mercoledì 22 novembre 2017

Conferenza pre Packers

Ecco il consueto riassunto della conferenza settimanale di coach Mike Tomlin.

LA SOSPENSIONE DI GILBERT
Tutto da programma su quello che è stato un non commento alla vicenda che ha visto squlificato l’uomo di linea per uso di sostanze proibite. Tomlin ha riproposto la filosofia del “next man up”. «Non ho nessuna reazione ci sarà solo un aggiustamento. Delle volte ti trovi ad affrontare delle avversità, il modo in cui reagisci definisce quello che sei».

FIDUCIA IN HUBBARD
E quindi ancora una volta spazio a Chris Hubbard. «Fortunatamente per noi non è una novità avere Hubbard in campo. Ha già giocato molto quest’anno, ed ha fatto un ottimo lavoro tenendo alto lo standard. E da questo punto di vista sono entusiasta per lui e per il modo in cui soddisferà i nostri standard».
Il passaggio a starter di Hubbard toglie la possibilità di vederlo come bloccatore extra quando schierato da finto tight end. Tomlin però non si dice preoccupato e nel caso lo sostituirà con B.J. Finney.

CAMERON SUTTON
Ieri è stato il giorno dell’attivazione del rookie cb scelto al terzo giro dello scorso draft. «Sono indeciso se giocherà o meno in questo frangente- ha spiegato sul fatto che Sutton possa essere utilizzato nello special team- abbiamo alcune opzioni in termini di persone che possiamo utilizzare. Vedremo. Penso che il lavoro che svolgeremo in preparazione fornirà la chiarezza di cui abbiamo bisogno».
Sutton infatti per avere possibilità di vedere il campo contro Green Bay dovrà scalzare Brian Allen, un giocatore che, quando reso disponibile, ha avuto spazio nello special team di Pittsburgh.
Sutton è stato utilizzato in training camp dia da inside che da outside linebacker. Nulla però è dato sapere sulle convinzioni di Tomlin che ieri ha ricordato come «allenarsi è un conto. Giocare un altro, e lui non ha ancora giocato». Il giocatore ha disputato due gare di preseason prima di dover saltare la prima parte di stagione a causa dell’aggravarsi d’uno stiramento rimediato in training camp.

BOLLETTINO MEDICO
L’head coach di Pittsburgh non da nessuna data sul possibile rientro di Joe Haden. La safety Mike Mitchell ed il tight end Vance McDonald, entrambi alle prese con un infortunio alla caviglia, verranno valutati in allenamento. Entrambi hanno dato forfait contro i Titans.

Piccolo allarme anche per il rookie  JuJu Smith-Schuster che soffre di un leggero stiramento. «È un giovane ed ha bisogno di ripetute in settimana per giocare a livello accettabile» ha detto ieri a riguardo il suo allenatore.  

martedì 21 novembre 2017

Gilbert sospeso per quattro gare

Ed anche quest’anno arriva una squalifica per utilizzo di sostanze proibite in quel di Pittsburgh. Il colpevole questa volta è Marcus Gilbert che salterà le prossime quattro gare. Potrà tornare a far parte del roster attivi, e partecipare alle attività di squadra, il 18 dicembre, tre giorno dopo l’attesissima sfida con i Patriots. Gilbert succede a Martavis Bryant (squalificato per tutto il 2016) e Le’Veon Bell (cinque gare tra 2015 e 2016).
Kevin Colbert s’è detto ovviamente deluso dalla violazione del suo giocatore e ha chiarito che quest’ultimo non chiederà nessun appello alla lega.
Visto il salario base di 4 milioni di $, le quattro settimane senza paga costeranno all’offensive lineman un milione. Gilbert, 29 anni, è titolare nello spot di right tackle dal suo anno da rookie, quest’anno però aveva dovuto limitarsi a sole cinque gare fin qui a causa d’uno stiramento. Chris Hubbard quindi tornerà a sostituirlo come già fatto in stagione.

venerdì 17 novembre 2017

Finalmente l'attacco dei nostri sogni. Titans annientati 40-17

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E pensare che qualcuno lo aveva messo in discussione dopo l’orribile performance nella sconfitta casalinga coi Jaguars, tanto da fargli dire che forse non aveva più nulla da dare. Roethlisberger torna in una versione vintage che mancava, e ci mancava, da molto. 4 td, un secondo tempo sontuoso, e altre due statistiche da tramandare ai posteri. Big Ben infatti è diventato il nono giocatore nella storia con quattromila passaggi all’attivo e l’ottavo per yards lanciate in Nfl.
Il risultato di questa notte è così netto, Titans piegati 40-17, che ci permette finalmente di parlare dell’attacco che volevamo vedere da inizio stagione. Quello in grado di mettere 30 punti a tabellone. «Sperando sia solo l’inizio» si augura il nostro qb negli spogliatoi, e noi con lui. Intanto ci godiamo la miglior partenza dell’era Mike Tomlin e la seconda dell’era Roethlisberger, anche se inarrivabile è il suo 15-1 da rookie. Tutto passerebbe in secondo piano se non ci fosse lui, Antonio Brown. In grado di rubare la scena anche quando Big Ben torna a tramutare sack subiti in passaggi completati, lo fa con 3 touchdown, uno dei quali con una “helmet catch” che sposta ulteriormente in là il livello di pallone irricevibile per lui.
E se nell’attacco e nel suo macinare convinto, con un running game quasi tralasciato, finiscono i progressi di Martavis Bryant, il td di Jesse James e un’altra prova convincente di Juju Schuster Smith, a fine partita guardando alla prova difensiva ci si accorge che, per la prima volta dal 1984, Pittsburgh chiude con almeno 4 intercetti e 5 sacks. Il tutto con una secondaria priva di Joe Haden e Mike Mitchell. Rimangono evidenti errori da limare, vedasi ennesimo td da oltre 60 yards concesso in avvio di secondo tempo, ma come in attacco Tomlin è stato esaudito e sono fioccate l “splash plays” anche il reparto di Keith Butler continua a forzare turnover.
Pittsburgh ora viaggia saldamente verso il titolo divisionale e pare delinearsi un testa a testa con i Patrios per il trono della Afc.  

  


martedì 14 novembre 2017

Conferenza pre Titans

Dato l'impegno nel Thursday Night casalingo contro i Titans la conferenza di coach Mike Tomlin è stata anticipata d'un giorno. Eccone un breve riassunto.

JOE HADEN
Dopo la vittoria di Indianapolis il risultato è passato in secondo piano rispetto alla frattura del perone registrata da Haden. «Stiamo ancora valutando. Lo stop potrà essere meno o più di quello atteso. La verità è che non giocherà questa settimana. Lo terremo a disposizione nel breve, prima di avere maggiori informazioni a riguardo. Ovviamente se ci sarà una possibilità di riaverlo in campo con noi lasceremo quella flebile possibilità aperta. Ma sinceramente noi sappiamo solo che non ci sarà questa settimana e su questo restiamo».
Nessuna indicazione sulla possibile promozione nel roster dei 53 di Cameron Sutton.
Gli altri infortunati segnalati sono Mike Mitchell e Vance McDonald. «Valuteremo- ha dichiarato sulla safety- ma ovviamente abbiamo pochi allenamenti per valutare le sue possibilità».

DICK LEBEAU
Lo storico defensive coordinator tornerà a Pittsburgh ma sulla sponda degli avversari. «Ragazzi, sfideremo Dick LeBeau. Sarà fantastico vederlo di persona ma non sarà bello vederlo con le cuffie sulla sideline avversaria. Nelle loro ultime quattro partite la mano di Dick è essenziale. Stanno recuperando molti palloni e togliendo il gioco di corsa, stanno facendo le splash plays che caratterizzano il loro gioco. È il grande motivo per cui sono 6-3 e leader della divisione».

IL CHALLANGE CONTRO I COLTS
Un aspetto della gara di domenica analizzato grazie alle domande dei cronisti è la red flag lanciata dopo il mancato fumble. Gli arbitri infatti avevano giudicato terminato l’avanzamento di Frank Gore e per questo avevano fermato il gioco rendendo inutile l’ovale recuperato da Vince Williams. L’avanzamento d’un giocatore però non è uno dei fattori su cui si può chiamare la review arbitrale «Lo sapevo, volevo solo parlare con gli arbitri- ha raccontato sorridendo Tomlin- è frustrante. Alcuni fischi non possono essere valutati. Lo capisco ma alcune volte rende l’arbitraggio confuso. Volevo capire per quale motivo fosse stato giudicato terminato l’avanzamento. Questo era il fischio ma se la palla fosse uscita prima del fischio come poteva essere valutato? C’è audio nelle immagini mostrate agli arbitri? Era un tema importante e pensavo avesse senso farlo. Ero arrabbiato perché pensavo avessimo recuperato il pallone. Ma sono consapevole che alcune giocate possono essere riviste ed altre no».


lunedì 13 novembre 2017

Rimonta di carattere ad Indianapolis. Colts battuti 20-17

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«Esaltato dalla squadra che ha risposto a molte sfide, ci sono state delle circostanze che avete visto ma hanno reagito. Non abbiamo giocato bene e credo sia una ragione delle circostanze precedenti, va anche dato credito ai nostri avversari. Non abbiamo giocato bene in attacco, dobbiamo migliorare sui terzi down. In difesa dobbiamo migliorare quando andiamo a placcare, abbiamo concesso un paio di big plays che possono farti perdere la gara. Siamo stati fortunati a vincere la gara concedendo quei due td. Dobbiamo tornare a casa e riprendere a lavorare, ovviamente c’è stato anche l’extra point bloccato, insomma abbiamo avuto molti problemi ma stiamo parlando dei problemi dopo una vittoria, questa è la parte che preferisco. Una bella lezione imparate ed i ragazzi hanno risposto quando ce n’era bisogno». In queste parole pronunciate da coach Mike Tomlin nella conferenza post gara c’è il miglior riassunto di quanto visto all’Oil Stadium.
Gli Steelers infatti sotto 17-3 nel terzo quarto hanno avuto la forza di reagire e imporsi 20-17 con il field goal di Chris Boswell all’ultimo secondo. Vittoria che li proietta sul 7-2, miglior record degli ultimi dieci anni.
La razione più evidente è stata quella di Ben Roethlisberger, una gara partita con un 3/9 per 25 yards, l’ha visto giocare un secondo tempo da 12/16 e due td, compreso il drive vincente partito dalle proprie 15 yards con 3:10 sul cronometro. In quest’ultimo arriva anche l’unica ricezione della ripresa di Antonio Brown, una catch and run che porta 32 vitali yards.
In settimana poi Tomlin aveva chiesto alla sua difesa di essere più decisiva sui turnover, ieri ha risposto all’appello il solito Ryan Shazier. È grazie ad il suo intercetto, il terzo in stagione, che Pittsburgh ha potuto trovare il td del pareggio da posizione di campo favorevole. La successiva realizzazione da due ha cancellato l’extra point bloccato a Boswell in precedenza.
Ma in generale la prestazione dopo la pausa ha lavato via l’orrenda prestazione del primo tempo. Chiuso sotto 10-3 causa td da 60 yards di Donte Moncrief che brucia Artie Burns. Disastro ripetuto ad inizio ripresa con Brisset che trova Chester Rogers e completa un td da 61 yards grazie alla copertura disastrosa attribuibile Mike Mitchell e Mike Hilton.
Nella ripresa però il qb ospite lancia solo 91 yards, cui vanno aggiunte 27 yards corse.
La gara è stata chiusa con due titolari della difesa in sideline, Joe Haden infatti ha rimediato una frattura al perone e Mike Mitchell ha lasciato il campo a causa d’un infortunio alla caviglia che non pare però precludergli la possibilità di giocare giovedì contro i Titans.


giovedì 9 novembre 2017

Le’Veon Bell pronto per la seconda parte di stagione

Le’Veon Bell durante la bye week s’è tenuto lontano dai contatti, non dal football. È infatti tornato alla sua alma mater, Michigan State per vedere la sua ex squadra battere da sfavorita Penn State. «Ho guardato football per tutto il week end- ha dichiarato ieri il runningback- ora sono pronto per giocare».
E per tornare a prendere colpi. Bell in questa prima metà di stagione è colui che ha toccato più palloni in attacco nell’intera lega con 229 possessi, una media che se confermata lo porterebbe ad essere il secondo nella storia. Record attualmente detenuto da James Wilder coi Bucs nella stagione 1984, 492 possessi senza peraltro il vantaggio della bye week. Supererebbe i 458 di Larry Johnson della stagione 2006.  
Pausa arrivata al punto giusto secondo Bell. «Ho potuto riposarmi, prendermi cura del mio corpo. Mi sento bene e sono pronto».
Tornando a parlare di numeri la tendenza negli ultimi anni è quella di preservare i propri runningback, dal 2010 solo uno di loro ha superato i 400 possessi, si tratta di DeMarco Murray nel 2014 a Dallas. Bell però si dice pronto a sostenere questo ritmo, ed a diventare il recordman di franchigia attualmente detenuto da Barry Foster con i 426 fatti registrare nel1992.
«Non soffro di nessun infortunio e non ne trascino nessuno. Sto bene e non ho nulla d cui lamentarmi. Continuando a fare quanto fatto fin qui ai playoff sarò in forma». Innegabile che rimanga il rimpianto d’averlo perso, per un infortunio all’inguine, nel corso del secondo quarto della sconfitta coi Patriots che lo scorso anno chiuse la stagione di Pittsburgh.
Bell la passata stagione chiuse con una media di 28 possessi ad incontro, ora viaggia a 28,6, ma a quanto racconta conviveva con un guaio all’inguine dalla sconfitta di Miami ad ottobre. Bell però non si tirò minimamente indietro risultando decisivo nella striscia di sette vittorie di fil che chiuse la stagione regolare e chiudendo con 63 possessi le due vittorie di post season con Miami e Kansas City.
«Ho molti dottori e terapisti che mi seguono, la passata stagione non mi sono reso conto d’essere infortunato fino a quando non era troppo tardi, ora sto attento alla mia condizione per assicurarmi che sia tutto ok».
Dall’infortunio al ginocchio che gli costò la chiusura anticipata della stagione 2015 il runningback di Pittsburgh ha lavorato molto per limitare i colpi degli avversari. «È cresciuto come giocatore- spiega coach James Saxon- è nella lega da abbastanza tempo per aver capito quando è duro questo business. Ha capito come proteggersi ed è uno dei migliori ora».

Attualmente l’unica stagione completa da 16 gare Bell l’ha portata a termine nel 2014, quando però salto i play off, ed ebbe una media di 23,3 possessi e chiuse con 1361 yards corse. Attualmente è in lizza per il premio di primo runningback della lega, dista solo 40 yards dal leader Hunt. «Se arriverà, arriverà. Ma non è qualcosa di cui mi preoccupo. Voglio fare quello che serve per vincere, le statistiche arriveranno di conseguenza» chiosa Bell. 

mercoledì 8 novembre 2017

Conferenza pre Colts

Dopo la settimana di bye si torna in campo domenica ad Indianapolis e così è tornata anche la conferenza di Mike Tomlin. Eccone un riassunto.

GLI ASPETTI DA MIGLIORARE
Due sono le aree in cui coach Tomlin vuole dei progressi. Il margine dei turnover e più “splash plays”.
«Siamo a meno uno- ha spiegato Tomlin sulla differenza palle perse/recuperate- cosa non usuale per una squadra a 6-2, so che una gara sposta molto avendo perso più di un pallano con Jacksonville. Ciò nonostante essere a meno uno a questo punto significa che è un aspetto da migliorare. Dobbiamo avere cura dei nostri possessi e dobbiamo averne di più, così è un aspetto su cui siamo focalizzati. Solitamente le squadre in crescita nella seconda parte della stagione hanno cura del pallone e migliorano l’aspetto dei turnover forzati. È quello che dobbiamo fare».
L’altro punto su cui l’allenatore degli Steelers intende vedere migliorare i suoi sono le azioni che spaccano la gara. «Portare a termine le splash plays, abbiamo avuto delle occasioni in questa prima metà di stagione ma non le abbiamo sfruttate, queste avrebbero reso più semplice il nostro percorso. Ne abbiamo mancate anche in difesa, nell’ultima gara abbiamo fatto un intercetto che avrebbe permesso al nostro attacco di non dover chiudere un down per terminare l’incontro se gestito meglio».
Il riferimento è al pallone che Ryan Shazier non ha riportato a dovere secondo il suo allenatore.

LE DIFFICOLTA' NELLE GARE SEMPLICI
Pittsburgh s’appresta ad incontrare i Colts con i favori del pronostico, cosa che quest’anno è però successa anche nelle uniche due sconfitte, con Chicago e Jaguars, Tomlin però rifiuta il pensiero che vede lui o la sua squadra prendere sottogamba questo tipo d’incontri. «Non sono mai stato uno che non porta rispetto a chi ci troviamo ad affrontare in Nfl. So quali record incontriamo, ma non lo faccio. Ho rispetto per tutti quelli che incontriamo. Ogni volta che entriamo allo stadio so che gli avversari possono batterci. È così che va. Penso che qualche stagione fa abbiamo incontrato Kansas City che era qualcosa come 1-5. Hanno vinto dieci o undici gare di fila da lì in poi. In sintesi non era una cattiva squadra lo sembrava soltanto. Penso che in passato ci fosse dato più credito di quello che meritavamo, forse non eravamo forti come si pensava. Meglio prepararsi ed aspettarsi il meglio da coloro che affrontiamo».

I PROGRESSI DEI ROOKIE

La settimana di bye per l’head coach di Pittsburgh ha aiutato molto due giocatori al primo anno come Joshua Dobbs, e Cameron Sutton. «Ci ha permesso di farli crescere. Specialmente gente come Dobbs, per il terzo qb non c’è molto lavoro una volta cominciata la stagione. Penso abbia fatto un paio di giorni di buon lavoro. Uno come Sutton, un giovane che si sta costruendo, in uscita da un infortunio ha l’opportunità di fare qualche snap dal vivo. Penso sia stata importante per tanti giovani, loro sono solo quelli che menziono».