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lunedì 16 marzo 2020

Ramon Foster si ritira


Giornata ricca di news in casa Pittsburgh Steelers

FOSTER LASCIA IL FOOTBALL
Pittsburgh saluta un pilastro della sua offensive line e dello spogliatoio. Dopo 11 stagioni ha infatti attaccato il casco al chiodo Ramon Foster. Approdato agli Steelers nel 2009 come undrafted, prodotto dell0università di Tennessee, conquistò un posto a roster che non lascerà da lì in poi. Dopo 145 gare giocate, per la maggior parte da guardia sul lato sinistro, se ne va il veterano della linea d’attacco.
Foster avrebbe guadagnato 4 milioni di dollari la prossima stagione, 1,5 milioni sarà la somma di dead money che resterà a bilancio per la sua ex squadra

TAG SU DUPREE
Come previsto gli Steelers hanno messo il loro franchise tag sull’outside linebacker Bud Dupree. Il giocatore guadagnerà quindi la prossima stagione quasi 16milioni di dollari e la franchigia avrà più tempo per cercare ul accordo a lungo termine. Dupree, primo giro di Pittsburgh nel draft 2015 dopo l’esperienza maturata a Kentucky, ha fatto registarre un career-high di 11.5 sacks l’ultima stagione. Annata da incorniciare cui vanno aggiunti i 68 tackles totali e 4 fumbles forzati.
Il front office aveva espresso la volontà di trattenere il giocatore, ora starà alle parti trovare un prolungamento (il termine è il 15 lulgio)

PRIMI TAGLI

L’off season vive di operazioni che vertono sul bilanciare il monte salariale di ogni squadra. L’operazione di Dupree ha un certo peso ed ecco delle mosse atte a bilanciare il “cap space”.
Sono arrivati i tagli di Anthony Chickillo (lb scelto al sesto giro nel 2015 che avrebbe guadagnato 5 milioni entrando nel roster del prossimo anno). L’altro linebacker che ha fatto le valigie è Mark Barron, approdato a Pittsburgh dopo essere stato tagliato dai Rams ha chiuso la sua prima ed unica stagione agli Steelers con 82 tackles e 3 sacks. Non abbastanza per confermare un giocatore che avrebbe trovato meno spazio visto il minutaggio maggiore che verrà concesso a Devin Bush. Non lascerà un vuoto nel pacchetto ricevitori nemmeno l’addio di Johnny Holton (nella foto), autore di 3 catch per 21 yards la passata stagione.    

giovedì 28 dicembre 2017

Dupree, bordata ad Harrison: "mai stato un leader"

In attesa di poter tornare a parlare solo di football giocato ecco un nuovo capitolo della saga “Harrison ai Patriots”. Ieri infattinon ha parlato solo il diretto interessato ma anche un suo ex compagno di reparto, Bud Dupree, e non c’è andato piano.
«Si è tagliato da solo- ha detto il lb confermando quanto detto anche da Maurkice Pouncey- è questo che è successo. Alla fine ha fatto un sacco di cose che non sono da Steeler. Non è colpa di nessuno nella squadra se è stato tagliato. Si è fatto tagliare, veniva qui e non faceva nulla per migliorarci».
Dupree se la prende poi con quei tifosi che non accettano la partenza di un loro idolo. «Guardo i miei profili Instagram e Twitter e la gente mi insulta come se io avessi fatto qualcosa. Gente che se la prende con coach Tomlin per averlo fatto partire, dicendo che ora dirà tutto il playbook, bè non l’ho visto ai nostri meetings quindi non so se sappia gli schemi».
Se possibile Dupree ci va ancora più duro dicendo di non accettare che l’ex compagno passi per vittima. «Pare sia andato ai Patriots per sputare in faccia a coach Tomlin e Mr Rooney. Di base ha sputato in faccia ai suoi compagni, perché per tutta la stagione si è stato mostrato come qualcuno diverso da quello che doveva essere, ovvero un leader».
Per l’ex compagno infatti Harrison era stato firmato per essere un mentore per lui e Tj Watt, ma la cosa non ha funzionato.
«Ha fatto capire dall’inizio di non volerlo essere. Noi provavamo a guardare a Deebo come un mentore. Gli abbiam dato la chance d’essere quello che veniva descritto prima del nostro arrivo qui. Appena arrivi vedi James Harrison e provi a imitarlo perché è un grande giocatore. Ma quando qualcuno non vuole condividere la propria esperienza con te o condividere conoscenze perché ha la sensazione che tu possa prendere il loro splendore o prendere le sue luci della ribalta, è così che ci si sente. Ci siamo trattenuti perché non volevamo metterlo in cattiva luce, lo stimiamo ancora come persona, come persona adoriamo ancora Deebo. E sentiamo che avrebbe potuto essere il leader che volevano che fosse, e sento che avrebbe potuto essere la persona che volevamo che fosse».
Dupree parla anche dei video degli allenamenti postati sui social da Harrison. «Non è che non ci volevamo allenare quanto lui, son gli stessi allenatori che non ce lo permettevano. Lui faceva questi video prima degli allenamenti sfidandoci, spostando l’attenzione su di noi. Noi abbiamo fatto scorrere tutto».
L’accusa più pesante arriva alla fine. «Potrebbe essere a quel punto in cui è così arrabbiato che probabilmente ha detto: va bene, non conosco davvero il playbook di quest'anno, ma sono pronto a portarlo per intero a Bill e lasciargli fare quello che vuole».

giovedì 6 aprile 2017

Brown e Harrison gli esempi da seguire per Bud Dupree

In offseason il lavoro personale di ogni giocatore è importantissimo. La squadra di divide ed ognuno raggiunge una parte degli Stati Uniti, i più a rischio sono ovviamente i più giovani che devono affrontare una situazione mai vissuta.
Uno che ha vissuto questa esperienza lo scorso anno è Bud Dupree, la sua soluzione? Seguire l’esempio di Antonio Brown e James Harrison che postavano i propri allenamenti su internet.
«Ho imparato che il lavoro non finisce mai. Anche quando sei a casa devi far qualcosa, fare qualcosa è sempre positivo non bisogna mai mollare. Fare qualcosa focalizzato all’obbiettivo, Deebo si prende cura del proprio corpo tutto il tempo. Spende un sacco di soldi per essere al meglio».
Il rimando è ad un’intervista del compagno in cui il linebacker spiegava di spendere trecentocinquantamila dollari l’anno per tenersi in forma con l’aiuto di dottori e terapisti durante tutto l’anno.
«Guardare i video di Deebo ed Antonio- ha aggiunto Dupree- scoprire che ogni giorno lavoravano. Così mi sono detto se vuoi essere grande come loro devo impegnarmi ogni giorno».
È ormai risaputo che James Harrison si presenti in sala pesi ogni lunedì per primo, la sua off season la passa invece in Arizona sfidando le temperature proibitive di quello stato in estate.
Dupree si era presentato dopo la scorsa off season con nove kg in meno, non era però servito ad avere un buon inizio stagione visto che un intervento chirurgico lo aveva costretto ai box per la prima metà dell’anno.

Ora giunto al suo terzo anno l’obbiettivo è uno solo, affermarsi come primo pass rusher del roster. Continuando le prestazioni mostrate dal suo rientro nella passata stagione, con 4,5 sacks nelle ultime 4 gar di regular season. E prendersi cura del proprio corpo come fa James Harrison deve essere il primo passo.In offseason il lavoro personale di ogni giocatore è importantissimo. La squadra di divide ed ognuno raggiunge una parte degli Stati Uniti, i più a rischio sono ovviamente i più giovani che devono affrontare una situazione mai vissuta.
Uno che ha vissuto questa esperienza lo scorso anno è Bud Dupree, la sua soluzione? Seguire l’esempio di Antonio Brown e James Harrison che postavano i propri allenamenti su internet.
«Ho imparato che il lavoro non finisce mai. Anche quando sei a casa devi far qualcosa, fare qualcosa è sempre positivo non bisogna mai mollare. Fare qualcosa focalizzato all’obbiettivo, Deebo si prende cura del proprio corpo tutto il tempo. Spende un sacco di soldi per essere al meglio».
Il rimando è ad un’intervista del compagno in cui il linebacker spiegava di spendere trecentocinquantamila dollari l’anno per tenersi in forma con l’aiuto di dottori e terapisti durante tutto l’anno.
«Guardare i video di Deebo ed Antonio- ha aggiunto Dupree- scoprire che ogni giorno lavoravano. Così mi sono detto se vuoi essere grande come loro devo impegnarmi ogni giorno».
È ormai risaputo che James Harrison si presenti in sala pesi ogni lunedì per primo, la sua off season la passa invece in Arizona sfidando le temperature proibitive di quello stato in estate.
Dupree si era presentato dopo la scorsa off season con nove kg in meno, non era però servito ad avere un buon inizio stagione visto che un intervento chirurgico lo aveva costretto ai box per la prima metà dell’anno.
Ora, giunto al suo terzo anno, l’obbiettivo è uno solo: affermarsi come primo pass rusher del roster. Continuando le prestazioni mostrate dal suo rientro nella passata stagione, con 4,5 sacks nelle ultime 4 gar di regular season. E prendersi cura del proprio corpo come fa James Harrison deve essere il primo passo. 

domenica 20 novembre 2016

Cameron Heyward e Markus Wheaton in IR

Le stagioni di Cameron Heyward e  Markus Wheaton (foto) son entrambe finite. I due giocatori sono infatti stati inseriti ieri in lista infortunati, Pittsburgh ha così inserito nei 53 a roster Bud Dupree e Daryl Richardson.
Se Heyward ha dovuto arrendersi ad un problema ai pettorali che lo ha costretto ad operarsi discorso diverso è quello di Wheaton. Il ricevitore ha dovuto convivere con un guaio alla spalla fin dalla pre season, è riuscito a scendere in campo e pur limitato da quest'ultimo ha collezionato 4 ricezioni per 55 yards e un td. Per lui non certo la stagione che sognava nell'anno del contract year.

lunedì 5 settembre 2016

Bud Dupree inserito in injured reserve

Ad una settimana dall'inizio della stagione regolare arriva la notizia che Bud Dupree è stato inserito in injured reserve e potrebbe saltare l'intera annata.
Il linebacker aveva convissuto durante tutto il training camp con un fastidio all'inguine che l'aveva limitato ad un solo vero allenamento.
L'inserimento in injured reserve non significa necessariamente stagione finita, il giocatore potrebbe tornare ad allenarsi tra sei settimane e in campo tra otto.
Dupree aveva chiuso la stagione da rookie con quattro sacks e su di lui erano molte le aspettative, in sua assenza il coaching staff utilizzerà maggiormente Arthur Moats e Anthony Chickillo, anche quest'ultimo non è però al meglio dopo essere uscito dall'ultima gara di pre season per un infortunio al piede.
 
   

martedì 12 gennaio 2016

Conferenza pre Divisional di Tomlin

Superate le Wild Card è tempo di Divisional, ecco il riassunto della conferenza di Mike Tomlin in vista della gara di Denver

WILD CARD: Tomlin ha iniziato parlando della gara di Cincinnati. E’ partito complimentandosi con i due giovani runningbacks per quanto fatto in campo, Fitzgerald Toussaint e Jordan Todman dovranno riprendersi anche questa settimana.
In difesa elogi in particolare per Jarvis Jones, Bud Dupree e Ryan Shazier «hanno tutti giocato come prime scelte».
Nota anche per Boswell che con il suo calcio ha deciso l’incontro.
Tra le note negative Landy Jones che dovrà contribuire maggiormente se chiamato in causa, in settimana svolgerà molto lavoro. Non si capisce quanto per le condizioni di Ben Roethlisberger e quanto per pretattica.
Altro motivo di preoccupazione la poca efficienza in redzone messa in campo sabato.

INFORTUNATI: Ben ha una possibilità secondo quanto riportato, svolgerà del lavoro durante l’allenamento sui giochi di corsa.
Antonio Brown è ancora all’interno del protocollo Nfl sulle commozioni cerebrali, «siamo speranzosi come sempre» solo le sole parole aggiunte a riguardo da Tomlin.
Vince Williams e Will Johnson sono invece alle prese con uno stiramento, Robert Golden ha problemi ad una spalla.
Infine DeAngelo Williams è ancora out ma Tomlin lascia accesa una piccola speranza di vederlo in campo, si deciderà venerdì.

GARA CON DENVER: «Con Peyton starter- ha spiegato Tomlin- saranno in grado di gestire le aspettative del loro attacco. Con lui in campo sarà più facile sia la protezione, sia il gioco di corse per Denver. L’importanza di quello che fa prima di ogni snap non va poi spiegata da me. Se vogliamo giocare bene in difesa dovremo levargli il bilanciamento con il gioco di corsa».
In difesa invece l'allenatore di Pittsburgh ha sottolineato la loro efficienza contro le corse e il talento nella secondaria.
«Siamo felicissimi di affrontare queste sfide non fraintendetemi è pazzesco lavorare in questo periodo dell’anno».

lunedì 24 agosto 2015

Vittoria con Green Bay ma Pouncey si rompe una caviglia

La prestazione di una gara di pre season va in secondo piano quando durante l'incontro ci scappa l'infortunio di uno starter. E' infatti a rischio la stagione di Maurkice Pouncey, il centro si è infatti fratturato la caviglia destra e dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico.
Rimane la speranza di poterlo vedere nella seconda metà della stagione, si parla di otto settimane di stop, ma non si può essere troppo ottimisti sul recupero di giocatore che proprio a causa di un guaio alla caviglia dovette saltare il Super Bowl perso con Green Bay nella stagione da rookie mentre un crociato lo costrinse a saltare tutta la stagione 2013 dopo essersi infortunato in week 1.
Spazio ora a Cody Wallace protagonista di sei gare da starter nei suoi due anni a Pittburgh.
Pouncey no è il solo starter ad aver lasciato anzitempo il campo dell'Heinz Field anche Stephon Tuitt si è infortunato e dovrà saltare un paio di settimane e rischiando quindi di satare l'esordio stagionale a Boston.
Sulla partita c'è da dire che l'attacco titolare ha dimostrato il solito buon ritmo, la difesa ha subito solo il primo drive di Aron Rodgers e compagni per poi far vedere miglioramenti incoraggianti in primis sulla pressione portata al qb aversario. Sei sacks a fine gara e il primo fatto con ancora in campo i titolari porta la firma di James Harrison. Ne collezione uno, il primo da professionista, anche Bud Dupree nella speranza che il suo ambientamento alla Nfl sia così più rapido del previsto.
Ora gli Steelers giocheranno a Buffalo sabato notte.





martedì 5 maggio 2015

Harrison avrà un ruolo più marginale

Negli intenti di Pittsburgh c'è la voglia di avere in questa stagione quattro linebacker scelti al primo giro come starter, nella migliore delle ipotesi già nell'opener di Boston.
E' ovvio che prima o poi Bud Dupree, la loro ultima prima scelta al draft appena concluso, dovrà prendersi lo spazio per cui è stato selezionato, oustide di sinistra.
E' un po' quello che è successo a Ryan Shazier la passata stagione, fin da subito onorato dei galloni da starter.
Dupree deve essere con  Jarvis Jones la coppia di rusher del futuro. E il ruolo del rookie è quello di rendersi il prima possibile in grado di sostituire James Harrison.
Al neo trentasettenne, li ha compiuti infatti ieri, è infatti stato preannunciato un ruolo che si farà più marginale. Poco male per un giocatore che la passata stagione aveva annunciato il ritiro salvo tornare per mettere una pezza in un reparto falcidiato dagli infortuni.
Chi ha informato Harrison? Joey Porter, ovvero colui che si è visto sostituito proprio da James nel 2007.
 «Harrison- ha spiegato l'ex compagno ed attuale coach dei lb- sarà un giocatore più d'impatto per noi se limiteremo il suo utilizzo a massimo venticinque snaps a gara. Cercherò di trarre il meglio da lui come quando era giovane e giocava sessanta snaps a partita. L'ho già avvisato, quel James Harrison di prima è finito».
Tornato dal ritiro Harrison ha giocato da titolare le ultime quattro gare della scorsa stagione, playoff compresi, senza scendere mai sotto i cinquantadue snaps. Riposando in sole diciannove azioni.
Ma non è ovviamente solo una questione che verte sul veterano. Non limitare il suo utilizzo vorrebbe dire dare meno spazio a Jarvis Jones che entra nella sua terza stagione in Nfl con la necessità di consacrarsi. 
 «Giocherà nel suo ruolo e sarà  produttivo- ha piegato poi Porter riferendosi ad Harrison- sa' cosa gli stiamo chiedendo e risponderà alla grande. Semplicemente non giocherai mai più in una certa maniera. Sono stato sincero gli ho detto: "hai trentasette anni sei un paio di mesi più giovane di me". Non giocherai mai più sessanta snaps a gara. Non si può discutere su questo, sa' a che punto è arrivato».
Dupree non è però il solo outside linebacker giunto dal draft. La volontà di Pittsburgh è infatti di provare in questo ruolo anche Anthony Chickillo, defensive lineman giunto al sesto giro da Miami.
A chiudere il pacchetto dei cinque linebacker esetrni attualmente a roster il veterano Arthur Moats.
«Non puoi mai dire di avere abbastanza pass rusher- ha concluso Porter- specialmente nella Nfl di oggi. Quando giocavo io era più una questione di fermare le corse non è certo il modo in cui si gioca attualmente».