mercoledì 25 ottobre 2017

Conferenza pre Lions

Ennesima conferenza stagionale in cui coach Tomlin deve alternare aspetti di football giocato ad aspetti extra campo.

MARTAVIS BRYANT
Bryant infatti era assente anche ieri a causa malattia.
«Abbiamo investito molto su di lui- ha dichiarato chiudendo l’argomento- abbiamo fatto molto ma molto c’è ancora da fare perché la nostra conversazione non riguarderà il football».
Per quanto riguarda il campo da gioco l’head coach di Pittsburgh ha detto che il ricevitore s’è allenato molto bene la settimana scorsa e manca poco che faccia vedere il proprio valore anche in partita.
Nessun dubbio sul fatto che lo sfogo del giocatore non sia stato accolto nel migliore dei modi «è irrilevante il fatto che sia legittimo o meno. È sbagliato il modo che ha scelto d’utilizzare, perché crea situazioni come queste, dove sto perdendo tempo affrontando domande da voi giornalisti».

SUI PROBLEMI DELL’ATTACCO
Non poteva non venir chiesto d’una offense incapace di convertire più di 32 dei 89 terzi down affrontati. «Dobbiamo lavorare per mettere nelle condizioni migliori- ha commentato a riguardo Tomlin- loro devono lavorare per fare le giuste giocate. Abbiamo già affrontato sette gare e non ci sarà nulla di nuovo, dobbiamo analizzare quanto fatto e capire come farlo meglio. Avevamo già fatto questo discorso ma non avevo abbastanza dati, non ci si può basare su una singola gara e delle volte non ne bastano nemmeno quattro, ora però abbiamo abbastanza dati».

REDZONE DEFENSE
I problemi della difesa riguardano invece un’area specifica e vitale, le ultime 20 yards. «Siamo una delle peggiori difese della lega in redzone. Come in attacco, dove una pezza la mette Boswell, in difesa ci troviamo così poco in quel lato del campo che la percentuale concessa non impatta nelle gare. Sicuramente dobbiamo fare un miglior lavoro in entrambi i lati del gioco».
Una bella prova quella che dovranno affrontare a Detroit visto che si troveranno di fronte una squadra che concede il 33% in redzone con la difesa e ha un 66% di successo nella stessa situazione in attacco.

SU ROOSVELT NIX

Il fullback reduce dal season high dato dai 22 snaps giocati contro i Bengals è stato definito «elite ed importante per noi, un componente importante. Sono felice del suo contributo è un bene che sia in squadra».

martedì 24 ottobre 2017

Martavis Bryant pronto a lasciate la squadra

Ormai i martedì di Mike Tomlin hanno una sola routine, una conferenza in cui deve gestire il caso scottante della settimana. Quest’oggi la tematica porta il nome di Martavis Bryant, il giocatore infatti non gradisce l’utilizzo che ha nell’attacco di Pittsburgh e da due settimane non ne fa mistero.
Dopo la vittoria con Cincinnati ecco che puntuale arriva un commento, puntualmente cancellato, in cui si dice superiore a JuJu Smith-Schuster ma mal utilizzato.
In un’intervista con la giornalista Espn Josina Anderson il giocatore ha dichiarato «voglio solo essere felice, che sia qui o che sia da qualche altra parte. Voglio solo contribuire e dare il mio apporto. Voglio solo essere il miglior giocatore che posso e voglio avere la possibilità d’essere cosi'. Se non é qui allora, cosi ' sia, sara ' da qualche altra parte. Ma, vorrei che fosse qui, ma se no, allora va bene. Devo solo andare avanti».
Bryant ha poi aggiunto di non dover andare da un’altra parte per esplodere «no, sono cresciuto qui due anni fa. Non sento di dover andare altrove ma per come stanno andando le cose potrei doverlo fare».
Per Bryant la ricetta per trovare il punto di svolta a Pittsburgh è «sedermi e parlare con i miei allenatori, devo veramente incontrarli e capire cosa vogliono fare».
Sul suo rapporto con l’head coach Mike Tomlin ha raccontato «io ed il coach parliamo sempre, ma non abbiamo parlato di questo perché l'ho tenuto dentro e non ho detto niente a nessuno. Me lo sono tenuto per me e ho parlato con il coach di reparto ogni tanto, ma continua a succedere. Voglio dire, sono un giocatore di squadra. Non sto cercando di essere egoista, perché non sono egoista, è solo che voglio essere un fattore e voglio essere il miglior giocatore che posso essere. Non mi piace quando tutti dicono che è come se fossi ancora una rookie, perché non sono più una recluta ora».
Bryant ne parlerà con gli allenatori mercoledì al suo rientro agli allenamenti. Se il giocatore non si sentisse maggiormente parte dell’attacco si prenderà una pausa e starà con la sua famiglia. «Se non cercheranno di includermi di più e continueranno così, allora voglio andare. Amo la mia squadra. Io amo i miei compagni. Mi piace stare qui. Amo la città, ma ho una famiglia e tutto quello che è importante ora è prendersi cura della mia famiglia».
Se non arrivasse il trattamento desiderato il giocatore s’è detto pronto a chiedere la trade ufficialmente, non fosse accontentato attenderebbe la scadenza dell’attuale contratto (al termine della prossima stagioe).
Come affronterà Mike Tomlin l’argometo? Possiamo solo attendere per scoprirlo. Di certo il primo snap offensivo di domenica ha visto chiamata una reverse per colui che ora chiede maggior spazio in quello che non sente il “suo” attacco, si troverà una soluzione?

lunedì 23 ottobre 2017

Bengals superati 29-14. La strada è quelle giusta

Vincere per confermare che la rivalità con i Bengals ha un solo padrone, farlo per allungare le mani sul titolo dell’Afc North. Missione compiuta per Ben Roethlisberger e soci che allungano a cinque la serie di vittorie consecutive contro Cincinnati e consolida il primato in division complice la sconfitta dei Ravens.
Una gara che in attacco come a Kansas City ha in Le’Veon Bell il vero fattore, una produzione da 134 yards in 35 portate cui vanno aggiunte le 58 ricevute. In generale il reparto gestito da Todd Haley ha dato segni di risveglio ma restano evidenti le difficoltà in redzone con n solo td sui 5 viaggi nelle ultime 20 yards avversarie. Ecco che la seconda punta per Pittsburgh non è nessun’altro che Chris Boswell con cinque fg e punti importanti sul tabellone. Punti che risultano vitali a non riaprire un incontro che senza i problemi in redzone e quelli nel chiudere una serie di 3&1 nella ripresa porterebbero ad un punteggio più severo per i Bengals del 29-14 finale.
L’attacco di Dalton infatti nel secondo tempo sparisce dal campo, due gli intercetti da parte di Pittsburgh. Il primo per mano di Joe Haden, il secondo porta la firma di William Gay. Costante ma superiore nella ripresa la pressione sul qb avversario, quattro sacks subiti per lui dopo la pausa, che nel secondo tempo abbandonato il gioco di corse si ritrova in balia dei nostri blitz. Dopo un primo tempo in cui le secondarie gli concedono un 11/18 per 106 yards e 2 td si deve così accontentare di 6712 per 34 misere yards nella ripresa, nessuna di queste sul nemico numero uno Aj Green.
Pittsburgh riesce dunque nell’impresa di dare continuità alla buona prestazione coi Chiefs, vitale sarà però trovare un miglior ritmo in attacco perché non sempre si trova la vittoria con un’efficienza di 175 in redzone ed uno sconfortante 2/11 nei terzi down, dato che si allarga a 6/22 considerando le ultime due gare.
Roethlisberger parte forte con sei completi sui primi sette tentativi e due di questi in td, cala però col passare del tempo e non riesce a gestire il vantaggio come avrebbe voluto. Di certo con un Bell così e senza turnover per ora può bastare, soprattutto se la linea non concede nemmeno un sack annullando un certo Geno Atkins.
Capitolo Burfict saga. Il linebacker dei Bengals prima non stringe la mano a nessuno dei capitani di Pittsburgh al lancio della monetina, poi colpisce con un calcio il casco di Roosvelt Nix a gioco fermo.


martedì 17 ottobre 2017

Conferenza pre Bengals

Altra conferenza insidiosa per Mike Tomlin che non può tornare a parlare solo di quanto visto in campo nemmeno dopo la vittoria coi Chiefs.

LA VICENDA MARTAVIS BRYANT
L’argomento caldo settimanale è la presunta richiesta dicessione di Martavis Bryant, negata dal diretto interessato. «Non ho avuto nessuna reazione- ha dichiarato a riguardo Tomlin- ho una comunicazione solida e continua con Martavis come con altri giocatori. Ha dato un gran contributo domenica ed era entusiasta come tutti».
Sulla vicenda ha anche aggiunto «non so da dove provenga questa notizia. Spesso arrivano da familiari, alcune volte da agenti. Io non giudico il nostro rapporto da cose dette da altri. Pare contento e concentrato, per noi non è un problema».
Toccato anche il fatto che JuJu Smith-Schuster stia avendo più spazio di Bryant. «Credo entrambi abbiano avuto più di quarantacinque snaps. Voi riducete la cosa ad una questione di ruoli ma pesso è qualcosa che riguarda gli schemi, qualcosa che valutiamo in base alla partita. Non c’è molto altro ad essere onesti»

SU MIKE MITCHELL
Si è discusso molto anche sul colpo portato dalla safety di Pittsburgh ad Alex Smith sanzionata prontamente dagli arbitri. «La vedo come voi, ha subito uno sgambetto da Chickillo ed è stato sfortunato, è parte del gioco. Doveva essere penalizzato perché il regolamento è rigoroso. L’indennità dei giocatori è importante am non c’è stata intenzionalità o voglia di far male. È stato sgambettato ed Alex Smith doveva avere gli occhi sulla schiena per vederlo»,

L’ETERNO JAMES HARRISON
«Sono aperto a riguardo» dichiara Tomlin a chi gli domanda se c’è da aspettarsi un maggior numero di snaps per James Harrison, definito successivamente «È un giocatore impressionante e altruista». Sulla voglia del giocatore d’avere più spazio il suo coach è stato inamovibile «James sa che metterò le esigenze di squadra davanti ai suoi desideri». 

Martavis Bryant non ha chiesto la cessione

Tolto il risultato del campo domenica l’argomento maggiore in casa Pittsburgh era la richiesta, raccontata da Ian Rapoport di NFL Network, di trade da parte di Martavis Bryants.
Il giocatore ha subito negato l’indiscrezione su twitter e lo ha fatto di persona ieri ai microfoni dei cronisti. Cinque minuti in cui ha chiarito di non aver mai chiesto la cessione e di voler superare questa vicenda. «Ho solo parlato ai coaches su come potevo migliorare ma ora penso solo alla gara con Cincinnati». Ha giocato
Per la cronaca Martavis Bryant ha giocato il 72% degli snaps offensivi degli Steelers, ricevendo 34 targets dietro solo i 74 di Antonio Brown ed i 39 di Le’Veon Bell.
Di certo c’è che Pittsburgh non è intenzionata a cedere il ricevitore e che essendo il termine per le cessioni il 31 ottobre ogni movimento è quantomeno improbabile.   

lunedì 16 ottobre 2017

A Kansas City è arrivata la vittoria della svolta?

Rialzarsi dopo una sconfitta interna inaspettata che aveva fatto dubitare sulla qualità della squadra, farlo a casa dell’unico team rimasto imbattuto in Nfl con una prova che fa dimenticare quanto visto con i Jaguars e dà morale e convinzione.
Perché per tre quarti la difesa ha cancellato l’attacco di Alex Smith e soci, saliti in cattedra solo quando con le spalle al muro hanno tentato invano la rimonta, sogni infranti da un sack dell’eterno James Harrison ormai un incubo per il tackle Eric Fischer a 58 secondi dal termine.
Una vittoria che porta la firma di Le’Veon Bell, trascinatore dell’attacco di Pittsburgh con 179 yards e un td, lui che dopo la sconfitta di settimana scorsa aveva parlato di un gioco di corsa troppo poco utilizzato. «Non so se quello che ho detto abbia inciso ma oggi abbiamo portato a casa la vittoria ed è l’unica cosa che conta. Siamo venuti qui per correre, abbiamo seguito il piano pre gara e vinto».
Ma quando i Chiefs con 6:13 sul cronometro hanno siglato l’unico td di giornata per accorciare 12-10 è stata la solita connection Roethlisberger to Brown a siglare il td che ha dato nuova serenità alla squadra, certo in maniera fortunosa visto il tocco di Phillip Gaines.
Insomma se si dovesse analizzare questa singola gara ci troveremmo di fronte alla squadra che ci attendevamo in estate. Gioco di corsa cardine dell’attacco, un qb capace di piazzare le giocate necessarie al momento giusto, una difesa che incide sul rendimento degli avversari.
Che sia quindi arrivata la prova della svolta contro i Chiefs? «lo spero- racconta Ben Roethlisberger l’uomo più atteso dopo la debacle con i Jaguars- manca ancora qualche dettaglio come è normale che sia ma di certo è un punto di svolta. Non abbiamo messo molti punti a tabellone ma siamo venuti in questo stadio, contro questa difesa e far bene». Da lui è arrivata la prova confortante e d’autorità che ci si aspettava, chiude infatti con 17/25 252 yards un td e un intercetto dovuto ad una traccia non corsa da Brown.
In difesa da notare che dopo aver concesso almeno 200 yards su corsa in due delle ultime tre gare, l’attacco di Kansas s’è dovuto accontentare di 28 yards totali nonostante schierasse il leading rusher della lega Kareem Hunt. Ottima anche la pressione costante portata ai danni di Smith, che ha subito due sacks da Vince Williams prima di quello finale di James Harrison.
Questa vittoria riporta Pittsburgh sul trono temporaneo della Afc North, domenica arrivano poi i Begnals all’Heinz Field un’occasione per ipotecare il titolo divisionale.


venerdì 13 ottobre 2017

Inizia la vera stagione di Harrison?

Dopo aver insolitamente passato le ultime due week nella lista inattivi è pronto al rientro James Harrison.
Ieri infatti il defensive coordinatori Keith Butler ha annunciato che Deebo sarà in campo a Kansas City, incrementando i miseri sette snaps finora giocati in questa regular season. Non ci sono indicazioni riguardo il ruolo e l’impiego che otterrà, presumibile che sarà in rotazione con il rookie Tj Watt sulla destra.
Harrison, 39enne, è il leader di ogni epoca in casa Steelers per sacks con 81,5.