giovedì 27 luglio 2017

Arriva il rinnovo di Alejandro Villanueva

Nessun hold out per Alejandro Villanueva, il left tackle ha infatti firmato un quadriennale con gli Steelers.
Non sono ancora note le cifre ma è certamente una buona notizia per Pittsburgh che può avere il loro di linea, starter degli ultimi due dopo essere stato inizialmente firmato dagli Eagles come undrafted free agents, fin dal training camp.

Villanueva, che compirà 28 anni a fine settembre, sarà quindi un punto saldo della offensive line degli steelers fino al 2020. Nella foto l’immagine postata dal giocatore dopo aver siglato il rinnovo.

mercoledì 26 luglio 2017

Stop per Sammie Coates, il suo training camp parte in ritardo

Il 2017 di Sammie Coates si apre come s’era chiusa la passata stagione, da infortunato. Un infortunio al ginocchio occorso nell’off season lo ha costretto settimana scorsa a sottoporsi alla pulizia di quest’ultimo, e conseguentemente a saltare l’avvio di training camp.

Il giocatore dovrebbe venir inserirlo in Physically Unable to Perform list per poi tornare a disposizione a metà agosto. Non certo l’avvio di stagione che il ricevitore sperava visto che ha una stagione da riscattare alle spalle e una discreta concorrenza per trovare spazio nel roster dei 53.

mercoledì 19 luglio 2017

Bell e Villanueva saltano il training camp?

Passato il termine per il rinnovo, mancato, di Le’Veon Bell la data importante per gli Steelers è quella del 27 luglio. Quel giorno infatti sapremo se il runningback si presenterà al training camp di Saint Vincent.
Nulla di catastrofico ed anzi una scelta che pare la più ovvia per un giocatore che intende trovare a fine anno un accordo che gli porti una cifra superiore ai 20 milioni garantiti.
Nulla che a Pittsburgh non si sia mai visto, Hines Ward nel 2005 portò avanti un holdout che terminò a preseason inoltrata grazie alle parole di Jerome Bettis. E la storia ci dice che il rinnovo del ricevitore avvenne e che al termine della stagione arrivò il trionfale Super Bowl XL contro Seattle.
Certo le due situazioni non sono comparabili, a differenza di Ward Bell non potrà rinnovare il contratto fino al termine della stagione, ma il football è business. I giocatori lo sanno, i coaches non ne sono all'oscuro quindi sanno che ragionevolmente il runningback titolare degli Steelers salterà il training camp.
Situazione meno sotto l’attenzione dei cronisti è invece quella di Alejandro Villanueva. Anche lui come Bell deve ancora firmare il tender proposto dalla franchigia e anche lui potrebbe preferire evitare di presentarsi a Saint Vincent.
Il fatto che abbia partecipato agli Ota's di squadra lo scorso giugno pare faccia intendere il contrario ma il giocatore ha dichiarato che seguirà i consigli del suo agente, Jason Bernstein. «Dopo aver preso ordini per tutta la mia vita- ha dichiarato l’ex militare- ora ho un buon agente. E seguirò quanto mi indicherà».
Nulla di certo ma Villanueva sa che gli Steelers possono controllare i prossimi due anni della sua carriera. Pittsburgh potrebbe infatti trattenere il giocatore con un restricted tender da 3,5 milioni la prossima stagione. Il left tackle potrebbe entrare nel mercato dei free agents solo nel 2018, da trentenne. Una situazione che sconsiglierebbe a molte franchigie dal proporre un contratto da massimo salariale.

Attualmente sono 15 i left tackles nella lega a ricevere almeno 10 milioni l’anno, Pittsburgh potrebbe proporre un contratto meno remunerativo ma immediato al giocatore. La soluzione potrebbe essere un quadriennale da 28 milioni, un contratto migliore rispetto all'altro titolare Marcus Gilbert.

Fumata nera, salta il rinnovo di Bell

La deadline per mettere sotto contratto i giocatori che hanno ricevuto il tender è passata senza che Le’Veon Bell e gli Steelers trovassero un accordo.
Il runningback giocherà quest’anno “sotto” il franchise, quando lo firmerà, da oltre dodici milioni nel suo caso.
«Sfortunatamente non siam stati in grado di trovare i termini per il rinnovo di Bell prima della scadenza- ha commentato Kevin Colbert- Bell giocherà sotto l’Exclusive Franchise Tag nella prossima stagione. Riprenderemo i nostri sforzi per prolungare il contratto al termine della prossima stagione».
Non si hanno commenti da parte del giocatore e della sua agente, Adisa Bakari. Lo scenario è però abbastanza comprensibile, il runningback è convinto di ottenere un accordo da almeno 26 milioni garantiti qualora provasse di poter terminare una stagione senza guai fisici.
Il valore non si discute la scommessa è nel garantire il suo apporto, Bell non ha infatti portato a termine nemmeno una delle ultime tre annate con Pittsburgh. L’ultima l’ha abbandonata al culmine, il championship di Boston per un guaio all’inguine che l’ha costretto all’intervento chirurgico.
Pittsburgh invece non può che attendere la firma sul tender del giocatore, quest’ultimo potrebbe perfino saltare il training camp e presentarsi la settimana prima della regular season, firmare, e rendersi disponibile da week 1.
Per Bell infatti è vitale preservare il suo fisico da ogni colpo, l’unico modo di non ricevere i 12 milioni del tender sarebbe un infortunio nei suoi allenamenti individuali.

Al termine della prossima stagione Pittsburgh potrà intavolare nuove trattative col runningback o riproporre un tender che salirebbe però a 14 milioni. L’incertezza degli eventi potrebbe incidere anche sui casi del defensive Stephon Tuitt e del left tackle Alejandro Villanueva. Non è infatti dato sapere se e quanto peserà il contratto di Bell e conseguentemente quanto spazio salariale rimarrà alla franchigia della Pennsylvania.

venerdì 23 giugno 2017

La stagione persa di Jerald Hawkins è stata un bene

Jerald Hawkins non smette mai di sorridere. Nemmeno dopo un allenamento al minicamp in cui ha dovuto lottare con la prima scelta del draft di quest’anno. Il sorriso non sparisce nemmeno quando discute sulle difficoltà che potrebbe incontrare per rientrare nel roster dei 53.
Non ha neppure problemi a ricordare d’aver passato la sua prima stagione nella lega in lista infortunati, la sua espressione non cambia. «Ho sempre un sorriso sul volto- dichiara infatti- preferisco essere sempre sorridente». Questo rende affabile l’offensive takle, anzi l’unico momento in cui non pare un grosso orsacchiotto è sul campo quando ingaggia un match con T.J. Watt al termine d’un allenamento undici contro undici.
«Basta qualche spinta di troppo ma è un momento- commenta Hawkins- qualche volta nel football capita. Ma sappiamo d’essere compagni quindi ci stringiamo la mano e c’abbracciamo» e sul suo volto torna il sorriso.
Il prodotto di Lsu aveva molti motivi per sorridere dopo le prime due settimane del training camp a St.Vincent dello scorso anno. Era stato scelto da Pittsburgh al quarto giro, arrivava da tre anni da titolare, i primi responsi della sua nuova squadra erano positivi. Poi però è arrivato l’infortunio alla spalla nella prima gara di preseason e la sua stagione è finita.
Hawkins così ha passato una sostanziale stagione da redshirt, non ha visto il campo ma non è stato lanciato nella mischia prima del dovuto. «Credo sia stato un vantaggio- sentenzia- inizialmente mi sentivo inutile. Poi però ho capito che potevo imparare diversi aspetti del gioco, dalla difesa agli schemi. Soprattutto con i ragazzi più vecchi della linea offensiva. Potevo imparare e immagazzinare i loro consigli».
Il giocatore ha passato la sua estate sotto il controllo di sue ex uomini di linea, anche loro prodotti di Lsu, Kevin Mawae e Todd McClure. Ha anche modellato il fisico, si presenta infatti leggermente più leggero e più definito dello scorso anno. «Mi sento più snello e più in condizione».
Pittsburgh ha attualmente due starters inamovibili come Marcus Gilbert ed Alejandro Villanueva. Il taglio del veterano Ryan Harris apre però gli scenari per i possibili backup.
Il più quotato è Chris Hubbard, ufficialmente riportato come centro/guardia. Matt Feiler è  Pittsburgh da quasi due ma è stato nel roster dei 53 solo dieci giorni, senza per altro vedere il campo. Brian Mihalik ha invece fatto parte dei 53 gli ultimi tre mesi della scorsa stagione, anche lui però da spettatore.

Hawkins ha così la possibilità di scalare in fretta la graduatoria del coaching staff e, se il rinnovo di contratto di Villanueva saltasse, potrebbe avere chissà una chance nel 2018.

mercoledì 21 giugno 2017

Ben Roethlisberger convinto del rientro di Martavis Bryant

Domenica l’annuale football camp di Ben Roethlisberger è stata anche un’occasione per avere qualche news dal qb di Pittsburgh dopo la conclusione degli OTAs.
Si parla ovviamente del rientro di Martavis Bryant, un’arma che potrebbe fare molto comodo all’attacco degli Steelers. «Bene- ha dichiarato Ben- ha imparato un paio di cose che abbiamo aggiunto lo scorso anno e che non sapeva, ha recuperato qualche cosa di vecchio che avevamo già fatto. Sembrava uno studente, come sempre, così siamo entusiasti d’averlo in campo quest’anno a darci una mano».
Roethlisberger condivide la fiducia che la franchigia ha riposto nel ricevitore. «Penso abbia provato che potrà essere con noi tutto l’anno. Noi abbiamo bisogno di lui tutto l’anno, penso sia importante per noi».
Al rientro di Bryant va anche aggiunto l’arrivo via draft di JuJu Smith-Schuster. E dopo il primo mese di lavoro con il rookie il suo nuovo qb ha dichiarato «ovviamente eravamo in t-shirts e casco quindi è un po’ presto ma quello che ho visto era buono. Mi piace il suo potenziale. Ha un gran gruppo di ragazzi da cui imparare. Qaundo hai Antonio Brown in spogliatoio ed in campo impari certe cose, e io sono entusiasta di quello che potenzialmente potrà darci».
È il miglior gruppo di ricevitori che Roethlisberger ha mai avuto? Risponde il diretto interessato. «Abbiamo tante armi. So che avere Antonio Brown è avere uno dei migliori con cui giocherai quindi qualsiasi cosa ci aggiungi è positivo».
Basterà per prendere il posto di New England? «senza offesa per i campioni ma io penso a Cleveland, è quella la nostra prima gara. Non puoi pensare alla passata stagione, non puoi pensare a week 12,13,14,15,16 e playoff. Devi pensare a week 1 e week 1 è Cleveland. Una gara tra rivali divisionali. E prima di tutto questo dobbiamo pensare a noi stessi, al training camp e a farci trovare pronti. Dobbiamo essere il meglio che possiamo questo si tramuterà in belle cose in campo».

domenica 11 giugno 2017

Mihalik il nuovo Villanueva?

Chi è il giocatore di oltre due metri per più di 136 kg, entrato in Nfl come defensive lineman per gli Eagles e diventato uomo di linea d’attacco a Pittaburgh? No, non c’è solo Alejandro Villanueva, lo stesso percorso lo sta facendo Brian Mihalik (nella foto proprio con Villanueva).
La sua storia non è paragonabile ma non è molto distante. La scorsa primavera al rookie minicamp s’è trovato a fare le prime ripetute in vita sua nel nuovo ruolo. Nonostante il taglio al termine del camp è però arrivata la firma a metà stagione per il roster dei 53 dopo che l’inserimento di Ryan Harris in injured reserve. Già una discreta impresa per un giocatore senza esperienza per il ruolo, lui che aveva giocato tight end solo in high school ma niente a che vedere con la tecnica richiesta in offensive line.
Mihalik ha dichiarato che poter stare vicino a Villanueva la passata stagione è stato qualcosa di impagabile. «Mi ha veramente aiutato- racconta- mi ha spiegato cos'ha imparato a livello tecnico, già solo a livello di posizionamento visto che la nostra altezza che fa giocare in maniera leggermente diversa. Come anche il posizionamento delle mani che cambia molto da defensive line a linea d’attacco. Lui ha dovuto fare le stesse cose. È paio d’anni di esperienza in più, ed è un bene. Mi può raccontare tutti i trucchi che ha imparato nel tempo».
Mihalik è cresciuto a Cleveland, nonostante la stazza non è stato reclutato da Ohio State, gioca così in linea di difesa per Boston College. Nonostante gli fosse già stata paventata la possibilità di trovare spazio in un ruolo nella offense i suoi coach non esplorarono mai questa opzione nei suoi quattro anni collegiali.
Si trova così ora a doverlo fare da professionista.
«Una volta entrato nella difesa di Boston College non è mai sembrato il caso di provare un cambiamento così drastico. Puoi sempre guardarti indietro ma sono contento di avere oggi quest’opportunità».
Di certo Pittsburgh crede nel giocatore, nessuno sarebbe a roster nella seconda parte della stagione se non ci fosse fiducia da parte dello staff. Nonostante non abbia mai visto il campo è stato un momento importante per la crescita del giocatore. «È stato importante viaggiare con la squadra, essere ai meeting e guardare la preparazione pre partita. Era come essere un passo dopo la practice squad. Non ho mai giocato ma se mi hanno richiamato significa che hanno fiducia in quello che avrei potuto dare in campo».
Non sarà facile per Mihalik entrare nei 53, davanti a lui infatti ci sono i titolari Villanueva e Marcus Gilbert, con poi il rientrante Jerald Hawkins, la scorsa stagione in injured reserve, e Chris Hubbard. Tutti davanti a lui in depth chart.
Rimane aperta la possibilità della practice squad, Villanueva ci passò tutta la stagione 2014 prima di entrare a roster l’anno seguente. Poi l’infortunio in week 7 di Kelvin Beachum gli consentì di diventare titolare.

«Penso che la sua storia mi dia più fiducia- conclude il giocatore- so che non è qualcosa di impossibile. Sapere che qualcuno l’ha già fatto, ti aiuta un po’.