Bryant, l’alterno ma talentuoso Sammie Coates, lo slot Eli Rogers e altri veterani.
Proprio Martavis Bryant no ha aspettato molto a scrivere sul noto social che Smith-Schuster avrebbe prso il posto nella line up di Sammie Coates e non il suo.
Una situazione che ha addirittura fatto scomodare Mike Tomlin con un tweet che chiedeva ai giocatori di finire lo spettacolo.
L’unico che non può essere insoddisfatto è Todd Haley. «Cerchiamo sempre di trovare buoni giocatori per creare competizione- ha commentato l’offensive coordinator- abbiamo un buon numero di ricevitori e siamo esaltati. Ora lui è un nuovo ragazzo che può alzare il livello del reparto».
Smith-Schuster ha dichiarato che il suo nuovo reparto è talentuoso. «Avere dei mentori come loro mi permetterà di imparare e crescere. Farò tutto il possibile per riportar Pittsburgh al Super Bowl».
Questa scelta fa riflettere sulla questione Martavis Bryant. Nella sua conferenza post stagione Art Rooney II aveva dichiarato che Pittsburgh non poteva contare con certezza sul giocatore e questa scelta sa molto di assicurazione a riguardo.
«Daremo a Martavis il giusto tempo- ha dichiarato Haley- ora siamo entusiasti di aggiungere JuJu nella mischia, portiamolo a Pittsburgh e vediamo».
Era dal 2008 che gli Steelers non prendevano un ricevitore così in alto, il precedente fù Limas Sweed alla 53°.
La sua stagione 2015, chiusa con 89 ricezioni per 1454 yards, gl’è valsa il secondo team All-american. La scorsa stagione è invece stata condizionata da un infortunio alla schiena e lo ha visto raggiungere solo le 79 ricezioni per 914 yards e 10 td.

«È un giocatore dalla buona stazza fisica- ha concluso Haley- può fare tutto giocare interno o esterno, abile in nelle ricezioni che chiamiamo 50-50 che di solito vince».

venerdì 28 aprile 2017

T.J. Watt è la prima scelta 2017

Alla fine dello scorso anno l’ex allenatore dell’università di Pittsburgh Paul Chryst chiese a Kevin colbert di dare un’occhiata ad un suo giocatore a Wisconsin.
«Coach- il responso di Colbert- è materiale da primo giro».
La previsione s’è rivelata realtà proprio grazie a Pittsburgh che con la 30° scelta del primo giro ha chiamato T.J. Watt. Un cognome che in Nfl è già stato portato alla ribalta dal fratello del nuovo giocatore di Pittsburgh, quel J.J. pilastro della difesa di Houston, tre volte difensore dell’anno in Nfl e anche lui prodotto di Wisconsin chiamato al primo giro.
«Lascerà anche lui il segno» ha dichiarato il general manager degli Steelers.
T.J. Watt, 193 cm per 114 Kg, è reduce da una stagione da titolare a Wisconsin dopo quella 2015 da backup. Era in precedenza un tight end ed ha alle spalle un intervento al ginocchio sinistro. La sua stagione 2014 è stata inesistente a causa invece di gravi problemi al ginocchio destro che non gli hanno permesso di scendere in campo, Colbert s’è detto però tranquillo a riguardo.
Il 2016 è stato l’anno della rinascita, nel nuovo ruolo di linebacker è riuscito a mettere a segno 11,5 sacks e 15,5 takle for loss, risultati che lo hanno portato ad entrare nella seconda squadra All-American.
«Una notevole produzione per una singola stagione- racconta il Gm- non crediamo sua già un prodotto finito ma siamo entusiasti. Il ragazzo è u solido giocatore di football e ha solo grattato la superficie del giocatore che potrà diventare».
Entusiasta anche il suo nuovo head coach Mike Tomlin che, nonostante il giocatore abbia una breve esperienza nel suolo che dovrà ricoprire tra i professionisti, ha descritto nel gioco di braccia uno dei punti di forza del rookie. «La sua stazza, la sua produzione parlano da sole» ha aggiunto.
Watt è il terzo linebacker al primo giro da Pittsburgh negli ultimi cinque anni.
«Era un giocatore che tenevamo d’occhio da molto tempo» ha concluso Colbert.
«So che è una destinazione perfetta per me- ha detto il giocatore, che aveva pranzato con Colbert e Tomlin dopo il suo pro day a Wisconsin- sono entusiasta di essere uno Steelers, è pazzesco».
Attualmente la depth charte vede Bud Dupree titolare a sinistra e James Harrison a destra. Con Arthur Moats e Anthony Chickillo come riserve. Il nuovo arrivato sarà utilizzato presumibilmente sulla destra, da valutare con che continuità.