martedì 31 gennaio 2017

Conferenza di fine anno di Rooney


Come di consueto il finale di stagione prevede una conferenza da parte del presidente Art Rooney II.
Ecco un breve riassunto delle sue dichiarazioni.

IL 2017
Sulle aspettative riguardanti la prossima stagione ha detto chiaramente che uno degli aspetti da migliorare è migliorare la pressione portata ai qb avversari. Evidentemente una soluzione sarà cercata attraverso il draft.

FUTURO DI BROWN E BELL
«Penso che Bell- ha spiegato Rooney- abbia un futuro brillante senza altre sospensioni e conto di averlo con noi nelle prossime stagioni. Spero che i problemi extra campo siano solo il passato, che pensi ad essere un giocatore importante per noi.
La nostra volontà è quella di estendere il contratto con Antonio cercheremo un accordo con entrambi».

SITUAZIONE BIG BEN
Sulle parole del suo qb che negli scorsi giorni ha parlato della possibilità di non tornare nella prossima stagione il presidente di Pittsburgh ha dichiarato. «Ho parlato con Roethlisberger e mi aspetto che torni la prossima stagione, lui vuole competere per il titolo.
Credo le sue parole siano frutto della frustrazione più che dei reali problemi d’età. Di certo siamo arrivati ad un punto in cui si debba guardare anche al draft per quella posizione».

JAMES HARRISON
Anche Art Rooney interpellato a riguardo ha detto d’essere aperto al possibile ritorno del lb per un’ultima stagione.

MARTAVIS BRYANT
Meno fiducioso sul possibile reintegro del talentuoso ricevitore. «Non sappiamo se a questo punto si possa contare su di lui».

MIKE TOMLIN
Soddisfatto dell’operato del suo head coach. «Abbiamo giocato ad alto livello. Siamo arrivati a giocarci il titolo Afc, siamo vicini al passo finale».

SUI COMMENTI DI BRADSHAW

LADARIUS GREEN
Sul tight Rooney ha spiegato che il giocatore ha dellecondizioni fisiche che vanno valutate senza però al momento far speculazionisul suo futuro.

DeAngelo Williams torna per l'ultimo tentativo di raggiungere l'anello?

DeAngelo Williams non ha intenzione di ritirarsi senza un ultimo tentativo di puntellare la propria carriera con un anello.
Domenica Terrell Davis parlando all’interno del programma “NFL Total Access” a riguardo aveva detto che quanto mostrato dimostrava che il giocatore è in grado di dare un contributo.
Williams ha replicato con un tweet in cui diceva d’essere pronto a tornare per cercare di vincere il titolo.
Il runningback ha terminato la stagione con 98 portate per 343 yards e 4 td. Numeri che sono frutto per lo più delle gare in cui ha sopperito alla squalifica di tre gare di Le’Veon Bell.
Williams ha infatti poi dovuto convivere con dei problemi ad un ginocchio che lo hanno reso indisponibile fino al finire della stagione regolare.
Non resta che vedere se sarà per la terza stagione consecutiva il back up di Pittsburgh, qualora quest’ultimi fossero interessati a rifirmarlo, o preferisca giocarsi le sue chance altrove.  

venerdì 27 gennaio 2017

Rifirmati Cobi Hamilton e Roosevelt Nix

Tempo dei primi rinnovi in casa Steelers.
Il ricevitore Cobi Hamilton forte della sua stagione da 17 ricezioni, 234 yards e 2 td ha firmato un contratto annuale. Stessa durata per il nuovo accordo siglato dal fullback,e membro dello special team, Roosevelt Nix (foto).

mercoledì 25 gennaio 2017

Quale futuro per Ladarius Green?

Ladarius Green ha dichiarato lunedì che non è intenzionato a ritirarsi e non è preoccupato delle conseguenze a breve e a lungo termine che potranno avere le commozioni cerebrali fin qui subite in carriera. Aggiungendo di guardare avanti e di cercare d’arrivare pronto alla prossima stagione.
A riguardo nella sua conferenza di fine anno l’head coach di Pittsburgh Mike Tomlin ha dichiarato «non ho una valutazione di che punto abbia raggiunto. A riguardo risponderà lo staff medico che dovrà occuparsi di riconsegnarci dei giocatori in salute per la prossima annata».
Ladarius Green doveva essere un’aggiunta ad un attacco già pericolosissimo di suo, e lo è stato ma con un utilizzo limitatissimo. Il tight end è infatti sceso in campo in sole 6 gare con un totale di 140 snaps.
Ora dopo una carriera di cinque anni e diverse commozioni cerebrali gli Steelers si trovano a dover valutare il rischio di riproporre il giocatore nella prossima stagione.
Grazie al quadriennale da 20 milioni di dollari Green peserà per 5 milioni nella prossima stagione, il sesto stipendio di quelli già sotto contratto per il 2017. Pittsburgh valuterà così se tagliarlo entro il primo giugno e risparmiare metà ingaggio.

martedì 24 gennaio 2017

Conferenza di fine anno di Mike Tomlin


Ecco un riassunto della conferenza di fine stagione di Mike Tomlin

LE PAROLE SULLA SUA SQUADRA 
Dopo i ringraziamenti per lo staff e i giornalisti Tomlin ha dichiarato «noi abbiamo la stoffa di una squadra che può vincere il titolo. Non accontentarsi mai a prescindere dal risultato. Questo fa parte del processo di cercare di essere grande».

 POSSIBILE RITIRO DI ROETHLISBERGER 
Il qb di Pittsburgh ha rilasciato dichiarazioni riguardo un suo possibile stop. Il suo head coach ha replicato «lo ha dichiarato lui ed è quindi una situazione da considerare. Non è un’emergenza, questo è il football spero ovviamente che torni. Non è la prima volta che sento di un Ben Roethlisberger che potrebbe ritirarsi ma non ho parlato con lui. Ben ha solo cercato di essere sincero e dire la verità».

 L’INFORTUNIO DI BELL 
«Bell ha saltato l’allenamento di giovedì per motivi personali, nulla di riferimento all’infortunio. Ero consapevole del suo infortunio ma non gli impediva di allenarsi se dovessi inserire nella lista tutti i giocatori con piccoli acciacchi ne metterei 47».

“MAL DI PANCIA” DI ANTONIO BROWN?
 Quando gli è stato domandato d’un atteggiamento imbronciato del duo ricevitore Tomlin ha dichiarato di non aver visto un giocatore imbronciato o insoddisfatto durante la gara, in particolare dopo il td di DeAngelo Williams.

QB SNEAK MANCANTE 
Tornando sull’azione che poteva aprire un’altra gara in quel di Boston la replica all’ovvia domanda è stata «Erano settati per bloccare la nostra qb sneak».

CAMBI NEL COACHING STAFF?
 Riguardo i movimenti di off season l’head coach di Pittsburgh ha detto che è ancora presto per diramare la lista dei giocatori che avranno bisogno d’un intervento chirurgico e non ha rilasciato commenti nemmeno riguardo al possibile ritorno del coaching staff in toto, pare però lasciar la porta aperta a qualche novità.

VARIE 
«Non so cosa aspettarmi da Martavis- riferito ovviamente a Bryant-, spero possa essere reintegrato. C’è solo da aspettare e vedere, sono speranzoso». Su due protagonisti in negativo della gara di Boston come Sammie Coates and Cobi Hamilton ha specificato che «hanno avuto momenti positivi durante la stagione. La loro sfida sarà crescere diventando più consistenti. E di aver preferito il primo ad Ayers per motivi legati al suo utilizzo in special team». Sugli altri giocatori invece ha dichiarato che sarà «Interessante vedere cosa potrà dare Karlos Williams, discorso simile su Senquez Golson, e di aver passato due anni piacevoli con DeAngelo Williams».

lunedì 23 gennaio 2017

Ben Roethlisberger «sconfitta che sia di lezione ai più giovani»

Quando incontri i Patriots sai di dover mettere punti a tabellone, l’attacco di Pittsburgh ieri ha semplicemente fallito. Dopo lo 0-6 in redzone di Kasas City al Divisional abbiamo assistito all’ 1-3 di Boston. Le occasioni erano lì, è mancata la capacità di concretizzare. Emblematico il 1&Goal ad una misera yard dal td che scaturisce in 3 punti dopo due corse senza esito di DeAngelo Williams, la prima con perdita di yards, e un passaggio incompleto. Terminare il primo tempo sul 17-13 e non sul 17-9 avrebbe potuto incidere sull’andamento della ripresa. «Dobbiamo giocare in maniera perfetta per batterli- ha spiegato David DeCastro- e non ci siamo minimamente avvicinati alla perfezione. Devi chiudere quando ti manca solo una yard». Quel drive è anche macchiato da un sanguinoso drop di Cobi Hamilton in endzone pochi snaps prima. Nel post gara Ben Roethlisberger pur non riferendosi ha nessuno nello specifico ha lanciato un messaggio chiaro ai più giovani. «Non so se è la causa principale- ha dichiarato ai cronisti- abbiamo lasciato sul campo molte opportunità non sfruttare per errori di esecuzione, alcuni miei alcuni dei compagni. A tratti sembrava che i più giovani sentissero il peso della gara». Nel primo drive Ben ha cercato di colpire sul profondo i Patriots su un 3&1, Sammie Coates ha sfiorato la palla senza completare la ricezione. Quando poi la gara era già compromessa è stato ancora Cobi Hamilton a vanificare un td ricevendo la palla dopo essere uscito dal campo, gli Steelers saranno così costretti a giocarsi un 4&Goal senza esito. «È frustrante- dice a riguardo Roethlisberger- spesso si parla di come una giocata decida la gara. Oggi sono mancate quelle giocate. Non so se fosse per l’importanza della gara ma quando sei in campo in partite come questa devi chiudere ogni singola azione. Fortunatamente è anche una lezione per ragazzi che capiranno che nulla è regalato. Fare i play off non è abbastanza. Tanti giocatori sono stati anni nella lega senza mai arrivarci, spero così che capiscano l’importanza d’esserci e abbiano la fortuna di poterci tornere». Al qb è stato poi chiesto se a suo parere i compagni più giovani avessero capito l’importanza della gara. «Non lo so. È una bella domanda da parre ai ragazzi, di certo io lo sapevo». Roethlisberger non ha una risposta nemmeno sul perché ad una yard dal td Todd Haley non abbia optato per una qb sneak, azione mai chiamata in tutta la stagione.

Harrison tornerà la prossima stagione?

La partita di Boston per molti sarebbe dovuta essere l’ultima in carriera per James Harrison. Il linebacker di Pittsburgh però la pensa diversamente, ecco infatti cos’ha dichiarato nello spogliatoio ai cronisti nel post gara.
«Non sono ancora finito, non sono finito e mi sento bene fisicamente».
Sono chiaramente le parole di chi nonostante i 38 anni suonati sa di poter dare ancora un contributo, e le statistiche lo confortano. Harrison infatti è un titolare inamovibile dalla week 11 in avanti.
Vedremo cosa deciderà la franchigia visto che il veterano diventerà unrestricted free agent a marzo.

Debacle ad un passo da Super Bowl

I Patriots sono giustamente i campioni della Afc. Lo dice chiaramente nel post partita Mike Tomlin, lo aveva detto più chiaramente il campo, 36-17 per i padroni di casa e Steelers eliminati.
«Loro hanno fatto la partita che ci si aspettava e noi invece no» l’analisi estrema dell’head coach di Pittsburgh su quanto visto. Una gara a senso unico già nel primo quarto con i Patriots che scappano subito 10-0 e da lì in poi è solo il tentativo vano di trovare una risposta al loro attacco, Brady è chirurgico e chiude con 32/42 per 384 yards e 3 td. La difesa di Keith Butler paga dazio costantemente sia quando opta per scelte conservative che quando prova invano a mettere pressione.
Così un giocatore come Chris Hogan si trova a fine gara con le statistiche della gara della vita, 9 ricezioni 180 yards e 2 td. Pittsburgh invece è costretta a chiedere a Cobi Hamilton di fare le giocate decisive per rimettersi in partita uscendo con un drop e una ricezione vanificata da una flag.
Con Antonio Brown contenuto dai continui raddoppi dei Patriots serviva un uomo capace di fare il salto di qualità e ci troviamo invece con il drop sul profondo in avvio di match di Sammie Coates ed il fumble di Eli Rogers.
«Abbiamo avuto le possibilità di chiudere quelle ricezioni, devi vincere le palle contese quando sei una squadra che punta al titolo» dirà a riguardo Tomlin.
A mettere poi ulteriormente nei guai l’attacco di Todd Haley c’è l’infortunio all’inguine che mette fuori causa Le’Veon Bell già nel primo quarto. E l’allenatore non può che ammettere l’ovvio, l’infortunio ha cambiano il piano gara e non sono stati in grado di trovare una soluzione.
A ringraziare è ovviamente la difesa dei padroni di casa che può permettersi di concentrarsi sul levare il profondo al gioco di passaggi di Ben Roethlisberger.
L’attacco degli Steelers, come a Kansas City, s’è dimostrato inconcludente in red zone. Pittsburgh si ritrova poi a convivere con il rimpianto di non aver convertito una goal line situation che partiva da una yard con la gara ancora in bilico. Dopo la ricezione di Jesse James, erroneamente giudicata td inizialmente, sono infatti senza esito le due corse di DeAngelo Williams e un passaggio per Eli Rogers. In avvio del quarto finale con la partita già compromessa arriva poi un altro drive che non trova l’endzone nonostante raggiunga le 2 avversarie.
Tornando alla difesa invece è stato un fallimento da parte di Keith Butler il tentativo di riproporre quanto visto fare dagli Houston Texans la settimana precedente. I blitz che dovevano mettere pressione dal mezzo sono stati tutti costantemente respinti.
Patriots al Super Bowl, Steelers in cerca di risposte su una gara che doveva essere gestita in altra maniera.


giovedì 19 gennaio 2017

Antonio Brown si scusa per il video degli spogliatoi

E alla fine non poteva mancare che lui, l'uomo sul banco degli imputati, Antonio Brown che ieri per la prima volta è apparso davanti ai cronisti dopo il caos del video dello spogliatoio dopo la gara coi Chiefs.
«Non posso che essermi pentito. È stata una distrazione totale per l’organizzazione, per i miei compagni ed ovviamente i miei coach. Ho il massimo rispetto dei miei coach per questo sono veramente rammaricato. Mi sono lasciato trasportare dal momento. Pensavo all’anno scorso quando non ero stato in grado di giocare il divisional, di poter stare con la squadra, ero veramente esaltato. Nessuno di noi è perfetto. sono umano e farò altri errori ma come uomo devo crescere dopo errori come questo. Volevo far vivere ai tifosi l’eccitazione che c’era nello spogliatoio e penso la gente lo abbia capito».
 Sulla possibile distrazione che la vicenda potrebbe avere Brown è abbastanza chiaro. «Stiamo parlando di championship quale altra motivazione servirebbe? Abbiamo lavorato tutto l’anno per essere qui in questo momento. Ci siamo e siamo esaltati da questa possibilità».
Il ricevitore s’è poi rifiutato di chiarire se abbia un contratto con Facebook e non ha chiarito se farà altri video live e di non essere stato a conoscenza in precedenza della regola che vieta ai giocatori di usare i social 90 minuti prima e dopo le gare.

martedì 17 gennaio 2017

Ben Roethlisberger dice la sua su Antonio Brown e il suo video nello spogliatoio

Nel suo settimanale programma radio Ben Roethlisberger non poteva evitare di trattare il caso di Antonio Brown e del suo video.
Ecco le dichiarazioni del qb degli Steelers. «Non sapevo cosa fosse Facebook live. Sfortunatamente ci troviamo ora ad affrontare questa situazione, lo spogliatoio è un posto sacro, specialmente dopo la gara. È per questo che non facciamo entrare i giornalisti e perché non ci sono tifosi o familiari. È un posto sacro dove vengono dette cose, ci sono abbracci e lacrime. È un posto speciale. Per questo sono un po’ arrabbiato con Antonio. So che era esaltato, lo eravamo tutti. Volevano condividere quei momenti con il mondo e i nostri tifosi ma va preservata la sacralità dello spogliatoio. Parlano i coach e poi parlo io e nessuno vuol far sapere in giro quello che succede nella nostra famiglia. In più spero che Antonio sia lì ad ascoltare quello che dicono il coach ed il sottoscritto invece di stare dall’altra parte della stanza».
In particolare sul compagno di squadra ha aggiunto. «Antonio è un giocatore che si esalta ed esalta, è uno di quelli che usa i social come gli altri coetanei. Io e gli altri veterani non li usiamo ma è come si usa in questo momento. Parlerò con Antonio ma non sarò io ad affrontare la situazione. La cosa è di competenza dell’allenatore, è lui il capo. Come detto sono un po’ deluso ma non arrabbiato. È deludente vedere che un momento sacro venga violato e che invece di stare attento a quanto dicevano i coach ed io dopo la partita. Detto questo per me è acqua passata».

Conferenza pre Championship di Mike Tomlin

Riassunto della conferenza in vista del Championship contro Kansas City.

IL VIDEO DEGLI SPOGLIATOI POST VITTORIA CON KANSAS CITY
Il post gara della gara coi Chiefs ha visto Antonio Brown postare su un social la diretta del discorso di coach Mike Tomlin, quest’ultimo e altri membri della squadra sono stati ripresi così mentre utilizzavano termini poco consoni ad una diretta. L’allenatore di Pittsburgh non poteva esentarsi dal commentare e dal partire con questo tema. «Il linguaggio utilizzato da me e da altri è condannabile, come il suo contenuto visto che devo essere un modello nel mio ruolo. È per questo che è importante preservare le interazioni ed i momenti che viviamo tra di noi. Come genitore e in quanto membro della comunità prendo molto sul serio la cosa e mi scuso in proposito». Sul fatto che la questione legata al video possa distrarre i suoi giocatori Tomlin s’è detto convinto del contrario essendo una partita dall’importanza evidente.

ANTONIO BROWN
Oltre al video un altro argomento caldo era il suo autore, Antonio Brown. «É stato stupido, egoista e sconsiderato. È stata la violazione della nostra politica e delle regole Nfl. Ci saranno ovviamente delle conseguenze e pagherà l’errore all’interno dello spogliatoio. Deve crescere dopo questa storia. Ha talento ed è un grande lavoratore ma questi fattori vengono minimizzati da errori come questo. È una di quelle situazione che pesa ai compagni chiamati a rispondere della cosa ai giornalisti».
Tomlin ha poi aggiunto di non aver ancora incontrato il giocatore e che si chiariranno appena possibile.

BOLLETTINO MEDICO
Si parte con uno dei fautori della vittoria coi Chiefs. James Harrison è alle prese con un infortunio alla spalla che lo limiterà in avvio di settimana. Stesso problema fisico per il rookie Sean Davies che come il compagno dovrebbe essere comunque in campo a Boston.
Ladarius Green e Fitzgerald Toussaint sono ancora all’interno del protocollo post commozione cerebrale della lega.
Ancora alle prese coi rispettivi problemi alle caviglie invece Chickillo e Mathews che dopo aver saltato la trasferta di Kansas City proveranno ad essere in campo coi Patriots.

I PATRIOTS
Sui prossimi avversari l’head coach di Pittsburgh ha dichiarato. «Tom Brady è un grande giocatore, ma loro sono nel complesso una grande squadra. Non si trovano mai impreparati ed è difficile metterli in difficoltà. Brady poi ha lanciato due intercetti in tutta la stagione il che è pazzesco. Non perdono mai la palla».
Ha poi sottolineato come senza Gronkowski utilizzino di più formazioni con tre ricevitori o il fullback.

PROBLEMI D’ATTACCO IN REDZONE
Su una delle tematiche dell’incontro di Kansas City Tomlin ha dichiarato che i fallimentari viaggi in redzone con i Chiefs sono frutto dell’insieme dato da cattive esecuzioni, errori dell’ultimo momento e buone giocate degli avversari.

STARTER NEGLI SPECIAL TEAM
A chi ha chiesto lumi riguardo l’utilizzo di titolari come Mike Mitchell negli special team l’allenatore di Pittsburgh ha risposto «non dobbiamo risparmiare le nostre cartucce siamo in un torneo ad eliminazione diretta».

lunedì 16 gennaio 2017

Superati anche i Chiefs. Prossima fermata Boston

Gli Steelers sbancano l’Arrowhead Stadium 18-16 e senza segnare un singolo td, a fronte dei due subiti,  approdano al championship contro i New England Patriots.
Top scorer dell’incontro Chris Boswell che con 6 field goals fa registrare anche il record nella storia del play off Nfl.
«Ha fatto il suo lavoro- spiega nel post partita Ramon Foster- ci ha tenuti in gara e ci ha portato alla vittoria».
Kansas City infatti passa in vantaggio 7-3 nel suo primo possesso offensivo, la rimonta ed il sorpasso sono tuti targati Boswell.
«Le’Veon sta facendo un lavoro magnifico» ha raccontato ai microfoni il suo head coach.
Alla fine quella che però di fatto è stata la giocata che ha deciso l’incontro non è statone un calcio di Boswell, né una corsa di Bell. A fissare il punteggio sul 18-16 è stata infatti, a 2:43 dal fischio finale, la conversione da 2 annullata da un holding su James Harrison da parte dell’offensive tackle dei padroni di casa Eric Fisher.  
«C’erano holding durante tutto l’incontro- ha dichiarato Bud Dupree- quella chiamata è arrivata al momento giusto».
E così dopo il td da una yard di Spencer Ware la realizzazione messa a segno da Smith su Demetrius Harris non va a referto.
E nonostante i 38 anni suonati lo zampino James Harrison lo mette sempre. Per lui gara condita con un sack e 3 tackles for loss.
Avanti 2 punti Pittsburgh dopo il kickoff dei Chiefs si ritrova sulle proprie 5 yards con 2:38 sul cronometro. Sul 3&3 che ne scaturisce dopo il two minute warning c’era solo da chiudere il down e inginocchiarsi. Ben esce sulla sua destre e trova Antonio Brown per 7 yards che proiettano gli Steelers al prossimo turno.
«Ovviamente non siamo stati perfetti ma bravi quanto bastava» sintetizza negli spogliatoi Tomlin.
E in caso di sconfitta i motivi per recriminare ci sarebbero stati tutti a partire dallo 0-4 partorito dall’attacco nella red zone avversaria con tatto di intercetto a levare punti dal tabellone.




martedì 10 gennaio 2017

Conferenza pre Divisional di Mike Tomlin

Riassunto della conferenza in vista del divisional contro Kansas City.

ARRESTO PORTER
Riguardo l’arresto di Joey Porter, avvenuto in un bar dopo la gara di domenica, Tomlin ha dichiarato che non ci sono tempistiche ma che non sarà una distrazione per la squadra.
«Ancora presto per dire se potrà far parte degli allenamenti- ha dichiarato ai microfoni l’head coach- se così non fosse gli outside linebackers saranno seguiti dal defensive coordinator Keith Butler».

LA GARA CON MIAMI
L’analisi fatta della gara di wild card è tutta improntata sulla sfida con i Chiefs. «In attacco- ha detto Tomlin- dovremo fare un miglior lavoro nel prenderci cura del pallone (riferimento ai due intercetti di Roethlisberger) ed in difesa lavorare per limitare i danni da eventuali cambi di campo repentini».
Sul fatto che il qb starter fosse ancora in campo nonostante il punteggio l’head coach di Pittsburgh ha detto che per lui il risultato non era ancora acquisito. «Sono stato io a chiamare il gioco che ha portato all’infortunio, sono stato iperaggressivo e me ne prendo le responsabilità».  

BOLLETTINO MEDICO
Ladarius Green è ancora all’interno del protocollo post commozioni cerebrali, con lui Fitzgerald Toussaint. Roethlisberger ha peggiorato un infortunio precedente ma questo non dovrebbe intaccare le sue possibilità d’allenarsi. Anthony Chickillo, Robert Golden, Ricardo Mathews, Vince Williams saranno valutati in settimana. Bell e Roethlisberger potrebbero riposare fino a giovedì per non arrivare al meglio alla gara coi Chiefs.

I CHIEFS
Riguardo i prossimi avversari Tomlin ha aggiunto. «Alex Smith e la sua mobilità potrebbero essere un problema, spesso questo suo aspetto viene sottovalutato. Come in regular season potrebbe essere utilizzato Justin Gilbert in copertura su Travis Kelce (opzione utilizzata dieci volte nel precedente stagionale)».

Suo Dantari Poe ha invece dichiarato d’essere più preoccupato del suo impatto contro le corse rispetto a quello sui passaggi. Riguardo il suo collega ha aggiunto, «tutti sappiamo poi che Andy Reid è 19-2 dopo una bye week».

lunedì 9 gennaio 2017

Pittsburgh supera il primo ostacolo. Miami battuta 30-12

Pittsburgh si presenta per la prima volta ai play off con Ben Roethlisberger, Antonio Brown e Le’Veon Bell insieme sul campo e lo fa alla grande.
Dolphins battuti 30-12 e Kansas City ora nel mirino.
La connection Ben- Antonio regala due td nelle prime due serie. Il primo da 50 il secondo da 62 yards, per la prima volta nella storia un qb mette a segno due segnature da almeno 50 yards nel primo quarto. L’attesa per vedere finalmente dopo quattro anni Bell in campo in post season è invece ripagata con una gara da due td e 167 yards, record di franchigia “rubato” a Franco Harris.
Una prestazione che porta coach Mike Tomlin ad utilizzare per la prima volta il termine big three. «Il vero riassunto della gara è che i big three hanno trascinato il nostro attacco e la difesa ha stoppato le loro corse».
Infatti il fattore “vendetta” per la difesa degli Steelers, semplicemente sovrastati nella gara a Miami di regular season, porta ad una partita da tre turnovers e cinque sacks. Il pericolo numero uno Jay Ajayi limitato a 33 yards dopo le 204 di ottobre.
Per la difesa non era una gara normale. «Era qualcosa di personale- ha spiegato Mike Mitchell- loro ci avevano distrutto con il running game e noi li abbiamo distrutti. Se guardate cos’ha fatto il nostro 26 (Bell ndr) capirete che era una vendetta. Li abbiamo distrutti con le cose».
La terza serie può essere l’esempio di quanto detto da Mitchell. Dieci corse consecutive di Bell che portano a 83 yards e altri 7 punti.
«Abbiamo voluto andare là fuori per fare una dichiarazione- aggiunge Bell- loro avevano corso molto bene la scorsa gara, oggi volevamo farlo noi e fermarli in difesa».
L’unico errore dell’attacco nel primo tempo è un intercetto di Ben Roethlisberger. Sul 20-6 infatti Michael Thomas riporta l’ovale fino alle 27 dei padroni di casa. A 26 secondi dal termine i Dolphins si portano fino alle 8 avversarie. Sale in cattedra però James Harrison che piazza il sack con fumble, ricoperto da Tuitt, che fa calare il sipario sulle speranze di rimonta di Miami.
Gli ospiti nel secondo tempo si porteranno fino alle 37 degli Steelers nel primo drive, sarà questa volta Mike Mitchell a piazzare il sack ed il fumble e L.T. Walton a ricoprirlo.
Da questo turnover nascono altri tre punti merito del field goal di Boswell. E sul 23-6 arriva la definitiva mazzata per le vane speranze di Miami on l’intercetto di Ryan Shazier.
«Sentivamo che loro ci avessero sovrastato fisicamente nel primo incontro- spiega Mike Mitchell- e volevamo ridargli il favore. Lo abbiamo fatto ai play off e non ci sarebbe stato posto migliore. Volevamo essere il più fisici e violenti che potevamo».
A farne le spese sarà il qb avversario, livellato da Bud Dupree che verrà poi sanzionato con un roughing the passer.
Il tempo dei festeggiamenti è però già finito. «Era solo l’inizio- spiega infatti Ramon Foster uno che sa cosa vuol dire giocare un Super Bowl- io non sono certo esaltato. L’ano scorso a questo punto avevamo appena battuto Cincinnati. Ora arriva qualcosa di più difficile e dobbiamo guardare aventi».
E A Kansas City quelli affamati di vendetta saranno i Chiefs, battuti nettamente 43-13 in avvio di stagione.





mercoledì 4 gennaio 2017

Ecco la ricetta di Roethlisberger per i play off

Per la diciottesima volta in carriera Ben Roethlisberger sta preparando una gara di play off. Se c’è qualcosa che ha imparato nelle sue otto cavalcate in post season è che la preparazione è una questione di bilanciamento.
«Devi approcciarti come fai di solito- ha spiegato il veterano- tenendo conto che c’è un certo senso d’urgenza. Stare attendo ai dettagli perché gli errori sono ingigantiti in questo periodo».
Rispetto al suo esordio di dodici anni fa ha l’esperienza d’un giocatore di 34 anni e non di 22, è uno dei capitani della squadra, un curriculum che vanta due anelli per essere un leader agli occhi di chi s’approccia per la prima volta alla post season.
«Se non sei entusiasta d’essere nei play off c’è qualche problema- spiega ai microfoni- ma il tuo modo di prepararti deve rimanere lo stesso. Oggi sarà il solito mercoledì di preparazione. Andiamo a prenderci cura del nostro business come sempre. Penso colo che l’attenzione ai dettagli debba essere maggiore».
Roethlisberger faticò non poco nella prima stagione ai play off con cinque intercetti in due gare, per poi vincere nove delle successive dieci gare e arrivando al Super Bowl tre volte in quattro tentativi.
Il qb ha poi sottolineato come uno degli aspetti importanti di questa stagione sia stato il fatto che coach Mike Tomlin abbia tenuto lo stesso approccio nella serie di quattro sconfitte come in quella delle sette vittorie consecutive.

E per un veterano con tredici stagioni alle spalle l’attesa dei play off è diversa. «Sei esaltato ma nervoso. Sono rimesta in gioco poche squadre e molte sono quelle già a casa. Sono qui sa molto e so che l’importante è far sì che i più giovani non siano troppo esaltati».

Conferenza pre Wild Card di Mike Tomlin

Riassunto della conferenza in vista della gara interna di play off contro Miami.

CLIMA
Tomlin non è convinto che il clima freddo possa avvantaggiare i suoi nei confronti della squadra della Florida. «Quando era defensive coordinator a Tampa ci dicevamo che l squadre provenienti dal freddo sarebbero arrivate e collassate per il caldo. Ma quando eri lì se non li costringevi ad uscire dopo il terzo down eravamo noi a collassare per il caldo. Tra l’altro credo che abbiamo noi più giocatori provenienti dalla Florida rispetto a Miami».

IL PRECEDENTE STAGIONALE
L’allenatore di Pittsburgh ha voluto lanciare qualche messaggio alla squadra riferito alla gara di regular season che ha visto Miami imporsi 30-15 e Jay Ajayi essere un gran fattore con 204 yards in 25 portate.
«I video parlano da soli. Il loro running game spiega come è andata la gara. Non eravamo in grado di fermare i loro runningbacks. La loro offensive line ha vinto la battaglia sulla linea di scrimmage e ha vinto alla grande, che fosse una corsa interna o esterna. Non pensiamo che la loro gara da 200 yards sia stato un caso e dobbiamo considerare questo aspetto. Lui (Ajayi ndr) ha corso 200 yards per due volte contro i Bills, è la prova tangibile di come dobbiamo rispettarlo nella preparazione alla gara. Dobbiamo capire cos’è successo nella gara giocata e trovare un modo per limitarlo».

BOLLETTINO INFORTUNATI
Secondo quanto raccontato in conferenza stampa tutti coloro che arrivavano alla gara con Cleveland con un infortunio hanno chance di giocare. La lista è composta dal defensive end Stephon Tuitt (problemi ad un ginocchio), il tight end Xavier Grimble (dolore alle costole), il wide receiver Sammie Coates (stiramento), il linebacker Anthony Chickillo e la safety Robert Golden (entrambi alle prese con problemi ad una caviglia).
«Tutti questi giocatori sono migliorati e non vedono l’ora d’essere in campo per noi- ha dichiarato Tomlin- non cambieremo il nostro metodo di valutazione dovranno dimostrare d’essere pronti in settimana. Decideremo n base alla loro partecipazione agli allenamenti e alla qualità di quest’ultima».
Ladarius Green è ancora all’interno del protocollo post commozione ma pare avere delle possibilità.  Javon Hargrave invece non è nel protocollo e dovrebbe essere della gara.

LANDRY JONES
Quella di domenica scorsa potrebbe essere l’ultima gara in maglia Steelers di Landry Jones. Il che vorrebbe dire dover trovare un altro back up per Ben Roethlisberger. «Mi piace Landry- ha spiegato il suo head coach- e mi piaceva anche prima della gara scorsa (chiusa con tre td ndr). Nessuna delle scelte sul roster viene fatta per caso. Non si tratta solo di valutare il valore di Landry o se ci piacerebbe tenerlo. La free agency è quella che è. Ci sono posti limitati e spesso ci sono molte opzioni e valutazioni da fare sul salary cap. Tutte queste valutazioni sono correlate. Ci sono sempre state e sempre ci saranno».
Se Jones non trovasse un accordo con gli Steelers testerà il mercato dei free agents. Pittsburgh quest’estate ha messo sotto contratto Zach Mettenberger fresco di taglio da parte dei Chargers che potrebbe essere un’opzione come riserva di big Ben.

ROOKIE WALL
Un rischio evocato dai giornalisti è quello che i rookie degli Steelers affrontino il cosiddetto “rookie wall” ovvero lo scotto da pagare per la prima stagione da professionista, decisamente diversa nei ritmi e nello stress. Tomlin crede che però questo scenario sarà evitabile grazie al fatto che «nessuno è stato uno starter fin dal primo giorno e il computo degli snap giocati è un fattore nel logorio di cui parliamo» ha spiegato l’allenatore a riguardo.  Javon Hargrave ha visto il campo con continuità solo dopo l’infortunio di Cameron Heyward. Discorso diverso per Arti Burns e Sean Davies che hanno avuto un numero maggiore di snaps e potrebbero pagarne le conseguenze.


martedì 3 gennaio 2017

Battuti i Browns ma la testa è tutta ai play off

Nonostante la gara non avesse nessun peso sulla stagione gli Steelers, privi di molti titolari, s’impongono all’overtime dopo una rimonta contro i Browns.
«È stata dura- spiega Ladry Jones, uno di coloro che ha beneficiato dei riposi altrui- ma per un qb farlo in rimonta, in un drive decisivo, decidendo la gara con un passaggio è come un sogno che diventa realtà. Per me è qualcosa d’importante nella mia carriera. Ero semplicemente entusiasta d’essere ancora là fuori a giocare».
E pensare che la gara era iniziata nel peggiore dei modi con un three & out iniziale, fatto di due sacks e una corsa nulla, che lasciava presagire una gara che vedeva una sola squadra motivata in campo.
Pittsburgh infatti metterà punti a tabellone solo a 36 secondi dalla fine del primo tempo con un ritrovato DeAngelo Williams. E dopo un terzo quarto negativo dato da due punt ed un intercetto èservito un ottimo quarto finale per rimettere n piedi la gara e portarla all’overtime.
Merito anche del corpo ricevitori che in assenza di Antonio Brown ha fatto qual paso in avanti richiesto. Landry Jones poi è solito allenarsi con Eli Rogers, Demarcus Ayers e Cobi Hamilton.
La gara è sostanzialmente ingiudicabile, le assenze e l’attesa dei play off ha inciso evidentemente. I Browns si sono permessi per esempio di mettere insieme 231 yards su corsa, con una media di 7 a portata, entrambi massimi stagionali per la difesa di Pittsburgh prova di come per molti la testa era alla gara con i Dolphins.