venerdì 21 aprile 2017

Svelato il calendario 2017

Ancora una volta la Nfl ha fatto la figura del Geinch nei confronti degli Steelers.
Non è bastato disputare ben tre gare nei periodi festivi nella passata stagione, la schedule appena rilasciata rivela che giocheranno ancora a Natale in quel di Houston. Cosa non gradita come dimostra un tweet diCameron Heyward.
Per altro quella natalizia sarà la trasferta più lunga per Pittsburgh.
Gurdando il resto del programma si nota come la prima metà li vedrà per lo più giocare alle nostre 19:00 per poi avere quattro prime time di fila da week 11 a week 14.
Come spesso capita l’inizio e la fine della stagione saranno sfide con i Browns, in trasferta il 10 settembre l’avvio di stagione ed in casa il 1 gennaio la conclusione.
Importantissimo in vista della lotta play off l’avvio di stagione con ben tre gare delle prime sette con rivali divisionali.
Tolta la già citata gara natalizia le uniche due gare non giocate di domenica sono il Thursday nigt casalingo con Tennessee del 16 novembre ed il Monday night a Cincinnati del 4 dicembre.


giovedì 20 aprile 2017

L'erede di Ben va scelto al primo giro?

Quando scegliere un qb ed in qualche posizione? Questa è una delle domande che più appassionano i tifosi al draft. Alcune squadre lo fanno di frequente. Altre come Pittsburgh fa molti anni senza scegliere in quella posizione una volta trovato l’uomo giusto, al secolo Ben Roethlisberger. Si arriva fino al caso limite del draft 2012 targato Redskins con due qb nelle prime tre scelte.
Ma torniamo a Pittsburgh, con Big Ben trentacinquenne che ha paventato il ritiro dopo la scorsa stagione, è giunto il momento di pensare al prossimo qb? e se si quando?
Partiamo col dire che quella di quest’anno al draft non pare una gran annata per il ruolo, in più sono molte le squadre a scegliere prima degli Steelers con quella specifica need. Un’opzione potrebbe quindi essere attendere un altro anno ed una serie di candidati più ampia e talentuosa.
A riguardo ha ipotizzato uno scenario del genere per i 49ers Gil Brandt, storico collaboratore dei Dallas Cowboys «San Francisco non si muoverà. Squadre come quella pensano ci siano potenzialmente quattro qb da prima scelta il prossimo anno. Perché muoversi quest’anno quando si può essere nella stessa posizione la prossima stagione? Perché non migliorare altri reparti ora?» ha dichiarato ai microfoni di Nfl Now.
Discorso analogo, anche se in un’altra posizione del tabellone delle scelte, potrebbe essere fatta da Pittsburgh.
Quest’anno potrebbero venire scelti al primo giro quattro qb, o nessuno di questi, e il fatto che Pittsburgh spenda una prima per un qb non ne garantisce il successo.
Negli ultimi dieci anni le squadre hanno scelto al primo giro 26 quarterback, come riporta l’analista Mike Mayock, solo pochi di questi sono diventati starters affidabili. Togliendo i giocatori scelti agli ultimi due draft, che devono magari ancora affermarsi, il dato scende a 21.
«Di questo gruppo- ha spiegato Mayock-  ci sono quattro o cinque franchise qb». I nomi? Matt Ryan, Matt Stafford, Cam Newton, Andrew Luck e Joe Flacco. Dei 21 solo 8 sono starters e 4 backups. «Ci sono quindi nove selezionati che non fanno più parte della lega- aggiunge- questo ti fa capire le possibilità di selezionare un franchise qb al primo giro». Non molte.
Ci sono giocatori che hanno avuto successo con scelte più alte. Derek Carr e Andy Dalton sono secondi giri, Russell Wilson un terzo, Kirk Cousins quarto.
I giocatori che potrebbero valere un primo giro quest’anno sono Mitch Trubisky, Deshaun Watson, DeShone Kizer e Patrick Mahomes. Quest’ultimo pare avere le attenzioni di Pittsburgh ma potrebbe arrivare la scelta in qualche giro più tardi con magari un nome tra Davis Webb, Nate Peterman e Joshua Dobbs.
Tom Donahoe, collaboratore dei draft di Pittsburgh per il periodo dal 1986 al 1999, ha visto scegliere 7 qb, compresi starters come Bubby Brister, Neil O’Donnell e Kordell Stewart. Lui è uno di coloro convinti che il qb sia una posizione che vada spesso esplorata senza badare a chi sia al momento in cabina di regia.
«Qualche volta punti su un ragazzo più avanti, senti che ha delle capacità- spiega quello che ora è un collaboratore degli Eagles- non una cattiva idea prenderne uno all’anno in qualche punto, non sai mai quale sia il livello di sviluppo. E se ti trovi con un qb extra c’è sempre aulcuno che ne ha bisogno e puoi imbastire una trade».
Pittsburgh è agli opposti di questa strategia, dal 2010 ha selezionato solo 6 qb, nessuno di questi prima di Landry Jones al quarto giro se non si considera il draft di Roethlisberger.
Mayock propone questa teoria. «Hai circa il 20% di possibilità di scegliere un qb franchigia. Consiglio di provarci, non restate mai fermi».

Gli Steelers faranno il loro passo?

martedì 18 aprile 2017

Cockrell firma il tender annuale

Ross Cockrell ha firmato ieri il suo tender annuale. Il giocatore era un restricted free agent e guadagnerà 1,70 milioni di dollari per la prossima stagione, se qualche squadra fosse interessata a lui ha tempo fino a venerdì per firmarlo.
Se il cb, titolare in sedici le gare lo scorso anno, trovasse un accordo con un altro team e Pittsburgh non pareggiasse l'offerta, quest'ultima si vedrebbe recapitata una quarta scelta del draft come compensazione.
Ross Cockrell, approdato agli Steelers dopo essere stato tagliato nell'estate 2015 dai Bills, ha chiuso l'ultima stagione come primo nella squadra a livello di passaggi difesi e sesto a livello di tackle messi a segno.
Anche senza la partenza di Cockrell Pittsburgh cercherebbe un cornerback al prossimo draft per aumentare la profondità del ruolo e innalzare il livello della posizione.

   

sabato 15 aprile 2017

Il ricordo di Dan Rooney

Giovedì all’età di 84 anni ci ha lasciati Dan Rooney, colui che con gli Steelers, subentrando al padre che li aveva fondati, è divenuto uno dei proprietari più importanti della storia della Nfl. Col suo approdo al timone sul finire degli anni ’60 Pittsburgh s’è trasformata da perdente a una dinastia in un decennio.
E’ stato anche un fattore anche nella storia del gioco, sono ben tre i commisioner che lo hanno voluto come consigliere. S’è fortemente battuto per i coach delle “minors” ed oggi ogni squadra che deve cercare un nuovo allenatore ha l’obbligo di avere un colloquio con un coach di quel tipo per una regola che porta proprio il suo cognome, l’ultimo titolo vinto è arrivato proprio grazie al quel Mike scelto grazie a questo cambiamento. Il suo spessore lo ha portato ad essere insignito del titolo di ambasciatore americano in Irlanda a due settimane dal divenire settantasettenne.
«Dan ha sempre mostrato umiltà- dirà di lui Joe Greene introducendolo nell’Hall of Fame nel 2000- quando le cose vanno come pianificato sta nelle retrovie, quando le cose non vanno è in prima fila».
Di lui invece ha dichiarato Bill Cowher «era come un padre, un amico ed un mentore. Era uno del popolo e non ha mai dimenticato da dove provenisse. Lui incarnava Pittsburgh, gran lavoratore, umile e pratico. Diceva le cose come stavano. Questo era e questa è Pittsburgh».
Il general manager della squadra Kevin Colbert ha raccontato «potevi parlarci tutto il giorno senza capire cosa avesse in mente, non solo a livello di Pittsburgh ma del gioco. Penso questo fosse perché era sempre interessato a tutti e riusciva a trattare tutti allo stesso modo. Aveva una grandissima comprensione del gioco e degli Steelers».
Ufficialmente subentrò ad Art Rooney Sr nel 1975, ma il padre gli aveva lasciato il controllo della squadra da una decade, ribaltando la storia di una franchigia che dalla nascita nel 1933 aveva avuto poche gioie.
La prima svolta arrivò con l’assunzione di Chuck Noll nel 1969 dopo il rifiuto della prima scelta Joe Paterno. Con piena fiducia nelle scelte del nuovo coach rimodellò con lui il roster portandolo ai quattro Super Bowl degli anni ’70.
Gli anni ’80 non furono difficili solo sul campo, con i play off saltati ben 6 volte, Rooney affrontò anche due scioperi dei giocatori Nfl e la concorrenza del competitor United States Football League. La squadra riemerse nei primi anni ’90 grazie ad un nuovo coach Bill Cowher, subentrato al ritirato Noll nel 1992. Soto la guida nel nuovo coach la squadra ritrovò i play off per sei stagioni consecutive raggiungendo tre finali Afc ed un Super Bowl.
Nel 1989 ci fú la serie possibilità per Rooney di divenire il commissioner, lui preferì continuare a guidare la sua franchigia. Non avrà mai la guida della lega ma costruirà rapporti saldi con chi era chiamato a farlo. Pete Rozelle prima, Paul Tagliabue poi ed indine Roger Goodell.
Inizialmente contrario al mercato dei free agents sarà dopo l’instaurazione di quest’ultimo nel 1993, ci vorrà anche una sentenza del tribunale, che tornerà con Pittsburgh sul tetto del mondo nel 2005 e 2008.
Con l’introduzione nella Hall of Fame di Dan i Rooney sono la seconda coppia padre-figlio ad essere insieme a Canton.   


giovedì 6 aprile 2017

Brown e Harrison gli esempi da seguire per Bud Dupree

In offseason il lavoro personale di ogni giocatore è importantissimo. La squadra di divide ed ognuno raggiunge una parte degli Stati Uniti, i più a rischio sono ovviamente i più giovani che devono affrontare una situazione mai vissuta.
Uno che ha vissuto questa esperienza lo scorso anno è Bud Dupree, la sua soluzione? Seguire l’esempio di Antonio Brown e James Harrison che postavano i propri allenamenti su internet.
«Ho imparato che il lavoro non finisce mai. Anche quando sei a casa devi far qualcosa, fare qualcosa è sempre positivo non bisogna mai mollare. Fare qualcosa focalizzato all’obbiettivo, Deebo si prende cura del proprio corpo tutto il tempo. Spende un sacco di soldi per essere al meglio».
Il rimando è ad un’intervista del compagno in cui il linebacker spiegava di spendere trecentocinquantamila dollari l’anno per tenersi in forma con l’aiuto di dottori e terapisti durante tutto l’anno.
«Guardare i video di Deebo ed Antonio- ha aggiunto Dupree- scoprire che ogni giorno lavoravano. Così mi sono detto se vuoi essere grande come loro devo impegnarmi ogni giorno».
È ormai risaputo che James Harrison si presenti in sala pesi ogni lunedì per primo, la sua off season la passa invece in Arizona sfidando le temperature proibitive di quello stato in estate.
Dupree si era presentato dopo la scorsa off season con nove kg in meno, non era però servito ad avere un buon inizio stagione visto che un intervento chirurgico lo aveva costretto ai box per la prima metà dell’anno.

Ora giunto al suo terzo anno l’obbiettivo è uno solo, affermarsi come primo pass rusher del roster. Continuando le prestazioni mostrate dal suo rientro nella passata stagione, con 4,5 sacks nelle ultime 4 gar di regular season. E prendersi cura del proprio corpo come fa James Harrison deve essere il primo passo.In offseason il lavoro personale di ogni giocatore è importantissimo. La squadra di divide ed ognuno raggiunge una parte degli Stati Uniti, i più a rischio sono ovviamente i più giovani che devono affrontare una situazione mai vissuta.
Uno che ha vissuto questa esperienza lo scorso anno è Bud Dupree, la sua soluzione? Seguire l’esempio di Antonio Brown e James Harrison che postavano i propri allenamenti su internet.
«Ho imparato che il lavoro non finisce mai. Anche quando sei a casa devi far qualcosa, fare qualcosa è sempre positivo non bisogna mai mollare. Fare qualcosa focalizzato all’obbiettivo, Deebo si prende cura del proprio corpo tutto il tempo. Spende un sacco di soldi per essere al meglio».
Il rimando è ad un’intervista del compagno in cui il linebacker spiegava di spendere trecentocinquantamila dollari l’anno per tenersi in forma con l’aiuto di dottori e terapisti durante tutto l’anno.
«Guardare i video di Deebo ed Antonio- ha aggiunto Dupree- scoprire che ogni giorno lavoravano. Così mi sono detto se vuoi essere grande come loro devo impegnarmi ogni giorno».
È ormai risaputo che James Harrison si presenti in sala pesi ogni lunedì per primo, la sua off season la passa invece in Arizona sfidando le temperature proibitive di quello stato in estate.
Dupree si era presentato dopo la scorsa off season con nove kg in meno, non era però servito ad avere un buon inizio stagione visto che un intervento chirurgico lo aveva costretto ai box per la prima metà dell’anno.
Ora, giunto al suo terzo anno, l’obbiettivo è uno solo: affermarsi come primo pass rusher del roster. Continuando le prestazioni mostrate dal suo rientro nella passata stagione, con 4,5 sacks nelle ultime 4 gar di regular season. E prendersi cura del proprio corpo come fa James Harrison deve essere il primo passo. 

martedì 21 marzo 2017

Accordo con il defensive end Tyson Alualu

È stata appena annunciata la firma d’una altro free agent,dopo le due messe a segno ieri, Tyson Alualu (nella foto con il figlio alla presentazione) ha infatti firmato un biennale con Pittsburgh.
Una firma che darà profondità ad un reparto che quest’anno ha subito il pesante infortunio di Cam Heyward, quest’ultimo con Stephon Tuitt rimarrà starter e il neo arrivato sarà con ogni probabilità il numero tre della depth chart.
Il neo arrivato è stato la decima chiamata assoluta del draft 2010 da parte dei Jaguars, passando lì tutta la sua carriera dopo aver vestito la maglia di Carolina al college.
Dopo essere divenuto subito uno starter ha giocato per quattro anni consecutivi senza saltare una gara, nel 2014 è stato invece inserito tra le riserve chiedendo di poter tornare al ruolo originario la stagione successiva.
«Ho passato qualche brutto momento a Jacksonville quindi questo cambiamenti mi esalta. Il mio punto di forza sta nella versalitá, posso giocare sia interno che esterno» ha spiegato il neo arrivato alla presentazione alla stampa.
Nei sette anni passati in Nfl ha saltato solo due gare, entrambe nella passata stagione, collezionando 88 gare da titolare sulle 110 disputate. I suoi numeri parlano di 17,5 sacks, 2,5 l’anno scorso.
Alualu sarà il rimpiazzo di Ricardo Mathews, unrestricted free agent che non dovrebbe tornare nella prossima stagione dopo aver firmto un contratto annuale la scorsa off season. L’ex Chargers ha giocato cinque gare da starter dopo l’infortunio di Heyward.

Da non sottovalutare anche il potenziale di L.T. Walton, il sesto giro del draft 2015 ha chiuso l’ultima stagione con quattro gare da starter e venendo utilizzato in tutte le gare disputate.

Firmati un cb ed un rb

Due i giocatori messi sotto contratto nella giornata di ieri da Pittsburgh.
Giocatori maturi, hanno firmato un contratto annuale in posizioni essenziali per il roster degli Steelers e reduci da una stagione conclusa in una squadra diversa da quella iniziale e che li ha visti perdere il ruolo di starter.
Partiamo con Coty Sensabaugh, 28 anni, quarto giro dei Titans nel draft 2012 e con già tre squadre alle spalle. Poi c’è Knile Davis, 25 anni, terzo giro 2013 dei Chiefs.
Il primo darà profondità al reparto cornerbacks, il secondo sarà il sostituto di Le’Veon Bell e forse la risposta all’annoso problema dei ritorni di calcio in casa Steelers, quest’ultima firma allontana definitivamente DeAngelo Williams da Pittsburgh.
Coty Sensabaugh (nella foto) aveva firmato un triennale da 15 milioni lo scorso marzo coi Rams, la squadra di Los Angeles lo ha poi tagliato l’8 ottobre per firmare tre giorni dopo coi Giants.
In quattro stagioni ai Titans ha all’attivo 72 gare, 27 da starter, cui se ne vanno ad aggiungere le 2 della passata stagione. Il suo obbiettivo sarà quello di lottare e guadagnare spazio nei confronti di Senquez Golson, seconda scelta 2015 fermo ai boxe per infortuni che non gli hanno mai permesso di vedere il campo, e William Gay. Dando per salde le posizioni di Ross Cockrell e del primo giro 2016 Artie Burns.
Davies invece è stato tradato da Kansas City con Green Bay ad ottobre, il tempo di due partite ed è stato tagliato per ritrovare squadra con la firma per i Jets, giusto quattro giorni e ritagliato ha rifirmato pe i Chiefs. In carriera il runningback prodotto di Arkansas ha 805 yards con 3,2 di media a portata.