mercoledì 26 aprile 2017

Attivata la clausola per un altro anno di Shazier a Pittsburgh

Senza troppe sorprese gli Steelers hanno scelto di utilizzare l'opzione per prolungare il contratto da rookie di Ryan Shazier a cinque anni.
Il linebacker guadagnerà 8,7 milioni di $ nel 2018 in quello che diviene così il suo ultimo anno di contratto.
Su Shazier giocatore i dubbi non si cono, le preoccupazioni sono più rivolte alle sue condizioni fisiche. Dopo aver saltato quattordici gare nelle sue prime tre stagioni è reduce dall'anno però più convincente sotto questo aspetto. L'ultimo anno è infatti sceso in campo in 13 gare di regular season. Un altro giocatore del draft 2014 che Pittsburgh cercherà di mettere sotto contratto è il defensive end Stephon Tuitt, a differenza del compagno scelto al primo giro il suo accordo non prevedeva l'opzione a favore della squadra per il quinto anno.

lunedì 24 aprile 2017

L'anno giusto per scegliere un rusher?

Dopo aver scelto quattro anni fa Jarvis Jones come erede di James Harrison gli Steelers si trovano a doverne trovare un alto al prossimo draft. Sei miseri sacks in quattro stagioni sono stati ovviamente insufficienti a convincere Pittsburgh sul proseguire il prorpio rapporto con il linebacker accasatosi ora ai Cardinals.
 Ovviamente la squadra della Pennsylvania non è l’unica ad aver visto disattese le speranze della propria prima scelta 2013, un draft che s’è rivelato particolarmente povero di talento in particolare a livello di edge rusher.
Erano stati infatti ben sei i team a scegliere un giocatore con queste caratteristiche al primo giro, l’unico ad aver ricevuto un secondo contratto dalla squadra è stato Ezekiel Ansah dei Lions.
Dion Jordan, terza assoluta, ha passato le ultime due stagioni fermo a causa di squalifiche legate all’uso di sostanze proibite. Dopo i tre sacks messi a segno nelle ventisei gare disputate con i Dolphins è ora sotto contratto con i Seahawks.
Barkevious Mingo, sesta assoluta dei Browns, dopo essere stato ceduto lo scorso anno a New England. Nemmeno Boston ha creduto in lui e così è volato ai Colts. Per lui i sacks tra i pro sono sette in sessantadue gare.
Bjoern Werner, ventiquattresima scelta, sei sacks e mezzo in tre stagioni prima di venir tagliato dai Colts. Ha annunciato il suo ritiro durante la scorsa stagione.
Datone Jones, scelto due giri dopo da Green Bay, è ora un giocatore dei Vikings dopo i nove sacks e mezzo in cinquantanove gare con i rivali divisionali.
 Il già citato Ezekiel Ansah fu' la quinta scelta assoluta di quel draft.
«È difficile con gli edge rusher- ha spiegato l’ex scout dei Ravens, ed attuale analista di Nfl Network, Daniel Jeremiah- perché non è semplice valutarli all’interno dei sistemi dei college. Un edge rushe della Pac12 si trova davanti bubble screen a destra e sinistra, non hai mai la possibilità di vederli bene. Ecco il difficile».
Capire chi può incidere contro i sistemi dei professionisti può essere difficile. Gli steelers erano convinti d’aver davanti una semplice scelta con Jarvis Jones, tanto che Mike Tomlin s’era detto sicuro dell’impatto che il giocatore avrebbe avuto sulla sua squadra.
«Era una valutazione facile- aveva detto il giorno della scelta- abbiamo guardato gli outside linebacker delle 3-4 e di solito si fa un po’ di proiezioni. Qui la proiezione è stata facile perché eccelleva in cose che gli chiederemo di fare in maniera simile».
Evidentemente la proiezione non era così semplice. Jones giocava in Sec, la miglior conference a livello di college, e giocava con Georgia, una squadra paragonabile a Pittsburgh. Non è servito a nulla anche Jones come gli altri edge rusher di quel draft ha fallito.
Un importante fase pre draft sono le combine, qui gli esperti delle squadre hanno la possibilità di analizzare i giocatori nelle loro caratteristiche fisiche per cercare di comprendere l’evoluzione che un giocatore potrebbe avere tra i professionisti. Uno dei report ancora consultabilisul sito Nfl.com pare ora profetico. Nelle debolezze riportate possiamo leggere: i dubbi sul suo gioco di braccia per evitare i blocchi, i dubbi su un fisicoche non sarebbe diventato quello necessario per il ruolo e veniva definitalontano dal livello “elite”.
La fortuna di Pittsburgh è che quest’anno il draft viene definito migliore a livello di giocatori difensivi rispetto a quello del 2013. Pittsburgh per esempio ha avuto colloqui con gli edge rusher Carl Lawson di Auburn e Charles Harris di Missouri. Lawson, pare materiale da secondo giro per via di alcuni dubbi sulla insufficiente lunghezza delle braccia.
Bucky Brooks, altro ex scout ora impegnato come analista di Nfl Network, infatti ha dichiarato come «in questo draft credo semplicemente ci sia un numero di pass rusher pienamente equipaggiati per andare in doppia cifra nei sacks al livello successivo». Pittsburgh non può che sperare che gli analisti abbiano ragione e di scegliere l’uomo giusto. Un giocatore in doppia cifra negli Steelers manca dalla coppia James Harrison- LaMarr Woodley che la raggiunsero nel 2010.

venerdì 21 aprile 2017

Svelato il calendario 2017

Ancora una volta la Nfl ha fatto la figura del Geinch nei confronti degli Steelers.
Non è bastato disputare ben tre gare nei periodi festivi nella passata stagione, la schedule appena rilasciata rivela che giocheranno ancora a Natale in quel di Houston. Cosa non gradita come dimostra un tweet diCameron Heyward.
Per altro quella natalizia sarà la trasferta più lunga per Pittsburgh.
Gurdando il resto del programma si nota come la prima metà li vedrà per lo più giocare alle nostre 19:00 per poi avere quattro prime time di fila da week 11 a week 14.
Come spesso capita l’inizio e la fine della stagione saranno sfide con i Browns, in trasferta il 10 settembre l’avvio di stagione ed in casa il 1 gennaio la conclusione.
Importantissimo in vista della lotta play off l’avvio di stagione con ben tre gare delle prime sette con rivali divisionali.
Tolta la già citata gara natalizia le uniche due gare non giocate di domenica sono il Thursday nigt casalingo con Tennessee del 16 novembre ed il Monday night a Cincinnati del 4 dicembre.


giovedì 20 aprile 2017

L'erede di Ben va scelto al primo giro?

Quando scegliere un qb ed in qualche posizione? Questa è una delle domande che più appassionano i tifosi al draft. Alcune squadre lo fanno di frequente. Altre come Pittsburgh fa molti anni senza scegliere in quella posizione una volta trovato l’uomo giusto, al secolo Ben Roethlisberger. Si arriva fino al caso limite del draft 2012 targato Redskins con due qb nelle prime tre scelte.
Ma torniamo a Pittsburgh, con Big Ben trentacinquenne che ha paventato il ritiro dopo la scorsa stagione, è giunto il momento di pensare al prossimo qb? e se si quando?
Partiamo col dire che quella di quest’anno al draft non pare una gran annata per il ruolo, in più sono molte le squadre a scegliere prima degli Steelers con quella specifica need. Un’opzione potrebbe quindi essere attendere un altro anno ed una serie di candidati più ampia e talentuosa.
A riguardo ha ipotizzato uno scenario del genere per i 49ers Gil Brandt, storico collaboratore dei Dallas Cowboys «San Francisco non si muoverà. Squadre come quella pensano ci siano potenzialmente quattro qb da prima scelta il prossimo anno. Perché muoversi quest’anno quando si può essere nella stessa posizione la prossima stagione? Perché non migliorare altri reparti ora?» ha dichiarato ai microfoni di Nfl Now.
Discorso analogo, anche se in un’altra posizione del tabellone delle scelte, potrebbe essere fatta da Pittsburgh.
Quest’anno potrebbero venire scelti al primo giro quattro qb, o nessuno di questi, e il fatto che Pittsburgh spenda una prima per un qb non ne garantisce il successo.
Negli ultimi dieci anni le squadre hanno scelto al primo giro 26 quarterback, come riporta l’analista Mike Mayock, solo pochi di questi sono diventati starters affidabili. Togliendo i giocatori scelti agli ultimi due draft, che devono magari ancora affermarsi, il dato scende a 21.
«Di questo gruppo- ha spiegato Mayock-  ci sono quattro o cinque franchise qb». I nomi? Matt Ryan, Matt Stafford, Cam Newton, Andrew Luck e Joe Flacco. Dei 21 solo 8 sono starters e 4 backups. «Ci sono quindi nove selezionati che non fanno più parte della lega- aggiunge- questo ti fa capire le possibilità di selezionare un franchise qb al primo giro». Non molte.
Ci sono giocatori che hanno avuto successo con scelte più alte. Derek Carr e Andy Dalton sono secondi giri, Russell Wilson un terzo, Kirk Cousins quarto.
I giocatori che potrebbero valere un primo giro quest’anno sono Mitch Trubisky, Deshaun Watson, DeShone Kizer e Patrick Mahomes. Quest’ultimo pare avere le attenzioni di Pittsburgh ma potrebbe arrivare la scelta in qualche giro più tardi con magari un nome tra Davis Webb, Nate Peterman e Joshua Dobbs.
Tom Donahoe, collaboratore dei draft di Pittsburgh per il periodo dal 1986 al 1999, ha visto scegliere 7 qb, compresi starters come Bubby Brister, Neil O’Donnell e Kordell Stewart. Lui è uno di coloro convinti che il qb sia una posizione che vada spesso esplorata senza badare a chi sia al momento in cabina di regia.
«Qualche volta punti su un ragazzo più avanti, senti che ha delle capacità- spiega quello che ora è un collaboratore degli Eagles- non una cattiva idea prenderne uno all’anno in qualche punto, non sai mai quale sia il livello di sviluppo. E se ti trovi con un qb extra c’è sempre aulcuno che ne ha bisogno e puoi imbastire una trade».
Pittsburgh è agli opposti di questa strategia, dal 2010 ha selezionato solo 6 qb, nessuno di questi prima di Landry Jones al quarto giro se non si considera il draft di Roethlisberger.
Mayock propone questa teoria. «Hai circa il 20% di possibilità di scegliere un qb franchigia. Consiglio di provarci, non restate mai fermi».

Gli Steelers faranno il loro passo?

martedì 18 aprile 2017

Cockrell firma il tender annuale

Ross Cockrell ha firmato ieri il suo tender annuale. Il giocatore era un restricted free agent e guadagnerà 1,70 milioni di dollari per la prossima stagione, se qualche squadra fosse interessata a lui ha tempo fino a venerdì per firmarlo.
Se il cb, titolare in sedici le gare lo scorso anno, trovasse un accordo con un altro team e Pittsburgh non pareggiasse l'offerta, quest'ultima si vedrebbe recapitata una quarta scelta del draft come compensazione.
Ross Cockrell, approdato agli Steelers dopo essere stato tagliato nell'estate 2015 dai Bills, ha chiuso l'ultima stagione come primo nella squadra a livello di passaggi difesi e sesto a livello di tackle messi a segno.
Anche senza la partenza di Cockrell Pittsburgh cercherebbe un cornerback al prossimo draft per aumentare la profondità del ruolo e innalzare il livello della posizione.

   

sabato 15 aprile 2017

Il ricordo di Dan Rooney

Giovedì all’età di 84 anni ci ha lasciati Dan Rooney, colui che con gli Steelers, subentrando al padre che li aveva fondati, è divenuto uno dei proprietari più importanti della storia della Nfl. Col suo approdo al timone sul finire degli anni ’60 Pittsburgh s’è trasformata da perdente a una dinastia in un decennio.
E’ stato anche un fattore anche nella storia del gioco, sono ben tre i commisioner che lo hanno voluto come consigliere. S’è fortemente battuto per i coach delle “minors” ed oggi ogni squadra che deve cercare un nuovo allenatore ha l’obbligo di avere un colloquio con un coach di quel tipo per una regola che porta proprio il suo cognome, l’ultimo titolo vinto è arrivato proprio grazie al quel Mike scelto grazie a questo cambiamento. Il suo spessore lo ha portato ad essere insignito del titolo di ambasciatore americano in Irlanda a due settimane dal divenire settantasettenne.
«Dan ha sempre mostrato umiltà- dirà di lui Joe Greene introducendolo nell’Hall of Fame nel 2000- quando le cose vanno come pianificato sta nelle retrovie, quando le cose non vanno è in prima fila».
Di lui invece ha dichiarato Bill Cowher «era come un padre, un amico ed un mentore. Era uno del popolo e non ha mai dimenticato da dove provenisse. Lui incarnava Pittsburgh, gran lavoratore, umile e pratico. Diceva le cose come stavano. Questo era e questa è Pittsburgh».
Il general manager della squadra Kevin Colbert ha raccontato «potevi parlarci tutto il giorno senza capire cosa avesse in mente, non solo a livello di Pittsburgh ma del gioco. Penso questo fosse perché era sempre interessato a tutti e riusciva a trattare tutti allo stesso modo. Aveva una grandissima comprensione del gioco e degli Steelers».
Ufficialmente subentrò ad Art Rooney Sr nel 1975, ma il padre gli aveva lasciato il controllo della squadra da una decade, ribaltando la storia di una franchigia che dalla nascita nel 1933 aveva avuto poche gioie.
La prima svolta arrivò con l’assunzione di Chuck Noll nel 1969 dopo il rifiuto della prima scelta Joe Paterno. Con piena fiducia nelle scelte del nuovo coach rimodellò con lui il roster portandolo ai quattro Super Bowl degli anni ’70.
Gli anni ’80 non furono difficili solo sul campo, con i play off saltati ben 6 volte, Rooney affrontò anche due scioperi dei giocatori Nfl e la concorrenza del competitor United States Football League. La squadra riemerse nei primi anni ’90 grazie ad un nuovo coach Bill Cowher, subentrato al ritirato Noll nel 1992. Soto la guida nel nuovo coach la squadra ritrovò i play off per sei stagioni consecutive raggiungendo tre finali Afc ed un Super Bowl.
Nel 1989 ci fú la serie possibilità per Rooney di divenire il commissioner, lui preferì continuare a guidare la sua franchigia. Non avrà mai la guida della lega ma costruirà rapporti saldi con chi era chiamato a farlo. Pete Rozelle prima, Paul Tagliabue poi ed indine Roger Goodell.
Inizialmente contrario al mercato dei free agents sarà dopo l’instaurazione di quest’ultimo nel 1993, ci vorrà anche una sentenza del tribunale, che tornerà con Pittsburgh sul tetto del mondo nel 2005 e 2008.
Con l’introduzione nella Hall of Fame di Dan i Rooney sono la seconda coppia padre-figlio ad essere insieme a Canton.   


giovedì 6 aprile 2017

Brown e Harrison gli esempi da seguire per Bud Dupree

In offseason il lavoro personale di ogni giocatore è importantissimo. La squadra di divide ed ognuno raggiunge una parte degli Stati Uniti, i più a rischio sono ovviamente i più giovani che devono affrontare una situazione mai vissuta.
Uno che ha vissuto questa esperienza lo scorso anno è Bud Dupree, la sua soluzione? Seguire l’esempio di Antonio Brown e James Harrison che postavano i propri allenamenti su internet.
«Ho imparato che il lavoro non finisce mai. Anche quando sei a casa devi far qualcosa, fare qualcosa è sempre positivo non bisogna mai mollare. Fare qualcosa focalizzato all’obbiettivo, Deebo si prende cura del proprio corpo tutto il tempo. Spende un sacco di soldi per essere al meglio».
Il rimando è ad un’intervista del compagno in cui il linebacker spiegava di spendere trecentocinquantamila dollari l’anno per tenersi in forma con l’aiuto di dottori e terapisti durante tutto l’anno.
«Guardare i video di Deebo ed Antonio- ha aggiunto Dupree- scoprire che ogni giorno lavoravano. Così mi sono detto se vuoi essere grande come loro devo impegnarmi ogni giorno».
È ormai risaputo che James Harrison si presenti in sala pesi ogni lunedì per primo, la sua off season la passa invece in Arizona sfidando le temperature proibitive di quello stato in estate.
Dupree si era presentato dopo la scorsa off season con nove kg in meno, non era però servito ad avere un buon inizio stagione visto che un intervento chirurgico lo aveva costretto ai box per la prima metà dell’anno.

Ora giunto al suo terzo anno l’obbiettivo è uno solo, affermarsi come primo pass rusher del roster. Continuando le prestazioni mostrate dal suo rientro nella passata stagione, con 4,5 sacks nelle ultime 4 gar di regular season. E prendersi cura del proprio corpo come fa James Harrison deve essere il primo passo.In offseason il lavoro personale di ogni giocatore è importantissimo. La squadra di divide ed ognuno raggiunge una parte degli Stati Uniti, i più a rischio sono ovviamente i più giovani che devono affrontare una situazione mai vissuta.
Uno che ha vissuto questa esperienza lo scorso anno è Bud Dupree, la sua soluzione? Seguire l’esempio di Antonio Brown e James Harrison che postavano i propri allenamenti su internet.
«Ho imparato che il lavoro non finisce mai. Anche quando sei a casa devi far qualcosa, fare qualcosa è sempre positivo non bisogna mai mollare. Fare qualcosa focalizzato all’obbiettivo, Deebo si prende cura del proprio corpo tutto il tempo. Spende un sacco di soldi per essere al meglio».
Il rimando è ad un’intervista del compagno in cui il linebacker spiegava di spendere trecentocinquantamila dollari l’anno per tenersi in forma con l’aiuto di dottori e terapisti durante tutto l’anno.
«Guardare i video di Deebo ed Antonio- ha aggiunto Dupree- scoprire che ogni giorno lavoravano. Così mi sono detto se vuoi essere grande come loro devo impegnarmi ogni giorno».
È ormai risaputo che James Harrison si presenti in sala pesi ogni lunedì per primo, la sua off season la passa invece in Arizona sfidando le temperature proibitive di quello stato in estate.
Dupree si era presentato dopo la scorsa off season con nove kg in meno, non era però servito ad avere un buon inizio stagione visto che un intervento chirurgico lo aveva costretto ai box per la prima metà dell’anno.
Ora, giunto al suo terzo anno, l’obbiettivo è uno solo: affermarsi come primo pass rusher del roster. Continuando le prestazioni mostrate dal suo rientro nella passata stagione, con 4,5 sacks nelle ultime 4 gar di regular season. E prendersi cura del proprio corpo come fa James Harrison deve essere il primo passo.